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ieri alle ore 21:04 - 2.403 visualizzazioni
### Caldo record in Italia: bollino rosso a Roma, Bologna, Firenze e Torino - Bar Sport di Briga Novarese - lunedì, 1 giugno 2026.

Entrò nel Bar Sport di Briga Novarese Tonino il Termosifone, già sudato come se avesse corso la maratona di Novara con la stufa accesa sulla schiena. «Ragazzi, bollino rosso! Roma, Bologna, Firenze e Torino stanno andando arrosto. Più di trenta gradi a giugno, dicono. L'Italia è un forno!»

Il Peppone, con la barba che sembrava un nido di merli in piena muta, si passò una mano sulla fronte. «Trenta gradi? Ma qui a Briga già mi si sta sciogliendo il grasso delle mani dal cambio dell'Alfa di ieri. Se a Torino fa così caldo, figurati cosa succede al motore della mia officina.»

Dietro al bancone Otello, detto Calorifero da quando era nato, asciugava un bicchiere con uno straccio umido che pareva uscito dalla sauna. «Caldo? Io mi chiamo Calorifero e pure a me cola tutto. Stamattina ho dovuto mettere il Campari nel frigo, altrimenti diventava brodo.»

El Poeta, che stava lucidando la macchina del caffè, buttò lì una rima senza nemmeno alzare gli occhi: «Col caldo che viene / si squaglia il gelato / e pure la mente / del povero cristo sudato.»

La Mirella, seduta al solito tavolino con il suo bianchino, agitò il ventaglio fatto con il listino del totocalcio. «Ma come è possibile? Io a giugno voglio il fresco del lago, non questo inferno. A Roma staranno morendo come le mosche, poveretti. Lì sì che il bollino è rosso, altro che semaforo.»

Il ragionier Gualtieri, che fino a quel momento aveva finto di leggere La Stampa di ieri, alzò la testa con aria da esperto. «Secondo me è colpa del buco nell'ozono. O forse del riscaldamento globale. O forse è solo che il governo ha spento l'aria condizionata nazionale per risparmiare. Voi che ne dite?»

Tonino il Termosifone, in qualità di cronista ufficiale, prese la parola gesticolando come un direttore d'orchestra impazzito. «Dicono che a Firenze il Ponte Vecchio rischia di diventare Ponte Molle. A Bologna la mortadella si sta sciogliendo dentro i panini. E a Torino la Mole Antonelliana si è inclinata di altri due gradi per il calore!»

«Esagerato come sempre, Termosifone», ridacchiò il Peppone. «Però se continua così vengo qui al bar anche di notte a dormire sotto il ventilatore. Sempre meglio che a casa mia, dove pure il gatto ha chiesto il divorzio per il caldo.»

Calorifero versò quattro spritz senza che nessuno li avesse ordinati. «Offre la casa, prima che evaporino. E se arriva un altro grado, giuro che cambio nome in Frigorifero.»

El Poeta annuì serio e concluse in rima: «Con questo solleone / non resta che bere / e aspettare sereni / che arrivi un po' di frescone.»

Fuori dal Bar Sport di Briga Novarese il sole picchiava come un fabbro ubriaco sull'incudine, mentre dentro si rideva del caldo come si ride di tutto, da sempre.
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Vaccata