Chiacchiera
oggi alle ore 08:46 - 3.295 visualizzazioni
E' già lunedì.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno
I genitori sono figli dei tempi.
Oggi è la Giornata dei genitori. Leggerlo e pensare ai propri, è un attimo. Ognuno ne ha un giudizio.
E sempre in un attimo si va alle cronache che raccontano i genitori e i figli di oggi. Immancabile il benpensante che non si trattiene: “ Un tempo sì che i genitori sapevano educare”.
Quell' infinita voglia di tornare al passato. L'intramontabile “ Ai tempi miei !”.
Mi permetto , da figlio, genitore e nonno ( e da giornalista) di dissentire.
I genitori educano i figli secondo la realtà della Società in cui sono calati. Perché sono figli dei tempi. Impensabile, guardando al passato- per esempio il mio- non immaginare il posto fisso, il proposito di uscire di casa ancora giovane per cercare il domani andando lontano, rispettare a ogni costo un sogno, evadere dai ritmi della famiglia per seguire quelli del gruppo.
Forse era più facile educare rispetto all'oggi. Non c'erano le tentazioni di una Società che , con mille lusinghe e mille esempi, ,fa dei figli oggetto di consumo. Li cattura. E non c'era la fretta, quel ritmo convulso dell'obbligo a non rimanere indietro. E neppure la necessità della concretezza immediata.
Non c'era la sovrapposizione mediatica che apre al mondo ma crea confronti. E il confronto spesso è disagio.
Su un punto c'è coincidenza. I figli non venivano ascoltati allora e non lo sono oggi. A pensarci bene, gli adulti si sono sentono ancora padroni del domani.
Su un punto mi trovo d'accordo con il passato. I genitori davano tanto ma non tutto ai figli. Quasi obbligandoli alla conquista. Ora si dà tutto nel timore di perderli.
E i figli che hanno tutto spesso non fanno nulla per sé stessi.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno
I genitori sono figli dei tempi.
Oggi è la Giornata dei genitori. Leggerlo e pensare ai propri, è un attimo. Ognuno ne ha un giudizio.
E sempre in un attimo si va alle cronache che raccontano i genitori e i figli di oggi. Immancabile il benpensante che non si trattiene: “ Un tempo sì che i genitori sapevano educare”.
Quell' infinita voglia di tornare al passato. L'intramontabile “ Ai tempi miei !”.
Mi permetto , da figlio, genitore e nonno ( e da giornalista) di dissentire.
I genitori educano i figli secondo la realtà della Società in cui sono calati. Perché sono figli dei tempi. Impensabile, guardando al passato- per esempio il mio- non immaginare il posto fisso, il proposito di uscire di casa ancora giovane per cercare il domani andando lontano, rispettare a ogni costo un sogno, evadere dai ritmi della famiglia per seguire quelli del gruppo.
Forse era più facile educare rispetto all'oggi. Non c'erano le tentazioni di una Società che , con mille lusinghe e mille esempi, ,fa dei figli oggetto di consumo. Li cattura. E non c'era la fretta, quel ritmo convulso dell'obbligo a non rimanere indietro. E neppure la necessità della concretezza immediata.
Non c'era la sovrapposizione mediatica che apre al mondo ma crea confronti. E il confronto spesso è disagio.
Su un punto c'è coincidenza. I figli non venivano ascoltati allora e non lo sono oggi. A pensarci bene, gli adulti si sono sentono ancora padroni del domani.
Su un punto mi trovo d'accordo con il passato. I genitori davano tanto ma non tutto ai figli. Quasi obbligandoli alla conquista. Ora si dà tutto nel timore di perderli.
E i figli che hanno tutto spesso non fanno nulla per sé stessi.
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5calzinipuzzolenti:
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oggi alle ore 09:15 · Ti stimo · Rispondi
Benemerita59: Buongiorno Carle' 





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oggi alle ore 11:10 · Ti stimo · Rispondi



