Chiacchiera
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ieri alle ore 08:53 - 2.630 visualizzazioni
E' già venerdì.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno

“Fate più figli. Ma arrangiatevi”.

Emergenza natalità. La politica in coro: “Fate più figli”. Il ministro Tajani: “Se facciamo più figli possiamo ridurre il numero di migranti regolari”. E subito i benpensanti “Ai tempi mei…”.
Poi si legge il rapporto “ Le equilibriste” di Save the Children e si scopre uno dei perché – forse il più importante- si mettono al mondo meno figli di un tempo: “ Avere un figlio in Italia è ancora un rischio professionale che ricade quasi interamente sulle donne”.
Dice Barbara Poggio* commentando il rapporto su“27° Ora “ del “Corriere della Sera”:
“In Italia la maternità ha ancora un prezzo altissimo, economico, professionale, sociale e a pagarlo, in modo sproporzionato, sono le donne. Lo scarto di genere è netto. Tra gli uomini, la paternità è associata a una maggiore occupazione: i padri lavorano di più dei coetanei senza figli. Per le donne accade l'esatto contrario.
La maternità non è una parentesi, ma ridefinisce le traiettorie professionali. Nel settore privato, una neomamma può perdere fino al 30% della retribuzione dopo il parto. Il peggioramento della condizione lavorativa delle madri non è un fenomeno isolato né transitorio: è una penalizzazione strutturale che quest'anno riguarda per la prima volta tutte le regioni italiane.
Tra le under 30 con figli, il quadro è ancora più critico: quasi sei su dieci sono inattive, non studiano, non lavorano, non seguono alcun percorso di formazione. Per i coetanei uomini, invece, la paternità continua a tradursi in un vantaggio occupazionale”.
Non aggiungo altro. Un'analisi che condivido. Prendo anche il titolo, perfetto : “Fate più figli. Ma arrangiatevi”. Ringrazio ”Corriere della Sera “ e complimenti alla professoressa Barbara Poggio.
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*Barbara Poggio è docente di Sociologia dei processi economici e lavoro all'Università di Trento. Prorettrice alle politiche di equità e diversità dello stesso ateneo
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