Chiacchiera
oggi alle ore 08:57 - 2.254 visualizzazioni
E' già venerdì.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno
Sono solo numeri.
E rimangono numeri.
“I numeri regnano sull'universo”, ha detto un giorno Pitagora. E in Israele l'hanno preso in parola. I soldati che hanno attaccato la flottiglia- in acque internazionali, ma per Tel Aviv non ha importanza- non hanno chiesto ai volontari il nome. Hanno dato a ognuno un numero inciso su un braccialetto.
E li hanno trattati da numeri come se non fossero persone. Obbligati a stare in ginocchio e poi percossi. Non importava la loro sofferenza. E nemmeno che quegli individui erano lì per un ideale . Per loro erano numeri da fermare e punire.
Come sono trattati da numeri e non da persone quei braccianti che si spaccano la testa sotto il Sole per raccogliere i pomodori. Di loro non si prende nota del nome. Conta il numero per fare una squadra.
E un giorno ti accorgi che anche i numeri non contano. Non fanno impressione. Quei numeri che denunciano i suicidi in carcere, quelle persone uccise dai “ Sei solo mia”, quelle le madri che non riescono a portare un piatto caldo in tavola per i figli, quei malati in preda alle sofferenze che chiedono aiuto per farla finita e gli viene negato, tutti quelli che non si possono curare perché le liste di attesa sono infinite e non si possono permettere la sanità privata.
Sono numeri alti. Molto alti. Ma rimangono numeri.
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Oggi è Santa Rita, una Santa della mia terra umbra. Augurissimi a tutte le Rita. E un abbraccio.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno
Sono solo numeri.
E rimangono numeri.
“I numeri regnano sull'universo”, ha detto un giorno Pitagora. E in Israele l'hanno preso in parola. I soldati che hanno attaccato la flottiglia- in acque internazionali, ma per Tel Aviv non ha importanza- non hanno chiesto ai volontari il nome. Hanno dato a ognuno un numero inciso su un braccialetto.
E li hanno trattati da numeri come se non fossero persone. Obbligati a stare in ginocchio e poi percossi. Non importava la loro sofferenza. E nemmeno che quegli individui erano lì per un ideale . Per loro erano numeri da fermare e punire.
Come sono trattati da numeri e non da persone quei braccianti che si spaccano la testa sotto il Sole per raccogliere i pomodori. Di loro non si prende nota del nome. Conta il numero per fare una squadra.
E un giorno ti accorgi che anche i numeri non contano. Non fanno impressione. Quei numeri che denunciano i suicidi in carcere, quelle persone uccise dai “ Sei solo mia”, quelle le madri che non riescono a portare un piatto caldo in tavola per i figli, quei malati in preda alle sofferenze che chiedono aiuto per farla finita e gli viene negato, tutti quelli che non si possono curare perché le liste di attesa sono infinite e non si possono permettere la sanità privata.
Sono numeri alti. Molto alti. Ma rimangono numeri.
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Oggi è Santa Rita, una Santa della mia terra umbra. Augurissimi a tutte le Rita. E un abbraccio.
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