Chiacchiera
oggi alle ore 08:27 - 1.915 visualizzazioni
E' già giovedì.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno
Una lezione al mondo.
Tribunale di Milano ieri mattina. Lettura di una sentenza: venti anni ad Alessandro Chiani, ventenne, per tentato omicidio di Davide Simone Cavallo e 10 mesi a Mohamed Atia per omissione di soccorso.
I fatti: nell'ottobre dello scorso anno Davide, 22 anni, studente alla Bocconi, sta passando per Corso Como a Milano, Alessandro e Mohamed lo fermano, nasce una discussione, lo rapinano. Poi Alessandro lo colpisce con due coltellate.
Le coltellate rendono invalido Davide per una lesione midollare permanente.
Davide è in aula con i suoi genitori. Ascolta la sentenza . Si rivolge agli avvocati: “Sono dispiaciuto per una pena così alta. Spero per loro un futuro migliore”.
Poi, reggendosi a una stampella, si avvicina alla gabbia dei due imputati . Parla con loro per diversi minuti. Li abbraccia.
E poi : “Vi perdono”.
Alessandro si scusa. Mohamed gli dice: “Potresti essere mio fratello, mi sento in colpa”.
In un mondo che si alimenta senza sosta con l'odio vola quel : “Vi perdono”.
E avvolge il mondo in un abbraccio.
.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno
Una lezione al mondo.
Tribunale di Milano ieri mattina. Lettura di una sentenza: venti anni ad Alessandro Chiani, ventenne, per tentato omicidio di Davide Simone Cavallo e 10 mesi a Mohamed Atia per omissione di soccorso.
I fatti: nell'ottobre dello scorso anno Davide, 22 anni, studente alla Bocconi, sta passando per Corso Como a Milano, Alessandro e Mohamed lo fermano, nasce una discussione, lo rapinano. Poi Alessandro lo colpisce con due coltellate.
Le coltellate rendono invalido Davide per una lesione midollare permanente.
Davide è in aula con i suoi genitori. Ascolta la sentenza . Si rivolge agli avvocati: “Sono dispiaciuto per una pena così alta. Spero per loro un futuro migliore”.
Poi, reggendosi a una stampella, si avvicina alla gabbia dei due imputati . Parla con loro per diversi minuti. Li abbraccia.
E poi : “Vi perdono”.
Alessandro si scusa. Mohamed gli dice: “Potresti essere mio fratello, mi sento in colpa”.
In un mondo che si alimenta senza sosta con l'odio vola quel : “Vi perdono”.
E avvolge il mondo in un abbraccio.
.
Leggi tutto...
Barbyturiko: Persone così sono mosche bianche, personalmente non riuscirei a dire e pensare quello che ha detto lui, chapeau.
oggi alle ore 09:35 · Ti stimo · Rispondi



