Chiacchiera
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fceruttilivello 4
oggi alle ore 15:47 - 1.476 visualizzazioni
Perché continuo a dubitare di un amore così selettivo.

A volte mi fermo e mi chiedo: davvero qualcuno lassù mi ama in modo speciale? Perché se è vero che Dio mi ama, allora devo accettare che lo stesso Dio guarda con indifferenza milioni di persone che soffrono ogni giorno. Non riesco a conciliare questa idea con ciò che vedo intorno a me.

La realtà è spietata. Ci sono intere popolazioni intrappolate in una miseria da cui sembra impossibile uscire, bambini che non arrivano all'adolescenza per mancanza di cibo o medicine, e luoghi dove nascere significa ereditare solo violenza e disperazione. Se un essere onnipotente prova un amore autentico per me, perché tanta indifferenza verso chi non ha avuto la mia stessa sorte? Questo non somiglia all'amore. Somiglia piuttosto a un favoritismo arbitrario, a un privilegio che non ho chiesto e che non riesco a giustificare.

E poi osservo chi parla in suo nome. I grandi templi brillano d'oro, le televisioni religiose raccolgono donazioni continue, i leader spirituali vivono in agi che contrastano fortemente con le difficoltà di chi li segue. Mentre tantissime persone pregano con sincerità e speranza, un piccolo gruppo gestisce potere, influenza e risorse immense. Sembra quasi che il messaggio “Dio ti ama” serva più a mantenere questo sistema che a consolare davvero chi
soffre.

Io non odio la fede. Semplicemente non capisco perché dovrei aver bisogno di sentirmi scelto da una divinità per dare senso alla mia vita. La bellezza di esistere, l'amore che posso dare e ricevere, la lotta per rendere il mondo un po' più giusto: tutto questo non richiede l'approvazione di un essere superiore. La vita ha già un valore intrinseco, senza bisogno di etichette divine.

Forse il vero atto di coraggio è accettare che non siamo al centro di un piano cosmico di amore personale. Forse è più onesto riconoscere che siamo noi, esseri umani, a doverci prendere cura gli uni degli altri, senza aspettare che un'entità invisibile risolva ciò che noi stessi possiamo e dobbiamo cambiare.

Non ho bisogno di credere che Dio mi ami per alzarmi ogni mattina e provare a essere una persona migliore. Anzi, proprio perché dubito di questo amore selettivo, sento più forte la responsabilità di agire qui e ora, nel mondo reale, con chi mi sta accanto.

La vita non ha bisogno di validazione divina. Basta la dignità di chi decide di viverla pienamente, senza illusioni consolatorie.
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Vaccata