Chiacchiera
oggi alle ore 08:21 - 3.005 visualizzazioni
E' già sabato.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Quando la vita
è improvvisazione.
Mercoledì mi sono chiesto: e se la vita fosse una danza? Mi aveva incuriosito la Giornata mondiale. E la Giornata – dedicata al jazz- in questi giorni mi fa tornare a riflettere sull'oggi. E chiedermi: ma l'evoluzione della Società non è stata influenzata da questa musica?
Innanzi tutto il riscatto. Gente emarginata che non ha voce. Si incontra alla periferia di New Orlans. Un abbraccio di culture: schiavi, figli di schiavi , poveri senza domani e emigranti abbandonati al destino. Ognuno ha una sua storia da raccontare. Ognuno ha una sua musica . E allora fondano insieme storie, note e voci. Nasce una musica, non scritta. Ma improvvisata.
E questa musica diventa voce di un mondo che lentamente si incunea nella Società e altrettanto lentamente la modifica. Diventando forza.
Forza nata dall'improvvisazione.
Ma improvvisazione non è anche la vita? Tutto è codificato, stretto fra regole congelate, imposte , obbligate. Violarle è condanna se non peccato. Ma arriva un lui che improvvisa, dà vita a un sogno : una politica, una scoperta scientifica, la nascita o il risveglio di un ideale.
La Società si sorprende, si ribella, poi si adegua. E spunta un altro lui che improvvisa. Come il jazz, musica ribelle , diventa Musica. Diventa bellezza.
“La vita è un po' come il jazz… è meglio quando s'improvvisa” ha detto un giorno il grande George Gershwin.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Quando la vita
è improvvisazione.
Mercoledì mi sono chiesto: e se la vita fosse una danza? Mi aveva incuriosito la Giornata mondiale. E la Giornata – dedicata al jazz- in questi giorni mi fa tornare a riflettere sull'oggi. E chiedermi: ma l'evoluzione della Società non è stata influenzata da questa musica?
Innanzi tutto il riscatto. Gente emarginata che non ha voce. Si incontra alla periferia di New Orlans. Un abbraccio di culture: schiavi, figli di schiavi , poveri senza domani e emigranti abbandonati al destino. Ognuno ha una sua storia da raccontare. Ognuno ha una sua musica . E allora fondano insieme storie, note e voci. Nasce una musica, non scritta. Ma improvvisata.
E questa musica diventa voce di un mondo che lentamente si incunea nella Società e altrettanto lentamente la modifica. Diventando forza.
Forza nata dall'improvvisazione.
Ma improvvisazione non è anche la vita? Tutto è codificato, stretto fra regole congelate, imposte , obbligate. Violarle è condanna se non peccato. Ma arriva un lui che improvvisa, dà vita a un sogno : una politica, una scoperta scientifica, la nascita o il risveglio di un ideale.
La Società si sorprende, si ribella, poi si adegua. E spunta un altro lui che improvvisa. Come il jazz, musica ribelle , diventa Musica. Diventa bellezza.
“La vita è un po' come il jazz… è meglio quando s'improvvisa” ha detto un giorno il grande George Gershwin.
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