Satira
ieri alle ore 18:30 - 2.616 visualizzazioni
IL REVISIONISMO DI UN FASCISTA: CHI ONORA I BOIA TRADISCE LA REPUBBLICA
Non è "pietas", non è "omaggio ai caduti": è l'orgogliosa rivendicazione di un fascista mai pentito che usa la seconda carica dello Stato per riabilitare il collaborazionismo nazi-fascista. Ignazio La Russa, l'uomo dei busti di Mussolini, ha gettato l'ennesima maschera: portare fiori alla RSI significa stare dalla parte dei carnefici.
1. La RSI non era l'Italia, era l'infamia
Bisogna dirlo senza mezzi termini: chi militava a Salò non combatteva per la Patria, ma per il Terzo Reich. Erano gli aguzzini al servizio dell'occupante nazista. Celebrare quei soldati non è un atto di umanità, è la volontà politica di legittimare degli assassini che volevano distruggere l'Italia democratica prima ancora che nascesse.
2. L'atlante del sangue: i crimini che La Russa vuole dimenticare
Rendere omaggio a chi serviva quella bandiera significa sputare sulle tombe delle vittime civili. I "ragazzi di Salò" furono i complici necessari di massacri indicibili:
• Sant'Anna di Stazzema: 560 martiri, tra cui 130 bambini. I fascisti fecero da guida alle SS per stanarli e bruciarli vivi.
• Marzabotto: 770 civili trucidati. Un'operazione di sterminio resa possibile dalle spie e dai reparti della RSI.
• Le Fosse Ardeatine: 335 vite spezzate con un colpo alla nuca. Le liste dei condannati furono compilate con zelo dai funzionari fascisti.
• La Shoah: I fascisti furono i cani da caccia che rastrellarono migliaia di ebrei italiani per caricarli sui vagoni per Auschwitz.
3. Un tradimento al vertice dello Stato
È uno scandalo intollerabile che chi siede sulla poltrona che fu di Ferruccio Parri equipari i liberatori ai collaborazionisti. La nostra Costituzione è visceralmente antifascista perché scritta con il sangue di chi ha combattuto contro quegli stessi "caduti" che La Russa onora.
Chi non prova ribrezzo per la RSI, chi difende gli sgherri dei nazisti e chi mette sullo stesso piano vittima e carnefice, è incompatibile con le istituzioni. Un nostalgico della dittatura non può rappresentare la democrazia.
L'Italia è antifascista per dovere di memoria. La Russa e il suo revisionismo nero sono un insulto alla Repubblica.
NON HANNO SMESSO DI ESSERE FASCISTI, HANNO SOLO SMESSO DI VERGOGNARSENE
Non è "pietas", non è "omaggio ai caduti": è l'orgogliosa rivendicazione di un fascista mai pentito che usa la seconda carica dello Stato per riabilitare il collaborazionismo nazi-fascista. Ignazio La Russa, l'uomo dei busti di Mussolini, ha gettato l'ennesima maschera: portare fiori alla RSI significa stare dalla parte dei carnefici.
1. La RSI non era l'Italia, era l'infamia
Bisogna dirlo senza mezzi termini: chi militava a Salò non combatteva per la Patria, ma per il Terzo Reich. Erano gli aguzzini al servizio dell'occupante nazista. Celebrare quei soldati non è un atto di umanità, è la volontà politica di legittimare degli assassini che volevano distruggere l'Italia democratica prima ancora che nascesse.
2. L'atlante del sangue: i crimini che La Russa vuole dimenticare
Rendere omaggio a chi serviva quella bandiera significa sputare sulle tombe delle vittime civili. I "ragazzi di Salò" furono i complici necessari di massacri indicibili:
• Sant'Anna di Stazzema: 560 martiri, tra cui 130 bambini. I fascisti fecero da guida alle SS per stanarli e bruciarli vivi.
• Marzabotto: 770 civili trucidati. Un'operazione di sterminio resa possibile dalle spie e dai reparti della RSI.
• Le Fosse Ardeatine: 335 vite spezzate con un colpo alla nuca. Le liste dei condannati furono compilate con zelo dai funzionari fascisti.
• La Shoah: I fascisti furono i cani da caccia che rastrellarono migliaia di ebrei italiani per caricarli sui vagoni per Auschwitz.
3. Un tradimento al vertice dello Stato
È uno scandalo intollerabile che chi siede sulla poltrona che fu di Ferruccio Parri equipari i liberatori ai collaborazionisti. La nostra Costituzione è visceralmente antifascista perché scritta con il sangue di chi ha combattuto contro quegli stessi "caduti" che La Russa onora.
Chi non prova ribrezzo per la RSI, chi difende gli sgherri dei nazisti e chi mette sullo stesso piano vittima e carnefice, è incompatibile con le istituzioni. Un nostalgico della dittatura non può rappresentare la democrazia.
L'Italia è antifascista per dovere di memoria. La Russa e il suo revisionismo nero sono un insulto alla Repubblica.
NON HANNO SMESSO DI ESSERE FASCISTI, HANNO SOLO SMESSO DI VERGOGNARSENE
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I fascisti riempivano di italiani i vagoni bestiame per Auschwitz.
I partigiani facevano esplodere dinamite sotto i binari.