Chiacchiera
ieri alle ore 18:01 - 3.247 visualizzazioni
18 blocchi da 40 tonnellate, ciascuno già forato prima di essere posato.
Questo è il problema di ingegneria che gli architetti di Traiano dovevano risolvere nel 113 d.C. — e per cui non esisteva ancora nessun manuale.
La Colonna Traiana, quella che hai visto mille volte nelle foto di Roma, non è un cilindro solido. Dentro c'è una scala a chiocciola di 185 gradini che sale per quasi 30 metri. Ma il punto non è questo.
Il punto è come ci è finita lì dentro.
Ogni blocco di marmo di Carrara — 40 tonnellate l'uno, diametro quasi 4 metri — veniva scavato prima ancora di essere sollevato. La scala doveva già esistere nel singolo pezzo, prima che quel pezzo toccasse la colonna. Poi i 18 blocchi venivano impilati uno sull'altro, uniti solo da perni metallici, senza malta.
Associa il problema: un corridoio continuo che attraversa 18 monoliti separati. Se un solo blocco è ruotato di mezzo grado, la scala non combacia. Se un gradino è alto due centimetri di troppo, il corridoio si chiude.
Gli ingegneri romani dovevano calcolare l'allineamento perfetto di ogni blocco — peso, orientamento, posizione del foro — prima che qualsiasi gru romana (cioè un sistema di argani, pulegge e forza umana) li sollevasse a 30 metri d'altezza.
Spoiler: ci sono riusciti. E la prova è ancora lì, intatta, da 1.912 anni.
Il fregio che si avvolge 23 volte attorno al fusto — 200 metri di scultura continua, lunga come due campi di calcio — era probabilmente già sbozzato sui singoli blocchi prima dell'assemblaggio, poi rifinito in opera. Un film di pietra costruito a pezzi, come un puzzle da 720 tonnellate.
La colonna fu inaugurata il 12 maggio del 113 d.C. Il basamento sotto i tuoi piedi conteneva la camera funeraria dell'imperatore. L'intera struttura era, allo stesso tempo, un grattacielo, un libro illustrato e un mausoleo.
Hanno fatto tutto questo senza computer, senza laser, senza cemento armato. Solo marmo, perni di metallo e un calcolo che non poteva sbagliare nemmeno una volta.
In breve:
18 blocchi da 40 tonnellate ciascuno, con la scala già scavata dentro prima di essere assemblati.
185 gradini su 29 metri: un corridoio continuo ottenuto allineando 18 monoliti separati senza margine di errore.
200 metri di fregio scolpito, 23 giri attorno al fusto, inaugurata il 12 maggio 113 d.C.
Questo è il problema di ingegneria che gli architetti di Traiano dovevano risolvere nel 113 d.C. — e per cui non esisteva ancora nessun manuale.
La Colonna Traiana, quella che hai visto mille volte nelle foto di Roma, non è un cilindro solido. Dentro c'è una scala a chiocciola di 185 gradini che sale per quasi 30 metri. Ma il punto non è questo.
Il punto è come ci è finita lì dentro.
Ogni blocco di marmo di Carrara — 40 tonnellate l'uno, diametro quasi 4 metri — veniva scavato prima ancora di essere sollevato. La scala doveva già esistere nel singolo pezzo, prima che quel pezzo toccasse la colonna. Poi i 18 blocchi venivano impilati uno sull'altro, uniti solo da perni metallici, senza malta.
Associa il problema: un corridoio continuo che attraversa 18 monoliti separati. Se un solo blocco è ruotato di mezzo grado, la scala non combacia. Se un gradino è alto due centimetri di troppo, il corridoio si chiude.
Gli ingegneri romani dovevano calcolare l'allineamento perfetto di ogni blocco — peso, orientamento, posizione del foro — prima che qualsiasi gru romana (cioè un sistema di argani, pulegge e forza umana) li sollevasse a 30 metri d'altezza.
Spoiler: ci sono riusciti. E la prova è ancora lì, intatta, da 1.912 anni.
Il fregio che si avvolge 23 volte attorno al fusto — 200 metri di scultura continua, lunga come due campi di calcio — era probabilmente già sbozzato sui singoli blocchi prima dell'assemblaggio, poi rifinito in opera. Un film di pietra costruito a pezzi, come un puzzle da 720 tonnellate.
La colonna fu inaugurata il 12 maggio del 113 d.C. Il basamento sotto i tuoi piedi conteneva la camera funeraria dell'imperatore. L'intera struttura era, allo stesso tempo, un grattacielo, un libro illustrato e un mausoleo.
Hanno fatto tutto questo senza computer, senza laser, senza cemento armato. Solo marmo, perni di metallo e un calcolo che non poteva sbagliare nemmeno una volta.
In breve:
18 blocchi da 40 tonnellate ciascuno, con la scala già scavata dentro prima di essere assemblati.
185 gradini su 29 metri: un corridoio continuo ottenuto allineando 18 monoliti separati senza margine di errore.
200 metri di fregio scolpito, 23 giri attorno al fusto, inaugurata il 12 maggio 113 d.C.
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Barbyturiko: ...adesso fanno un ponte e non dura 40 anni... s'andava nrglio, quando s'andava peggio 😏😏😏
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ieri alle ore 18:16 · Ti stimo · Rispondi
AlphaWolf: Oggi con università e computer, fanno ponti che crollano. Il ponte sullo stretto non è impossibile, niente è impossibile, basterebbe l' impegno nel fare le cose
ieri alle ore 18:40 · Ti stimo · Rispondi
mamoski: 🙏Grazie non conoscevo la cosa. Davvero strabiliante🙏
1
ieri alle ore 18:41 · Ti stimo · Rispondi
fioredacciaio: Antichi romani .....costruttori fantastici !
2
ieri alle ore 18:42 · Ti stimo · Rispondi
Barbyturiko: AlphaWolf ... è una battuta vero?
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ieri alle ore 20:35 · Ti stimo · Rispondi
Roby6671: AlphaWolf perla della serata
ieri alle ore 20:54 · Ti stimo · Rispondi



