Assurdo
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Barbyturikolivello 12
ieri alle ore 16:30 - 3.597 visualizzazioni
Giusto chiarire...
Ieri sera, a Porta a Porta, è andato in onda uno di quei momenti che spiegano meglio di mille analisi cosa è diventata la televisione pubblica italiana.

In studio c'è Lucio Malan, senatore di Fratelli d'Italia. Si autocelebra come si conviene: "Abbiamo preso la direzione giusta…".

Di fronte a lui c'è Giuseppe Provenzano, vicesegretario del Pd. Che con la calma di tutto il mondo, gli rivolge una domanda semplicissima: "Qual è una riforma che avete fatto?".

Sette parole. Sette.

E qui doveva accadere la cosa più normale del mondo: Malan elenca le riforme, Provenzano replica, il pubblico si fa un'idea. Si chiama dibattito. Si chiama servizio pubblico. Si chiama, banalmente, democrazia.

E invece no. Perché in mezzo c'è Bruno Vespa.

Che invece di lasciar fluire la domanda, invece di girarla al senatore della maggioranza, invece di fare quel lavoro per cui da quarant'anni viene profumatamente pagato dai contribuenti italiani, si infastidisce. Non con Malan. Con chi la domanda l'ha fatta.

"No, no, scusi. Prima ha parlato, adesso lascia parlare".

Provenzano, sempre con la stessa pacatezza: "No, ma stiamo interloquendo. Stavamo interloquendo dottor Vespa".

Vespa, ancor più stizzito: "No, no, no".

Provenzano, ancora calmo: "Stavamo interloquendo, è legittimo, siamo in uno studio democratico".

E Vespa: "Vuole venire al posto mio? Io mi siedo là e lei interloquisce?".

Provenzano, ancora una volta senza alzare la voce: "No, no, ma ci mancherebbe altro. Non lo farei mai, forse dovrebbe sedersi lei da quella parte però".

E qui Bruno Vespa perde completamente la testa.

Si alza. Punta il dito. Trasfigura il volto. E inizia a urlare come un indemoniato. A urlare in faccia a un ospite, sulla televisione di Stato:

"Ma questo non glielo consento! Lei deve trovare una trasmissione che in maniera isterica, con quello che vedete in giro sulla par condicio… non glielo consento! Non glielo consento! Ha fatto una battuta, se la poteva risparmiare. Adesso stia zitto! Adesso stia zitto! Lasci parlare gli altri! Lasci parlare gli altri!".

"Adesso stia zitto!".

In Rai, in prima serata, a un parlamentare della Repubblica. Per aver chiesto, con un sorriso, quale riforma il governo abbia fatto in tre anni e mezzo.

Ricapitoliamo, perché vale la pena.

Un esponente dell'opposizione fa una domanda lecita a un esponente della maggioranza. Il conduttore del servizio pubblico, anziché aiutare il telespettatore a ottenere la risposta, difende il senatore di governo aggredendo l'opposizione. Si avvicina minacciosamente. Urla. Punta il dito. E intima il silenzio.

Questa non è più giornalismo. Non lo è da un pezzo, in verità. Ma ieri sera abbiamo visto, in diretta e senza filtri, quello che un tempo si tentava almeno di camuffare: la televisione pubblica italiana è diventata l'ufficio stampa del governo.

Tra parentesi: la domanda è ancora lì. Sospesa nello studio, sospesa nelle case di milioni di italiani. Quale riforma avete fatto?

Malan non ha risposto. Vespa ha urlato perché nessuno potesse insistere.

E forse è proprio questa, la risposta più sincera che il governo Meloni potesse dare agli italiani sulle proprie riforme: silenzio, dito puntato e un giornalista di 81 anni che si alza in piedi a urlare per coprire l'imbarazzo della maggioranza.

Servizio pubblico, lo chiamano.
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