Chiacchiera
oggi alle ore 09:02 - 2.381 visualizzazioni
E' già lunedì.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno
Apatia, male di sempre.
Oggi molto di più.
Nella notte che è appena trascorsa , era il 1926, moriva a Parigi Piero Gobetti, giornalista, filosofo. Aveva appena 25 anni.
Guardava al domani, leggendo l'oggi. E nell'oggi vedeva soprattutto l'apatia, quella dei giovani estranei dalla realtà, con assenza di idealità. Eppure erano tempi turbolenti.
Scrisse: “Se “l'apatia è negazione di umanità, abbassamento di sé stessi, assenza di idealità non può essere morale chi è indifferente. L'onestà consiste nell'avere idee, credervi e farne centro e scopo di sé stesso” .
Leggo le parole di Gobetti in suo saggio oggi su “La Repubblica” nel ricordo del giornalista filosofo.*
Trasferisco queste parole nell'oggi , coinvolgendo tutta l'opinione pubblica ,non limitate – come era nelle intenzioni di Gobetti- solo ai giovani. Ma estese anche agli adulti. Vedo intorno apatia. Non si prende posizione e alla fine non si va a votare. Si assiste e basta. Al massimo si scuote la testa e ci si accanisce sulla tastiera. Non si va oltre.
Quell'apatia che colpì anche Albert Einstein:
“Il mondo non sarà distrutto da chi fa del male, ma da quelli che guardano senza fare niente”.
_______________________________
• L'articolo di Piero Gobetti è tratto da “Il domani ci riguarda” edito dalla Fondazione Feltrinelli
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno
Apatia, male di sempre.
Oggi molto di più.
Nella notte che è appena trascorsa , era il 1926, moriva a Parigi Piero Gobetti, giornalista, filosofo. Aveva appena 25 anni.
Guardava al domani, leggendo l'oggi. E nell'oggi vedeva soprattutto l'apatia, quella dei giovani estranei dalla realtà, con assenza di idealità. Eppure erano tempi turbolenti.
Scrisse: “Se “l'apatia è negazione di umanità, abbassamento di sé stessi, assenza di idealità non può essere morale chi è indifferente. L'onestà consiste nell'avere idee, credervi e farne centro e scopo di sé stesso” .
Leggo le parole di Gobetti in suo saggio oggi su “La Repubblica” nel ricordo del giornalista filosofo.*
Trasferisco queste parole nell'oggi , coinvolgendo tutta l'opinione pubblica ,non limitate – come era nelle intenzioni di Gobetti- solo ai giovani. Ma estese anche agli adulti. Vedo intorno apatia. Non si prende posizione e alla fine non si va a votare. Si assiste e basta. Al massimo si scuote la testa e ci si accanisce sulla tastiera. Non si va oltre.
Quell'apatia che colpì anche Albert Einstein:
“Il mondo non sarà distrutto da chi fa del male, ma da quelli che guardano senza fare niente”.
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• L'articolo di Piero Gobetti è tratto da “Il domani ci riguarda” edito dalla Fondazione Feltrinelli
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