Satira
oggi alle ore 14:54 - 2.922 visualizzazioni
### Sabotaggi sull'Alta Velocità, ritardi e disagi in mezza Italia – Bar Sport di Briga Novarese – sabato 14 febbraio 2026
Al Bar Sport di Briga Novarese, dove il cappuccino arriva sempre in ritardo ma mai quanto un Frecciarossa oggi, la mattinata è partita con Tonino «il Termosifone» che entra sbattendo la porta come se fosse lui il sabotatore ufficiale.
«Hanno bruciato i cavi! Roma-Napoli, Roma-Firenze, tutto fermo! Ritardi di un'ora, un'ora e mezza, novanta minuti netti! Salvini dice che li stanerà, i delinquenti!»
El Poeta, dietro il banco, versa un caffè con la schiuma che sembra un'onda anomala e butta lì:
«Cavi bruciati, eh? Saran stati i poeti falliti, che non sopportano più i versi veloci dei treni. O forse i pensionati che aspettano la pensione e dicono: se io aspetto, aspetti anche tu!»
Il ragionier Gualtieri, con la calcolatrice in mano come fosse una pistola, alza gli occhi dal Corriere:
«Novanta minuti di ritardo medio. Sapete quanto costa un'ora di ritardo a un pendolare? Io lo so: tre caffè e mezzo, più l'ulcera. E Salvini che urla “atti criminali”, “odiosi”, “contro i lavoratori”. Ma se li stanerà con cosa? Con i droni termici o con le stories su Instagram?»
Mirella, seduta al tavolino con la sigaretta elettronica che sembra un mini-Frecciarossa, sbuffa vapore:
«Io dico che son gli anarchici delle Olimpiadi. Prima Bologna, poi Pesaro, ora Roma-Firenze. Vogliono far deragliare pure le medaglie! Figurati se non bruciano un cavo pure per far saltare la staffetta di fondo. Così gli azzurri arrivano a Cortina con lo slittino a pedali.»
Peppone, il meccanico con la barba che sembra un antifurto arrugginito, entra pulendosi le mani con uno straccio che ha visto più olio di un binario:
«Io c'ero una volta su un Frecciarossa che ha preso fuoco il presepe sotto il sedile. No, scherzo, era il panino. Ma questi qui bruciano cavi veri. Secondo me è un complotto dei binari paralleli: gelosi perché l'Alta Velocità va dritta e loro curvano.»
Calorifero, che sta lucidando la macchina del caffè come fosse la Coppa del Mondo, interviene con la voce da radiocronista:
«Attenzione, signori: Salvini ha detto “speriamo che nessuno minimizzi”. Minimizzare? Ma se minimizziamo ancora un po' i treni diventano fermi del tutto! Io propongo la soluzione: mettiamo i sabotatori a spingere i convogli. Così fanno esercizio e imparano il rispetto per la pendolarità.»
Tonino il Termosifone si accende come un termosifone d'inverno:
«E se fossero i turisti delle Olimpiadi? Arrivano da Cortina, vedono che non c'è neve, si incazzano e bruciano i cavi per protesta! “Noi sci, voi binari lenti!”»
El Poeta rima mentre versa un altro giro:
«Cavi in fiamme, treni in panne,
Salvini grida: “Fuori i dannati!”
Ma se il sabotatore è un ragioniere stanco,
gli diamo la calcolatrice e via coi conti sbagliati.»
Il ragionier Gualtieri scuote la testa:
«Io dico che è colpa del cambio orario. Hanno bruciato i cavi per far coincidere gli orari. Novanta minuti di ritardo? È il tempo che ci metto io a spiegare alla moglie perché arrivo tardi.»
Mirella ride:
«Intanto a Briga Novarese il treno non passa mai. Non c'è nemmeno la stazione, solo la corriera che arriva quando le pare e il tabaccaio che fa da orologio pubblico. Però se bruciassero i cavi della corriera, addio pure al caffè del mattino. Meglio così: almeno noi siamo sabotaggio-proof.»
Peppone annuisce serio:
«Domani vado a controllare i cavi della linea locale. Se li trovo intatti, allora è chiaro: i sabotatori hanno buon gusto. Solo le linee veloci meritano il fuoco. Qui da noi non c'è niente da bruciare, al massimo la stufa a legna del bar.»
Calorifero conclude versando l'ultimo caffè:
«Insomma, gente: se il treno è in ritardo novanta minuti, prendetevela con calma. Tanto Salvini li stanerà… fra novanta minuti esatti. E noi intanto brindiamo al fatto che a Briga il ritardo è gratis: non c'è treno da aspettare.»
E il Bar Sport scoppia in una risata collettiva, mentre fuori, da qualche parte tra Roma e Firenze, un Frecciarossa si ferma di nuovo, come se anche lui volesse un cappuccino.
Al Bar Sport di Briga Novarese, dove il cappuccino arriva sempre in ritardo ma mai quanto un Frecciarossa oggi, la mattinata è partita con Tonino «il Termosifone» che entra sbattendo la porta come se fosse lui il sabotatore ufficiale.
«Hanno bruciato i cavi! Roma-Napoli, Roma-Firenze, tutto fermo! Ritardi di un'ora, un'ora e mezza, novanta minuti netti! Salvini dice che li stanerà, i delinquenti!»
El Poeta, dietro il banco, versa un caffè con la schiuma che sembra un'onda anomala e butta lì:
«Cavi bruciati, eh? Saran stati i poeti falliti, che non sopportano più i versi veloci dei treni. O forse i pensionati che aspettano la pensione e dicono: se io aspetto, aspetti anche tu!»
Il ragionier Gualtieri, con la calcolatrice in mano come fosse una pistola, alza gli occhi dal Corriere:
«Novanta minuti di ritardo medio. Sapete quanto costa un'ora di ritardo a un pendolare? Io lo so: tre caffè e mezzo, più l'ulcera. E Salvini che urla “atti criminali”, “odiosi”, “contro i lavoratori”. Ma se li stanerà con cosa? Con i droni termici o con le stories su Instagram?»
Mirella, seduta al tavolino con la sigaretta elettronica che sembra un mini-Frecciarossa, sbuffa vapore:
«Io dico che son gli anarchici delle Olimpiadi. Prima Bologna, poi Pesaro, ora Roma-Firenze. Vogliono far deragliare pure le medaglie! Figurati se non bruciano un cavo pure per far saltare la staffetta di fondo. Così gli azzurri arrivano a Cortina con lo slittino a pedali.»
Peppone, il meccanico con la barba che sembra un antifurto arrugginito, entra pulendosi le mani con uno straccio che ha visto più olio di un binario:
«Io c'ero una volta su un Frecciarossa che ha preso fuoco il presepe sotto il sedile. No, scherzo, era il panino. Ma questi qui bruciano cavi veri. Secondo me è un complotto dei binari paralleli: gelosi perché l'Alta Velocità va dritta e loro curvano.»
Calorifero, che sta lucidando la macchina del caffè come fosse la Coppa del Mondo, interviene con la voce da radiocronista:
«Attenzione, signori: Salvini ha detto “speriamo che nessuno minimizzi”. Minimizzare? Ma se minimizziamo ancora un po' i treni diventano fermi del tutto! Io propongo la soluzione: mettiamo i sabotatori a spingere i convogli. Così fanno esercizio e imparano il rispetto per la pendolarità.»
Tonino il Termosifone si accende come un termosifone d'inverno:
«E se fossero i turisti delle Olimpiadi? Arrivano da Cortina, vedono che non c'è neve, si incazzano e bruciano i cavi per protesta! “Noi sci, voi binari lenti!”»
El Poeta rima mentre versa un altro giro:
«Cavi in fiamme, treni in panne,
Salvini grida: “Fuori i dannati!”
Ma se il sabotatore è un ragioniere stanco,
gli diamo la calcolatrice e via coi conti sbagliati.»
Il ragionier Gualtieri scuote la testa:
«Io dico che è colpa del cambio orario. Hanno bruciato i cavi per far coincidere gli orari. Novanta minuti di ritardo? È il tempo che ci metto io a spiegare alla moglie perché arrivo tardi.»
Mirella ride:
«Intanto a Briga Novarese il treno non passa mai. Non c'è nemmeno la stazione, solo la corriera che arriva quando le pare e il tabaccaio che fa da orologio pubblico. Però se bruciassero i cavi della corriera, addio pure al caffè del mattino. Meglio così: almeno noi siamo sabotaggio-proof.»
Peppone annuisce serio:
«Domani vado a controllare i cavi della linea locale. Se li trovo intatti, allora è chiaro: i sabotatori hanno buon gusto. Solo le linee veloci meritano il fuoco. Qui da noi non c'è niente da bruciare, al massimo la stufa a legna del bar.»
Calorifero conclude versando l'ultimo caffè:
«Insomma, gente: se il treno è in ritardo novanta minuti, prendetevela con calma. Tanto Salvini li stanerà… fra novanta minuti esatti. E noi intanto brindiamo al fatto che a Briga il ritardo è gratis: non c'è treno da aspettare.»
E il Bar Sport scoppia in una risata collettiva, mentre fuori, da qualche parte tra Roma e Firenze, un Frecciarossa si ferma di nuovo, come se anche lui volesse un cappuccino.
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