mamoski: Mosayco Ciccio se non facevamo casino nel 68 tu eri in miniera a lavorare a 12 ore al giorno senza contributi e senza ferie e giravi con la bicicletta mangiando pasta e fagioli se andava bene. Studia figlio mio e non sputare nel piatto dove mangi.
mamoski: nanovolante ci credo ... perché la tua immaginazione non può andare oltre ai fondi del caffè. Quello è il massimo del mondo che tu possa immaginare...i fondi del caffè appunto
nanovolante: messen certo, loro sanno perchè leggono, leggono i libri da colorare (alcuni anche il sillabario, ma quelli sono quelli di livello superiore)
mamoski: nanovolante I diritti lavorativi negli anni '60 in Italia hanno vissuto una trasformazione radicale, passando da una condizione di sostanziale debolezza contrattuale nei primi anni del decennio a una forte rivendicazione di diritti che è culminata nello Statuto dei Lavoratori (1970). Studia
mamoski: Ignoranti dovunque...ignoranti ovunque Marginalità sindacale: I sindacati avevano difficoltà a entrare nelle grandi fabbriche e i lavoratori rischiavano il licenziamento se manifestavano opinioni contrarie alla direzione. Potere datoriale: Forte potere disciplinare nelle mani dei datori di lavoro. 2. L'evoluzione e le lotte (metà-fine anni '60) 1962-1963: Iniziano i primi scontri e scioperi (es. Piazza Statuto a Torino, 1962) che evidenziano il malcontento operaio e la richiesta di parità. Il sindacato in fabbrica: Si inizia a lottare per il riconoscimento del diritto di assemblea e la costituzione delle Rappresentanze Sindacali Aziendali (RSA). 1968-1969 (Autunno Caldo): Il culmine delle mobilitazioni. Gli operai, uniti agli studenti, chiedono non solo aumenti salariali, ma dignità, riduzione dell'orario, parità di trattamento tra operai e impiegati, e salute nei luoghi di lavoro. 3. I principali diritti conquistati e rivendicati Diritto all'assemblea e di associazione: La libertà di organizzarsi sindacalmente nei luoghi di lavoro. Tutela contro i licenziamenti arbitrari: La richiesta di giusta causa o giustificato motivo. Salute e Sicurezza: Lotta contro le malattie professionali e la nocività ambientale (art. 9, che verrà poi recepito nello Statuto). Uniformità contrattuale: Rinnovi contrattuali più frequenti e sostanziosi (metalmeccanici). 4. Il culmine: Lo Statuto dei Lavoratori (1970) Tutte le lotte degli anni '60 si concretizzano con la Legge n. 300 del 20 maggio 1970 (Statuto dei diritti dei lavoratori). Articolo 18: Tutela contro il licenziamento illegittimo (reintegrazione nel posto di lavoro). Libertà di opinione e divieto di indagini sindacali: I datori di lavoro non possono più controllare le opinioni politiche o religiose dei dipendenti. Divieto di controlli a distanza: Limitazioni all'uso di macchine per il controllo a distanza del lavoro. Diritto di assemblea e RSA: Riconoscimento ufficiale del sindacato.
nanovolante: mamoski quindi nel 1967 si lavorava 12 ore al giorno o 8 ore al giorno? quindi senza il 68 si sarebbe passati da 8 ore nel 67 a 12 ore nel 2025 ? inutile che fai copia incolla, hai scritto che senza le proteste oggi si lavorava 12 ore al giorno in miniera...
nanovolante: mamoski detto da te sono solo un complimenti. quindi prove a sostegno della teoria che senza le lotte del 68, nel 2025 si lavorava 12 ore al giorno ne hai oppure hai scritto così un tanto al metro?
mamoski: nanovolante io non ho scritto che si lavorava 12 ore al giorno io ho scritto che senza le lotte oggi tu lavoreresti 12 ore al giorno perché se non ci fossero state le lotte i padroni ti avrebbero fatto lavorare 12 ore al giorno perché liberi di farlo. In tutti i modi se tu sei limitato nel capire il senso dei discorsi non è colpa mia. P.S. nei bar - ristoranti- hotel- centri commerciali - in agricoltura, oggi si lavora bellamente 11-12 ore giorno essendo pagati in regola 4-5 ore con contratti ridicoli e senza tutele grazie a c......ni come te
nanovolante: mamoski rileggi forse ti sei perso dei passaggi. ma vedo che hai aumentato il livello degli insulti, prova che la dialettica non basta e per darti tono e importanza offendi. se hai fatto le proteste del 68 dovresti essere grandicello, forse oggi hai perso al bar e devi rifarti, sfogati pure.
mamoski: nanovolante c'è scritto Ciccio "SE" non facevamo casino nel 68 tu eri in miniera a lavorare a 12 ore al giorno senza contributi e senza ferie e giravi con la bicicletta mangiando pasta e fagioli se andava bene
In italiano, SE (senza accento) è una congiunzione ipotetica o interrogativa indiretta "SE" introduce condizioni o ipotesi,
Non era un'offesa era CRUMIRONI...sei anche in malafede.
"sono compagni che sbagliano"...
Studia
Marginalità sindacale: I sindacati avevano difficoltà a entrare nelle grandi fabbriche e i lavoratori rischiavano il licenziamento se manifestavano opinioni contrarie alla direzione.
Potere datoriale: Forte potere disciplinare nelle mani dei datori di lavoro.
2. L'evoluzione e le lotte (metà-fine anni '60)
1962-1963: Iniziano i primi scontri e scioperi (es. Piazza Statuto a Torino, 1962) che evidenziano il malcontento operaio e la richiesta di parità.
Il sindacato in fabbrica: Si inizia a lottare per il riconoscimento del diritto di assemblea e la costituzione delle Rappresentanze Sindacali Aziendali (RSA).
1968-1969 (Autunno Caldo): Il culmine delle mobilitazioni. Gli operai, uniti agli studenti, chiedono non solo aumenti salariali, ma dignità, riduzione dell'orario, parità di trattamento tra operai e impiegati, e salute nei luoghi di lavoro.
3. I principali diritti conquistati e rivendicati
Diritto all'assemblea e di associazione: La libertà di organizzarsi sindacalmente nei luoghi di lavoro.
Tutela contro i licenziamenti arbitrari: La richiesta di giusta causa o giustificato motivo.
Salute e Sicurezza: Lotta contro le malattie professionali e la nocività ambientale (art. 9, che verrà poi recepito nello Statuto).
Uniformità contrattuale: Rinnovi contrattuali più frequenti e sostanziosi (metalmeccanici).
4. Il culmine: Lo Statuto dei Lavoratori (1970)
Tutte le lotte degli anni '60 si concretizzano con la Legge n. 300 del 20 maggio 1970 (Statuto dei diritti dei lavoratori).
Articolo 18: Tutela contro il licenziamento illegittimo (reintegrazione nel posto di lavoro).
Libertà di opinione e divieto di indagini sindacali: I datori di lavoro non possono più controllare le opinioni politiche o religiose dei dipendenti.
Divieto di controlli a distanza: Limitazioni all'uso di macchine per il controllo a distanza del lavoro.
Diritto di assemblea e RSA: Riconoscimento ufficiale del sindacato.
quindi senza il 68 si sarebbe passati da 8 ore nel 67 a 12 ore nel 2025 ?
inutile che fai copia incolla, hai scritto che senza le proteste oggi si lavorava 12 ore al giorno in miniera...
nanovolante
quindi prove a sostegno della teoria che senza le lotte del 68, nel 2025 si lavorava 12 ore al giorno ne hai oppure hai scritto così un tanto al metro?
ma vedo che hai aumentato il livello degli insulti, prova che la dialettica non basta e per darti tono e importanza offendi.
se hai fatto le proteste del 68 dovresti essere grandicello, forse oggi hai perso al bar e devi rifarti, sfogati pure.
Ciccio "SE" non facevamo casino nel 68 tu eri in miniera a lavorare a 12 ore al giorno senza contributi e senza ferie e giravi con la bicicletta mangiando pasta e fagioli se andava bene
In italiano, SE (senza accento) è una congiunzione ipotetica o interrogativa indiretta
"SE" introduce condizioni o ipotesi,
Non era un'offesa era CRUMIRONI...sei anche in malafede.
quindi ipotesi senza prove...