Chiacchiera
7 Febbraio - 3.076 visualizzazioni
Molti guardano il cielo e vedono linee bianche che si incrociano. Qualcuno le chiama “scie chimiche”. La scienza, però, racconta una storia diversa, semplice e verificabile.
Quelle linee sono scie di condensazione, chiamate in inglese contrails. Si formano quando il vapore acqueo prodotto dai motori degli aerei incontra l'aria gelida dell'alta quota, spesso sotto i −40 °C, e si trasforma in minuscoli cristalli di ghiaccio. È lo stesso principio per cui vediamo il respiro nelle giornate fredde: acqua che diventa visibile condensandosi.
L'idea che si tratti di “scie chimiche” non regge a un'analisi scientifica. A quelle quote, eventuali sostanze disperse si diffonderebbero rapidamente in modo invisibile, non formerebbero linee bianche nette e persistenti. Inoltre, per irrorare vaste aree servirebbero tonnellate di materiale per ogni volo: un peso incompatibile con la struttura e i consumi degli aerei di linea. L'atmosfera, poi, è monitorata continuamente da reti di sensori, satelliti e stazioni indipendenti in tutto il mondo: una dispersione sistematica di sostanze anomale sarebbe immediatamente rilevata.
Le scie di condensazione sono studiate da oltre un secolo e compaiono in fotografie storiche già durante la Prima e la Seconda guerra mondiale. La loro composizione è nota: principalmente acqua congelata e prodotti normali della combustione del carburante.
Guardare il cielo con curiosità è naturale. Capire cosa stiamo osservando grazie alla fisica e alla chimica dell'atmosfera lo rende ancora più interessante. La foto che accompagna questo post, per esempio, risale al 1940: dimostra che questo fenomeno esiste da molto prima delle moderne teorie del complotto.
Quelle linee sono scie di condensazione, chiamate in inglese contrails. Si formano quando il vapore acqueo prodotto dai motori degli aerei incontra l'aria gelida dell'alta quota, spesso sotto i −40 °C, e si trasforma in minuscoli cristalli di ghiaccio. È lo stesso principio per cui vediamo il respiro nelle giornate fredde: acqua che diventa visibile condensandosi.
L'idea che si tratti di “scie chimiche” non regge a un'analisi scientifica. A quelle quote, eventuali sostanze disperse si diffonderebbero rapidamente in modo invisibile, non formerebbero linee bianche nette e persistenti. Inoltre, per irrorare vaste aree servirebbero tonnellate di materiale per ogni volo: un peso incompatibile con la struttura e i consumi degli aerei di linea. L'atmosfera, poi, è monitorata continuamente da reti di sensori, satelliti e stazioni indipendenti in tutto il mondo: una dispersione sistematica di sostanze anomale sarebbe immediatamente rilevata.
Le scie di condensazione sono studiate da oltre un secolo e compaiono in fotografie storiche già durante la Prima e la Seconda guerra mondiale. La loro composizione è nota: principalmente acqua congelata e prodotti normali della combustione del carburante.
Guardare il cielo con curiosità è naturale. Capire cosa stiamo osservando grazie alla fisica e alla chimica dell'atmosfera lo rende ancora più interessante. La foto che accompagna questo post, per esempio, risale al 1940: dimostra che questo fenomeno esiste da molto prima delle moderne teorie del complotto.
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Isotta: Carlettone:;è molto interessante ituo ragionare, anche se andrebbe nella sezione Piero Angela, ed è anche giusto, mati rendi conto delle conseguenze disastrose che provocherà?una buona parte di popolazione che dubita della scienza, si scatenerà "scie chimiche",condensazione,combustione.si scateneranno i complottisti e tutti gli altri a seguire .....hoi hoi
1
7 Febbraio alle ore 17:27 · Ti stimo · Rispondi
Roby6671: Isotta son pirla e che leggessero un po'
2
7 Febbraio alle ore 18:45 · Ti stimo · Rispondi



