Chiacchiera
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oggi alle ore 08:24 - 2.427 visualizzazioni
E' già giovedì.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno

“L'ha fatto per gelosia”.

“L' ha fatto per gelosia, l'amava troppo”. Si sente dire quando le cronache raccontano di un uomo che , sentendosi tradito, ha reagito con un coltello o una pistola. O ha reso alla donna la vita impossibile.
E la gelosia diventa così un'attenuante. Addirittura la giustificazione.
La Cassazione ha sepolto la gelosia in una sentenza . Ecco la sentenza nella perfetta sintesi di Romina Marceca in un ottimo articolo su “La Repubblica”:
“La gelosia che esplode per un tradimento subìto non può essere considerata un'attenuante per i reati di stalking e lesioni aggravate. Non è giustificata. Ma, anzi, secondo la Cassazione , quel sentimento “morboso”, che è “espressione di supremazia e possesso” può configurare “l'aggravante dell'aver agito per motivi futili o abietti”.
Una sentenza, a mio parere, che deve far riflettere anche alla luce dell'indagine “Giovani Voci per relazioni libere” ,condotta lo scorso anno ( ne ho parlato in una mia riflessione), secondo la quale “Per un giovane su tre la gelosia e il controllo- dai messaggi, all'abbigliamento, alle uscite e alla geolocalizzazione- sono manifestazioni d'amore. E il dato sale drammaticamente perché dello stesso parere è un ragazzo su due fra i 14 e i 15 anni “.
Non è attenuante per la Cassazione. Ma William Shakespeare era stato più pesante. Leggete cosa fa dire a Otello: “Per i gelosi non c'è una ragione, son gelosi perché sono gelosi, e tanto basta. La gelosia è un mostro che si genera da sé, è figlia di se stessa”.
E Molière : “Il geloso ama molto, però chi non lo è ama meglio".
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