Chiacchiera
5 Febbraio - 3.796 visualizzazioni
La storia dello zabaione
Le storie e le leggende sull'origine dello zabaione sono molte: una la fa risalire al 1471, collegandola alle avventure del capitano Giovan Paolo Baglioni che, accampato alle porte di Reggio Emilia a corto di viveri, fece preparare una “zuppa” sostitutiva per i suoi soldati con gli ingredienti che riuscì a recuperare: uova, zucchero, vino. Così Zvàn Bajòun, come era conosciuto il capitano, diede il nome alla nuova ricetta. Un'altra storia porta a Torino, dove pare che lo zabaione sia stato creato alla fine del Cinquecento in onore di San Baylon, protettore dei pasticcieri. La più antica ricetta scritta dello zabaione è mantovana, e fu formulata dal cuoco bolognese Bartolomeo Stefani, a servizio presso la corte dei Gonzaga, nel 1662.
Quali che siano le sue origini, questa crema, considerata rinvigorente, oltre che deliziosa, si diffuse in tutta l'Europa, dove si preparava con “alcol” diversi (Moscato, Porto, Marsala), e arrivò nei grandi manuali della cucina classica. In casa, per pratica tradizione, si usa il mezzo guscio di uovo come misura per il vino e il Marsala: è più prudente, tuttavia, dosare più precisamente le quantità, perché il rapporto tra tuorli e vino cambia il risultato: di più rende difficile montare la crema, di meno produce una consistenza molto spumosa, diversa dalla ricetta classica.
Le storie e le leggende sull'origine dello zabaione sono molte: una la fa risalire al 1471, collegandola alle avventure del capitano Giovan Paolo Baglioni che, accampato alle porte di Reggio Emilia a corto di viveri, fece preparare una “zuppa” sostitutiva per i suoi soldati con gli ingredienti che riuscì a recuperare: uova, zucchero, vino. Così Zvàn Bajòun, come era conosciuto il capitano, diede il nome alla nuova ricetta. Un'altra storia porta a Torino, dove pare che lo zabaione sia stato creato alla fine del Cinquecento in onore di San Baylon, protettore dei pasticcieri. La più antica ricetta scritta dello zabaione è mantovana, e fu formulata dal cuoco bolognese Bartolomeo Stefani, a servizio presso la corte dei Gonzaga, nel 1662.
Quali che siano le sue origini, questa crema, considerata rinvigorente, oltre che deliziosa, si diffuse in tutta l'Europa, dove si preparava con “alcol” diversi (Moscato, Porto, Marsala), e arrivò nei grandi manuali della cucina classica. In casa, per pratica tradizione, si usa il mezzo guscio di uovo come misura per il vino e il Marsala: è più prudente, tuttavia, dosare più precisamente le quantità, perché il rapporto tra tuorli e vino cambia il risultato: di più rende difficile montare la crema, di meno produce una consistenza molto spumosa, diversa dalla ricetta classica.
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Xenaprincipessaguerriera: La mia colazione di un tempo🥲
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5 Febbraio alle ore 06:36 · Ti stimo · Rispondi
Isabo: Stamattina ci prendi per la gola?
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5 Febbraio alle ore 06:46 · Ti stimo · Rispondi
Epaminonda: Io adoro le frittelle con lo zabaione 😋
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5 Febbraio alle ore 07:42 · Ti stimo · Rispondi
ScetticoBlues: Le Madeleinette pocià nel zabaion iè na goduria
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5 Febbraio alle ore 11:41 · Ti stimo · Rispondi
5calzinipuzzolenti: Epaminonda anch'io!
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5 Febbraio alle ore 13:42 · Ti stimo · Rispondi
ghibellino: Isabo dove c'è un dolce ci sei te! 😂😂😂😂
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5 Febbraio alle ore 14:49 · Ti stimo · Rispondi
Isabo: ghibellino eccerto! Non posso perdermelo 😁
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5 Febbraio alle ore 17:21 · Ti stimo · Rispondi
ghibellino: Isabo ormai ho capito che se voglio trovarti devo solo seguire un post dove si parla di dolci... Buongustaiaaaaa
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5 Febbraio alle ore 17:48 · Ti stimo · Rispondi
Pastafariano: Col Moscato non ne avevo neanche mai sentito parlare... devo provvedere, assolutamente! 😋
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5 Febbraio alle ore 19:10 · Ti stimo · Rispondi



