Vaccata
oggi alle ore 08:47 - 2.445 visualizzazioni
E' già mercoledì.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno
Là dove il mondo resta fuori.
Non c'è un angolo di pace in questo mondo. E' un coro.
Eppure c'è. E' il cinema “Moretto “ a Brescia, dove ogni domenica pomeriggio - una volta al mese- si dimentica un mondo che è solo angoscia.
Chi entra - donne in maggioranza, di tutte le età come gli uomini - è atteso da una comoda poltrona, un tavolino e un abat-jour . Si siede, apre un sacchetto e estrae un uncinetto e un gomitolo di filo. Sullo schermo inizia il film. E inizia anche a vivere un elegante cardigan, una cuffietta perché fa freddo, una sciarpa colorata , un centrino.
Nell'intervallo un po' di chiacchiere che riprendono alla fine della proiezione.
Uniti dalla passione dell'uncinetto ma anche dal desiderio di cogliere un'occasione per stare insieme, lasciando il mondo fuori.
“Quei movimenti continui- dice Panada, animatrice di questa iniziativa a Claudia de Lillo che l'intervista per un articolo su ‘La Repubblica'- favoriscono la concentrazione, rallentano il ritmo corporeo, rilassano e placano stress e ansia. E poi consentono, stando comodamente seduti, di creare qualcosa, spesso destinato a qualcun altro”.
“E una piccola follia collettiva, miracolo del tempo lento e della prossimità”, scrive la collega. Mi viene di salire in macchina e di andare domenica fino a Brescia per provare a intrecciare fili colorati , scambiare due chiacchiere e seguire una storia sullo schermo. E avvolgermi di serenità.
Il mondo , lì fuori, può attendere.
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Grazie e complimenti alla collega Claudia de Lillo per il suo bellissimo articolo su “La Repubblica”. Da leggere.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno
Là dove il mondo resta fuori.
Non c'è un angolo di pace in questo mondo. E' un coro.
Eppure c'è. E' il cinema “Moretto “ a Brescia, dove ogni domenica pomeriggio - una volta al mese- si dimentica un mondo che è solo angoscia.
Chi entra - donne in maggioranza, di tutte le età come gli uomini - è atteso da una comoda poltrona, un tavolino e un abat-jour . Si siede, apre un sacchetto e estrae un uncinetto e un gomitolo di filo. Sullo schermo inizia il film. E inizia anche a vivere un elegante cardigan, una cuffietta perché fa freddo, una sciarpa colorata , un centrino.
Nell'intervallo un po' di chiacchiere che riprendono alla fine della proiezione.
Uniti dalla passione dell'uncinetto ma anche dal desiderio di cogliere un'occasione per stare insieme, lasciando il mondo fuori.
“Quei movimenti continui- dice Panada, animatrice di questa iniziativa a Claudia de Lillo che l'intervista per un articolo su ‘La Repubblica'- favoriscono la concentrazione, rallentano il ritmo corporeo, rilassano e placano stress e ansia. E poi consentono, stando comodamente seduti, di creare qualcosa, spesso destinato a qualcun altro”.
“E una piccola follia collettiva, miracolo del tempo lento e della prossimità”, scrive la collega. Mi viene di salire in macchina e di andare domenica fino a Brescia per provare a intrecciare fili colorati , scambiare due chiacchiere e seguire una storia sullo schermo. E avvolgermi di serenità.
Il mondo , lì fuori, può attendere.
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Grazie e complimenti alla collega Claudia de Lillo per il suo bellissimo articolo su “La Repubblica”. Da leggere.
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