Chiacchiera
oggi alle ore 09:38 - 2.353 visualizzazioni
E' già martedì.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno
Quella stretta di mano.
“Le mie scuse”: era scomparso. Ma quello che colpisce di più è che era anche scomparso: “Le accetto”.
Erano così rari che quando ieri sono improvvisamente apparsi ne hanno parlato la tv e i giornali. Temo che rimangano una rarità.
E allora, prima che scompaiano di nuovo, li racconto.
L'autista di un autobus fa scendere un bambino perché non ha il biglietto in regola. E il piccolo fa sei chilometri nella neve per tornare a casa. Un comportamento assolutamente da censurare.
Ti aspetti il secondo tempo in un'aula di un tribunale con la famiglia del bambino a pretendere giustizia. E risarcimento. Avvocati, giudici, cancellieri, telecamere e dibattiti in TV.
Non è successo. Ecco invece cosa è accaduto.
Il giornalista di “1Mattina News” Alessandro Banchero fa da tramite per far incontrare, a telecamere spente, l'autista Salvatore Russotto e i genitori del bambino . Si parlano. E alla fine si stringono la mano.
Cosa si sono detti lo raccontano allo stesso giornalista autista e genitori in intervista separate. Russotto spiega il suo comportamento non certo corretto nei confronti del bambino : “Un accumulo di nervosismo” dovuto a precedenti discussioni con alcuni passeggeri. E' addolorato, ha compreso che ha compiuto un gesto riprovevole. E poi dice che nell'incontro ha chiesto scusa.
Il giornalista poi parla con i genitori del bambino che – dopo aver confermato il clima di confronto costruttivo- spiegano “Di aver compreso lo stato emotivo dell'autista e di aver scelto di sottrarlo a un'esposizione mediatica che ritengono eccessiva. ”Aggiungono: “Per noi la vicenda può considerarsi chiusa”. Auspicando che l'episodio “Possa servire di lezione affinché situazioni simili non si ripetano”.
Una stretta di mano invece di un foglio di carta bollata.
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Ho trovato la notizia riportandone molti particolari ,in un bellissimo articolo di Dimitri Canello su “Corriere Veneto”. Complimenti e grazie. E complimenti anche ad Alessandro Banchero, questo è giornalismo.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno
Quella stretta di mano.
“Le mie scuse”: era scomparso. Ma quello che colpisce di più è che era anche scomparso: “Le accetto”.
Erano così rari che quando ieri sono improvvisamente apparsi ne hanno parlato la tv e i giornali. Temo che rimangano una rarità.
E allora, prima che scompaiano di nuovo, li racconto.
L'autista di un autobus fa scendere un bambino perché non ha il biglietto in regola. E il piccolo fa sei chilometri nella neve per tornare a casa. Un comportamento assolutamente da censurare.
Ti aspetti il secondo tempo in un'aula di un tribunale con la famiglia del bambino a pretendere giustizia. E risarcimento. Avvocati, giudici, cancellieri, telecamere e dibattiti in TV.
Non è successo. Ecco invece cosa è accaduto.
Il giornalista di “1Mattina News” Alessandro Banchero fa da tramite per far incontrare, a telecamere spente, l'autista Salvatore Russotto e i genitori del bambino . Si parlano. E alla fine si stringono la mano.
Cosa si sono detti lo raccontano allo stesso giornalista autista e genitori in intervista separate. Russotto spiega il suo comportamento non certo corretto nei confronti del bambino : “Un accumulo di nervosismo” dovuto a precedenti discussioni con alcuni passeggeri. E' addolorato, ha compreso che ha compiuto un gesto riprovevole. E poi dice che nell'incontro ha chiesto scusa.
Il giornalista poi parla con i genitori del bambino che – dopo aver confermato il clima di confronto costruttivo- spiegano “Di aver compreso lo stato emotivo dell'autista e di aver scelto di sottrarlo a un'esposizione mediatica che ritengono eccessiva. ”Aggiungono: “Per noi la vicenda può considerarsi chiusa”. Auspicando che l'episodio “Possa servire di lezione affinché situazioni simili non si ripetano”.
Una stretta di mano invece di un foglio di carta bollata.
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Ho trovato la notizia riportandone molti particolari ,in un bellissimo articolo di Dimitri Canello su “Corriere Veneto”. Complimenti e grazie. E complimenti anche ad Alessandro Banchero, questo è giornalismo.
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Fourgiampindepadell: Una volta tanto umani che si comportano da umani.... sempre più difficile!
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oggi alle ore 09:44 · Ti stimo · Rispondi
Isotta: Carlettone:io ho visto il servizio la sera,ho apprezzato la mamma del bimbo con quel suo volto dolce e gli occhi buoni, eva bene così, io non so se al suo posto avrei saputo tenere un contegno così nobile,ma infine sono contenta che sia finita bene
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oggi alle ore 09:53 · Ti stimo · Rispondi
Barbyturiko: Chapeau alla famiglia, di certo non comune di questi tempi, con tutti i distinguo, l'autista rimane ingiustificabile, è finita bene ma data la strada non diamo in una periferia cittadina, il tempo, poteva finire molto tragicamente, a mio parere comunque l'autista dovrebbe affrontare in iter disciplinare...
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oggi alle ore 10:10 · Ti stimo · Rispondi



