Chiacchiera
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ieri alle ore 08:12 - 3.415 visualizzazioni
Buona domenica.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno

Quel martello.

“La violenza non è forza ma debolezza, né mai può essere creatrice di cosa alcuna ma soltanto distruggitrice”, ha detto un giorno Benedetto Croce.
Ieri a Torino la violenza è andata oltre la distruzione.
I dimostranti di Askatasuna partono in un corteo pacifico: contro la guerra, per la Palestina e il lavoro. Ma la manifestazione diventa guerriglia e la città finisce sotto assedio quando gruppi di delinquenti incappucciati si staccano dalla marcia. E inizia un blitz- premeditato da giorni- con lanci di molotov, cassonetti e blindati alle fiamme, segnali stradali sradicati usati come lance . Scontri con la polizia, 11 agenti feriti. Gente che si chiude nei negozi.
E arriva l'episodio più grave. La cronaca di Maurizio Crosetti su “La Repubblica”: “Lo Stato preso a martellale, come l'agente a terra, indifeso, senza più il casco, senza lo scudo, lui da solo e dieci delinquenti intorno. Uno di questi ha in mano un martello e colpisce, colpisce e poi ancora”. Finisce in ospedale.
In un sabato qualunque la follia distruttrice umilia il legittimo civile dissenso.