Chiacchiera
ieri alle ore 08:12 - 3.421 visualizzazioni
Buona domenica.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno
Quel martello.
“La violenza non è forza ma debolezza, né mai può essere creatrice di cosa alcuna ma soltanto distruggitrice”, ha detto un giorno Benedetto Croce.
Ieri a Torino la violenza è andata oltre la distruzione.
I dimostranti di Askatasuna partono in un corteo pacifico: contro la guerra, per la Palestina e il lavoro. Ma la manifestazione diventa guerriglia e la città finisce sotto assedio quando gruppi di delinquenti incappucciati si staccano dalla marcia. E inizia un blitz- premeditato da giorni- con lanci di molotov, cassonetti e blindati alle fiamme, segnali stradali sradicati usati come lance . Scontri con la polizia, 11 agenti feriti. Gente che si chiude nei negozi.
E arriva l'episodio più grave. La cronaca di Maurizio Crosetti su “La Repubblica”: “Lo Stato preso a martellale, come l'agente a terra, indifeso, senza più il casco, senza lo scudo, lui da solo e dieci delinquenti intorno. Uno di questi ha in mano un martello e colpisce, colpisce e poi ancora”. Finisce in ospedale.
In un sabato qualunque la follia distruttrice umilia il legittimo civile dissenso.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno
Quel martello.
“La violenza non è forza ma debolezza, né mai può essere creatrice di cosa alcuna ma soltanto distruggitrice”, ha detto un giorno Benedetto Croce.
Ieri a Torino la violenza è andata oltre la distruzione.
I dimostranti di Askatasuna partono in un corteo pacifico: contro la guerra, per la Palestina e il lavoro. Ma la manifestazione diventa guerriglia e la città finisce sotto assedio quando gruppi di delinquenti incappucciati si staccano dalla marcia. E inizia un blitz- premeditato da giorni- con lanci di molotov, cassonetti e blindati alle fiamme, segnali stradali sradicati usati come lance . Scontri con la polizia, 11 agenti feriti. Gente che si chiude nei negozi.
E arriva l'episodio più grave. La cronaca di Maurizio Crosetti su “La Repubblica”: “Lo Stato preso a martellale, come l'agente a terra, indifeso, senza più il casco, senza lo scudo, lui da solo e dieci delinquenti intorno. Uno di questi ha in mano un martello e colpisce, colpisce e poi ancora”. Finisce in ospedale.
In un sabato qualunque la follia distruttrice umilia il legittimo civile dissenso.




Non ti sarà sfuggito ciò che
nell'anno appena trascorso è cambiato nella politica italiana, c'è un'evidente strategia finalizzata all'instaurazione di un potere autoritario.
Queste ed altre violenze
(perché di sicuro ne seguiranno altre, purtroppo)
saranno finalizzate a giustificare le prossime misure repressive,
che saranno i discriminate !
colpiranno anche chi non c'entra nulla con tutto questo, ma dá semplicemente fastidio
politicamente, sarà schiacciato il dissenso e la democrazia andrà a farsi fottere.
Prima di giudicare i fatti di Torino, cerchiamo di capire se
i facinorosi erano infiltrati o ancor peggio Blak Block.