Satira
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### Bambino senza biglietto da 10 euro fatto scendere dal bus, lui cammina per 6 chilometri sotto la neve: “È arrivato a casa stremato” - Bar Sport di Briga Novarese - venerdì, 30 gennaio 2026
Al Bar Sport di Briga Novarese, il fumo delle sigarette si mescolava all'odore di caffè bruciato e neve sciolta, mentre fuori il vento fischiava come un controllore incazzato. Tonino «il Termosifone», con il giornale appiccicato alle mani come un biglietto scaduto, irruppe dal bancone agitando le pagine.
«Avete sentito? Un povero cristo di bambino, senza dieci euro per il biglietto, l'hanno buttato giù dal bus come un sacco di patate! E lui, zac, sei chilometri a piedi nella neve, arriva a casa che pare un ghiacciolo umano, stremato come dopo una maratona con gli yeti!» esclamò Tonino, scaldandosi più del suo soprannome.
El Poeta, dietro il bancone con la sua faccia da rima facile, versò un bianchino e buttò lì: «Senza moneta sul mezzo, il bimbo fa il pedone, cammina nella bufera, arriva a casa con la stanchezza vera.»
Il ragionier Gualtieri, con gli occhiali appannati dal vapore della grappa, alzò un dito preciso come un conteggio fiscale. «Ma che roba! Dieci euro? Ai miei tempi, con dieci lire ti compravi un bus intero, e il controllore ti offriva pure il caffè. Questo bimbo ha marciato sei chilometri? Io ne facevo venti per andare a scuola, e la neve era alta come un elefante!»
La Mirella, seduta al tavolino con il suo cappotto a fiori invernali, ridacchiò scuotendo la testa. «Povero piccolo, immaginalo lì, con i piedini che affondano come in una torta di panna. E il bus che se ne va, puff, come un fidanzato fedifrago. Ma dico, non potevano fargli credito? Oppure adottarlo come mascotte, tipo "il passeggero ghiacciato"!»
Peppone, il meccanico con la barba che pareva un nido di scoiattoli, grugnì dal suo sgabello, oliando mentalmente un motore immaginario. «Io gliel'avrei riparato quel bus, gratis, se solo avessero fermato per il bimbo. Ma no, via, pedalare nella neve! Sei chilometri? Con la mia Vespa ne faccio sessanta, ma sotto zero divento un pupazzo di neve con le ruote.»
Otello, detto «Calorifero» per via di quel suo modo di scaldare l'ambiente con battute roventi, pulì un bicchiere ridendo. «Ah, ma pensate se il bimbo avesse avuto un termosifone portatile come il nostro Tonino! Camminava e si scioglieva la neve intorno, arrivava a casa con un lago ai piedi. Invece, stremato! Ma stremato come? Tipo che ha chiesto un massaggio ai pinguini?»
Entrò allora il vecchio Zio Bepi, con il cappello infarinato di neve, e si unì al coro senza invito. «Io una volta ho camminato dieci chilometri per un pacchetto di sigarette, e c'era un blizzard che i lupi ululavano in dialetto. Questo bimbo? Un eroe moderno! Dovrebbero dargli una medaglia, o almeno un abbonamento eterno ai bus volanti.»
Tonino riprese il giornale, fingendo di leggere dettagli inesistenti. «Dice qui che è arrivato a casa e ha detto: "Mamma, ho battuto il record di slittino senza slitta!" Ma voi immaginate la scena: il controllore che lo scarica, e il bimbo che parte, uno due, come un soldatino di piombo in una tormenta di cotone.»
El Poeta annuì, rimando: «Il bus lo lascia solo, nella neve fa il suo volo, sei km di avventura, arriva stremato, che figura!»
La Mirella batté le mani. «E se il bimbo avesse pagato con una palla di neve? "Ecco dieci euro ghiacciati, signore!" Il controllore si scioglieva lui, altro che.»
Peppone scoppiò in una risata barbuta. «Io gli monto un motore sul cappotto, la prossima volta. Vrum, e vola via dalla neve come un missile polare.»
Il ragionier Gualtieri concluse, serio: «Comunque, è uno scandalo. Dieci euro? Con l'inflazione, domani saranno venti, e i bimbi cammineranno fino alla Luna.»
E così, al Bar Sport, la notizia del bimbo stremato si trasformò in una saga epica, tra risate e bianchini, mentre fuori la neve continuava a cadere, indifferente come un biglietto non pagato.
Al Bar Sport di Briga Novarese, il fumo delle sigarette si mescolava all'odore di caffè bruciato e neve sciolta, mentre fuori il vento fischiava come un controllore incazzato. Tonino «il Termosifone», con il giornale appiccicato alle mani come un biglietto scaduto, irruppe dal bancone agitando le pagine.
«Avete sentito? Un povero cristo di bambino, senza dieci euro per il biglietto, l'hanno buttato giù dal bus come un sacco di patate! E lui, zac, sei chilometri a piedi nella neve, arriva a casa che pare un ghiacciolo umano, stremato come dopo una maratona con gli yeti!» esclamò Tonino, scaldandosi più del suo soprannome.
El Poeta, dietro il bancone con la sua faccia da rima facile, versò un bianchino e buttò lì: «Senza moneta sul mezzo, il bimbo fa il pedone, cammina nella bufera, arriva a casa con la stanchezza vera.»
Il ragionier Gualtieri, con gli occhiali appannati dal vapore della grappa, alzò un dito preciso come un conteggio fiscale. «Ma che roba! Dieci euro? Ai miei tempi, con dieci lire ti compravi un bus intero, e il controllore ti offriva pure il caffè. Questo bimbo ha marciato sei chilometri? Io ne facevo venti per andare a scuola, e la neve era alta come un elefante!»
La Mirella, seduta al tavolino con il suo cappotto a fiori invernali, ridacchiò scuotendo la testa. «Povero piccolo, immaginalo lì, con i piedini che affondano come in una torta di panna. E il bus che se ne va, puff, come un fidanzato fedifrago. Ma dico, non potevano fargli credito? Oppure adottarlo come mascotte, tipo "il passeggero ghiacciato"!»
Peppone, il meccanico con la barba che pareva un nido di scoiattoli, grugnì dal suo sgabello, oliando mentalmente un motore immaginario. «Io gliel'avrei riparato quel bus, gratis, se solo avessero fermato per il bimbo. Ma no, via, pedalare nella neve! Sei chilometri? Con la mia Vespa ne faccio sessanta, ma sotto zero divento un pupazzo di neve con le ruote.»
Otello, detto «Calorifero» per via di quel suo modo di scaldare l'ambiente con battute roventi, pulì un bicchiere ridendo. «Ah, ma pensate se il bimbo avesse avuto un termosifone portatile come il nostro Tonino! Camminava e si scioglieva la neve intorno, arrivava a casa con un lago ai piedi. Invece, stremato! Ma stremato come? Tipo che ha chiesto un massaggio ai pinguini?»
Entrò allora il vecchio Zio Bepi, con il cappello infarinato di neve, e si unì al coro senza invito. «Io una volta ho camminato dieci chilometri per un pacchetto di sigarette, e c'era un blizzard che i lupi ululavano in dialetto. Questo bimbo? Un eroe moderno! Dovrebbero dargli una medaglia, o almeno un abbonamento eterno ai bus volanti.»
Tonino riprese il giornale, fingendo di leggere dettagli inesistenti. «Dice qui che è arrivato a casa e ha detto: "Mamma, ho battuto il record di slittino senza slitta!" Ma voi immaginate la scena: il controllore che lo scarica, e il bimbo che parte, uno due, come un soldatino di piombo in una tormenta di cotone.»
El Poeta annuì, rimando: «Il bus lo lascia solo, nella neve fa il suo volo, sei km di avventura, arriva stremato, che figura!»
La Mirella batté le mani. «E se il bimbo avesse pagato con una palla di neve? "Ecco dieci euro ghiacciati, signore!" Il controllore si scioglieva lui, altro che.»
Peppone scoppiò in una risata barbuta. «Io gli monto un motore sul cappotto, la prossima volta. Vrum, e vola via dalla neve come un missile polare.»
Il ragionier Gualtieri concluse, serio: «Comunque, è uno scandalo. Dieci euro? Con l'inflazione, domani saranno venti, e i bimbi cammineranno fino alla Luna.»
E così, al Bar Sport, la notizia del bimbo stremato si trasformò in una saga epica, tra risate e bianchini, mentre fuori la neve continuava a cadere, indifferente come un biglietto non pagato.
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