Chiacchiera
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ieri alle ore 08:02 - 3.506 visualizzazioni
E' già sabato.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno

I bambini vedono il silenzio.

“ I bambini sono come i marinai: dovunque si posano i loro occhi è immenso”, l'ha detto in una sua poesia il francese Christian Bobin. Ma da un po' di tempo i loro occhi si posano sul silenzio.
Quel bambino di 11 anni fatto scendere dall'autobus di linea perché non aveva , secondo l'autista, il biglietto giusto. E costretto a tornare a casa - 6 km- a piedi sotto la neve.
Quei bambini sotto una tenda al freddo e alla fame a Gaza, in una guerra travestita da tregua. L'ha denunciato ieri Pep Guardiola, allenatore del Manchester City, al “Act for Palestine” a Barcellona:
“Quando vedo quel bambino, negli ultimi due anni, nelle immagini sui social, in televisione, che chiede dov'è sua mamma… sempre penso: che cosa sta pensando? Penso che quei bambini li abbiamo abbandonati, da soli. Mi immagino che ci dicano ‘dove siete? Aiutateci'. Noi non l'abbiamo fatto”.
Quei bambini in Ucraina che, quasi ogni notte , sono svegliati dagli ululati delle sirene e devono correre nei rifugi. Fra un mese saranno 4 anni che vivono tremando. Ma i potenti pensano alle terre rare come se un bambino non fosse una rarità più preziosa di una zolla di polvere.
Quei bambin diventati orfani per la follia del possesso, figlio di una cultura che non si arrende.
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