Chiacchiera
oggi alle ore 08:34 - 2.005 visualizzazioni
E' già venerdì.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno
Violenza sessuale:
quanti freni
a una una legge di civiltà.
Immancabile. Si studia una legge che affronta il tema della sessualità e la politica fa un passo avanti, si pente e ne fa due indietro. Questa volta i dietrofront sono della Lega. L'ultimo ieri.
Due mesi fa un miracolo. La legge sulla violenza sessuale ottiene in sì della Camera con un'intesa fra i partiti. Confermato da un altro miracolo: la stretta di mano fra Giorgia Meloni e Elly Schlein.
Una legge di civiltà: “Il consenso deve essere libero e attuale”. E cioè se la donna dice SI' è SI' e se dice NO è NO.
Primo colpo di freno dieci giorni fa. Alla Lega non sta bene e allora si cambia: cancellare “Consenso libero e attuale” e sostituire con “Il consenso deve essere riconoscibile a seconda del contesto”. Perplessità su quel “riconoscibile”. Ma almeno regge “il consenso”.
Un paio di giorni e la Lega ci ripensa: abbiamo fatto troppe concessioni sulla violenza sessuale, quindi quel “consenso” va cancellato e sostituito con “dissenso”. Non basta : cala la pena per la violenza sessuale, inizialmente era da 6 a 12 anni, ora da 4 a 10.
Non sono un esperto ma da giornalista , a prima lettura, ritengo che la cancellazione della parola “consenso” tolga alla legge l'elemento principale: se dico SI' è SI' e se dico NO è NO. Non ci sono sfumature e distinguo come lascia intravedere quel “dissenso” messo lì non a caso. E al quale si prestano molti appigli. E ritengo che , ove dovesse passare una legge così formulata, sarà compito ancora una volta di chi ha subito la violenza dimostrare perché non ha reagito o perché non ha urlato più forte il suo no.
Ma quanta paura mette la sessualità in questo Paese?
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno
Violenza sessuale:
quanti freni
a una una legge di civiltà.
Immancabile. Si studia una legge che affronta il tema della sessualità e la politica fa un passo avanti, si pente e ne fa due indietro. Questa volta i dietrofront sono della Lega. L'ultimo ieri.
Due mesi fa un miracolo. La legge sulla violenza sessuale ottiene in sì della Camera con un'intesa fra i partiti. Confermato da un altro miracolo: la stretta di mano fra Giorgia Meloni e Elly Schlein.
Una legge di civiltà: “Il consenso deve essere libero e attuale”. E cioè se la donna dice SI' è SI' e se dice NO è NO.
Primo colpo di freno dieci giorni fa. Alla Lega non sta bene e allora si cambia: cancellare “Consenso libero e attuale” e sostituire con “Il consenso deve essere riconoscibile a seconda del contesto”. Perplessità su quel “riconoscibile”. Ma almeno regge “il consenso”.
Un paio di giorni e la Lega ci ripensa: abbiamo fatto troppe concessioni sulla violenza sessuale, quindi quel “consenso” va cancellato e sostituito con “dissenso”. Non basta : cala la pena per la violenza sessuale, inizialmente era da 6 a 12 anni, ora da 4 a 10.
Non sono un esperto ma da giornalista , a prima lettura, ritengo che la cancellazione della parola “consenso” tolga alla legge l'elemento principale: se dico SI' è SI' e se dico NO è NO. Non ci sono sfumature e distinguo come lascia intravedere quel “dissenso” messo lì non a caso. E al quale si prestano molti appigli. E ritengo che , ove dovesse passare una legge così formulata, sarà compito ancora una volta di chi ha subito la violenza dimostrare perché non ha reagito o perché non ha urlato più forte il suo no.
Ma quanta paura mette la sessualità in questo Paese?
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In sostanza, cosa si intende con "consenso libero e attuale"?
Perché in realtà il problema non si sposta di un millimetro: "Lei aveva detto sì!".
Cosa facciamo, gli facciamo firmare una dichiarazione? magari con testimoni?
Dai, è una stronzata, riconosciamolo.
La cosa gravissima di per sè é la riduzione delle pene: quella grida vendetta da ogni poro di ogni donna violata!