Chiacchiera
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mamoskilivello 9
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LA FAVOLA DEL REGNO DI FACCIABUCO
C'era una volta, nel regno digitale di Connessia, un grande castello di vetro chiamato Facciabuco. Il sovrano del castello, un giovane mago di nome Mark, aveva creato uno specchio magico dove ogni abitante poteva appendere il proprio ritratto e raccontare cosa avesse mangiato a colazione.
All'inizio, Facciabuco era un luogo felice. I cavalieri ritrovavano i compagni di scuola perduti e le dame scambiavano ricette di pozioni. Ma presto, accadde qualcosa di strano: gli abitanti iniziarono a preoccuparsi più del loro riflesso nello specchio che della vita reale.
C'era chi passava ore a scegliere la luce migliore per il proprio ritratto, sperando di ricevere i preziosi "Pollici Blu", una moneta che non comprava pane, ma gonfiava l'orgoglio. Più Pollici Blu ricevevi, più ti sentivi importante; se ne ricevevi pochi, cadevi in una profonda malinconia.
Un giorno, un piccolo troll dispettoso di nome Algoritmo prese il controllo del castello. Algoritmo aveva scoperto un segreto: le persone restavano incollate allo specchio molto più a lungo se erano arrabbiate o invidiose. Così, iniziò a mostrare solo i ritratti più lussuosi per far sentire poveri gli altri, o le dispute più feroci tra vicini di casa per scatenare litigi.
Il regno divenne rumoroso. Non si sentivano più canti, ma solo
urla di persone che volevano avere ragione su tutto. Gli abitanti avevano smesso di guardarsi negli occhi, tenendo lo sguardo fisso sulle tavolette di vetro che portavano in tasca.
Una sera, una bambina di nome Verità decise di uscire dalle mura di Facciabuco. Si sedette sotto un albero e iniziò a leggere un libro di carta. Un passante si fermò e le chiese: "Perché non lo mostri allo specchio magico?".
Verità sorrise e rispose: "Perché se lo guardo attraverso lo specchio, perdo il profumo delle pagine e il canto degli uccelli che mi circondano."
Piano piano, altri abitanti iniziarono a imitarla. Scoprirono che la vita era molto più colorata fuori dal castello di vetro e che un abbraccio vero valeva più di mille Pollici Blu.
Facciabuco rimase lì, alto e scintillante, ma i suoi abitanti impararono una lezione importante: lo specchio deve servire per guardare il mondo, non per dimenticare di viverci dentro.
E da quel giorno, nel regno di Connessia, si tornò a parlare a voce alta, e il mago Mark dovette ammettere che nessun algoritmo potrà mai sostituire il calore di un vero raggio di sole.
FATTA CON INTELLIGENZA ARTIFICIALE LA PROSSIMA VOLTA LA FARÒ CON I NOMI DEI NIK CHISSÀ CISA VIENE FUORI
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Vaccata