Satira
oggi alle ore 17:28 - 2.699 visualizzazioni
### Trump a Davos: "Amo l'Europa ma non sta andando nella direzione giusta" – dal Bar Sport di Briga Novarese – Mercoledì 21 gennaio 2026
Nel Bar Sport di Briga Novarese, dove il cappuccino arriva ancora con la schiuma a forma di cuore ma il cuore ormai è un po' indurito, stamattina è scoppiato il solito casino per la solita roba grossa. Trump a Davos ha detto che ama l'Europa ma che non sta andando nella direzione giusta, e giù a ruota ha chiesto la Groenlandia come se fosse un parcheggio per il suo jet privato.
«Ama l'Europa, eh? – ha sbottato Tonino il Termosifone, con il giornale spalancato come una tovaglia da picnic – Ama l'Europa come io amo il broccolo: lo guardo, lo annuso, poi lo lascio lì a marcire nel frigo. E la direzione giusta qual è? Quella del suo golf cart verso la Casa Bianca con le sirene accese?»
El Poeta, dietro il banco, ha versato un caffè corretto alla grappa di pere e ha buttato lì la sua rima del mattino:
«Trump ama l'Europa, ma storto come un chiodo,
vuole la Groenlandia, che è fredda come il suo cuore di lodo.
Se la piglia, la chiama New Florida, con palme finte e pinguini in mutande,
e noi restiamo qui a Briga a contare le briciole delle sue grandi bande.»
Il ragionier Gualtieri ha alzato gli occhiali sul naso, come se stesse controllando la bolletta della luce: «Ma scusate, la Groenlandia è un pezzo di ghiaccio grande come tre Piemonti. Trump la vuole per farci cosa? Un campo da golf con buche riscaldate? O per metterci i dazi anche sul ghiaccio? Perché se è per quello, già ce li mette sui nostri formaggi, figuriamoci sui ghiaccioli.»
Mirella, con la sigaretta elettronica che sa di lampone marcio, ha sbuffato una nuvola rosa: «L'Europa non va nella direzione giusta? E quale sarebbe la direzione giusta secondo lui? Dritta verso il suo portafoglio? Io dico che l'Europa va dove le pare, basta che non inciampi nei suoi tweet. O nei suoi post su Truth, che ormai sono la stessa cosa ma con più emoji di bandiere americane.»
Peppone, il meccanico con la barba che sembra un nido di rondini arrabbiate, ha dato una manata sul tavolo facendo tremare i cucchiaini: «Sentite qua: ama l'Europa ma la Danimarca è ingrata. Ingrata perché non gli regala un'isola che è loro da mille anni? Ma se gliela regalano poi lui la rivende a rate su Amazon Prime, con consegna in tre giorni e reso gratuito se non ti piace il freddo!»
Calorifero, che stava lucidando il bancone con uno straccio che ha visto tempi migliori, ha grugnito: «Io dico che Trump la Groenlandia la vuole perché ha finito i posti dove mettere i suoi hotel. Immaginate: Trump Ice Resort, con sauna artica e cameriere vestite da renne. E noi italiani? Ci mandano il conto del riscaldamento globale, perché tanto il termosifone lo paghiamo sempre noi.»
Tonino ha ripiegato il giornale con un gesto drammatico: «E Meloni? Meloni che fa? Sta lì a pensarci se andare o non andare, se firmare il Board of Peace o mandarlo a quel paese con un bigliettino gentile. Intanto Trump posta foto con la bandiera americana piantata sul ghiaccio e scrive “Greenland, US Territory, Est. 2026”. Come se fosse un cartello di “Vendesi villetta bifamiliare”.»
El Poeta ha chiuso il colpo finale versando un altro giro:
«Trump ama l'Europa, ma solo se ubbidisce,
se no le mette i dazi e le toglie pure le patatine fritte.
Groenlandia nostra? Macché, è già sua nel sogno,
e noi restiamo al bar a bere e a dire: “Che casino, che casino!”»
E tutti hanno riso, perché ridere è l'unica direzione giusta che conosciamo qui a Briga Novarese, almeno finché il caffè non finisce.
Nel Bar Sport di Briga Novarese, dove il cappuccino arriva ancora con la schiuma a forma di cuore ma il cuore ormai è un po' indurito, stamattina è scoppiato il solito casino per la solita roba grossa. Trump a Davos ha detto che ama l'Europa ma che non sta andando nella direzione giusta, e giù a ruota ha chiesto la Groenlandia come se fosse un parcheggio per il suo jet privato.
«Ama l'Europa, eh? – ha sbottato Tonino il Termosifone, con il giornale spalancato come una tovaglia da picnic – Ama l'Europa come io amo il broccolo: lo guardo, lo annuso, poi lo lascio lì a marcire nel frigo. E la direzione giusta qual è? Quella del suo golf cart verso la Casa Bianca con le sirene accese?»
El Poeta, dietro il banco, ha versato un caffè corretto alla grappa di pere e ha buttato lì la sua rima del mattino:
«Trump ama l'Europa, ma storto come un chiodo,
vuole la Groenlandia, che è fredda come il suo cuore di lodo.
Se la piglia, la chiama New Florida, con palme finte e pinguini in mutande,
e noi restiamo qui a Briga a contare le briciole delle sue grandi bande.»
Il ragionier Gualtieri ha alzato gli occhiali sul naso, come se stesse controllando la bolletta della luce: «Ma scusate, la Groenlandia è un pezzo di ghiaccio grande come tre Piemonti. Trump la vuole per farci cosa? Un campo da golf con buche riscaldate? O per metterci i dazi anche sul ghiaccio? Perché se è per quello, già ce li mette sui nostri formaggi, figuriamoci sui ghiaccioli.»
Mirella, con la sigaretta elettronica che sa di lampone marcio, ha sbuffato una nuvola rosa: «L'Europa non va nella direzione giusta? E quale sarebbe la direzione giusta secondo lui? Dritta verso il suo portafoglio? Io dico che l'Europa va dove le pare, basta che non inciampi nei suoi tweet. O nei suoi post su Truth, che ormai sono la stessa cosa ma con più emoji di bandiere americane.»
Peppone, il meccanico con la barba che sembra un nido di rondini arrabbiate, ha dato una manata sul tavolo facendo tremare i cucchiaini: «Sentite qua: ama l'Europa ma la Danimarca è ingrata. Ingrata perché non gli regala un'isola che è loro da mille anni? Ma se gliela regalano poi lui la rivende a rate su Amazon Prime, con consegna in tre giorni e reso gratuito se non ti piace il freddo!»
Calorifero, che stava lucidando il bancone con uno straccio che ha visto tempi migliori, ha grugnito: «Io dico che Trump la Groenlandia la vuole perché ha finito i posti dove mettere i suoi hotel. Immaginate: Trump Ice Resort, con sauna artica e cameriere vestite da renne. E noi italiani? Ci mandano il conto del riscaldamento globale, perché tanto il termosifone lo paghiamo sempre noi.»
Tonino ha ripiegato il giornale con un gesto drammatico: «E Meloni? Meloni che fa? Sta lì a pensarci se andare o non andare, se firmare il Board of Peace o mandarlo a quel paese con un bigliettino gentile. Intanto Trump posta foto con la bandiera americana piantata sul ghiaccio e scrive “Greenland, US Territory, Est. 2026”. Come se fosse un cartello di “Vendesi villetta bifamiliare”.»
El Poeta ha chiuso il colpo finale versando un altro giro:
«Trump ama l'Europa, ma solo se ubbidisce,
se no le mette i dazi e le toglie pure le patatine fritte.
Groenlandia nostra? Macché, è già sua nel sogno,
e noi restiamo al bar a bere e a dire: “Che casino, che casino!”»
E tutti hanno riso, perché ridere è l'unica direzione giusta che conosciamo qui a Briga Novarese, almeno finché il caffè non finisce.
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