Satira
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20 Gennaio - 2.772 visualizzazioni
### Trump imbarazza Meloni: tensioni su dazi e Groenlandia, l'Italia mediatrice in Europa – Bar Sport di Briga Novarese – martedì, 20 gennaio 2026

Nel Bar Sport di Briga Novarese il televisore appeso sopra la macchina del caffè sembra sul punto di dimettersi, ma resiste per non lasciare soli i clienti con le loro opinioni. El Poeta ha appena spento la radio perché «le notizie fanno male alla pressione», però il volume della televisione è a palla.

—Ma guarda un po' 'sto Trump che fa il simpatico con la Meloni. Le manda un tweet con la Groenlandia in regalo e poi le sbatte i dazi in faccia come se fosse un conto salato al ristorante.

El Poeta pulisce il bancone con uno straccio che ha visto più vite di un gatto.

—Groenlandia… ma se la diamo a Trump, chi ce la ridà indietro? Io la Groenlandia la tengo per il pupazzo di neve di Capodanno, mica per farne un parcheggio di missili.

Tonino «il Termosifone», cronista ufficiale da quando ha scoperto che il termosifone del bar è più caldo della politica, alza il dito come se stesse dirigendo un'orchestra invisibile.

—L'Italia mediatrice, dice. Mediatrice di cosa? Noi mediamo tra il mutuo e la bolletta da trent'anni, altro che Trump e Putin. La Meloni gli ha risposto: «Caro Donald, calmati coi dazi che qua la gente già compra il prosciutto crudo a rate».

Il ragionier Gualtieri, che tiene i conti del bar da quando il bar non aveva ancora i conti, scuote la testa dentro il cappuccino.

—Dazi al 60% sui formaggi italiani… ma vi rendete conto? Il gorgonzola diventa lusso, il parmigiano va in Borsa, e noi finiamo a mangiare la robiola di soia made in Cina. Trump vuole farci diventare vegani per dispetto.

Mirella, che entra sempre con la borsa della spesa come se stesse andando a un picnic eterno, si ferma davanti al bancone.

—E la Groenlandia? Trump la vuole per farci il resort con i casinò e i campi da golf coperti di ghiaccio. La Meloni gli ha detto: «Donald, te la do se mi riduci i dazi sul prosecco». E lui: «Ok, ma solo se mi mandate anche San Marino».

Peppone, il meccanico con la barba che sembra un cespuglio dopo la grandine, entra sbattendo la porta come se stesse inseguendo un bullone scappato.

—Io dico che Trump ha ragione. La Groenlandia è grande, fredda e deserta. Perfetta per nascondere i debiti pubblici italiani. Ce la vendiamo, ci teniamo un pezzetto per farci la sagra del castagnaccio e via.

Calorifero, che sta asciugando bicchieri da quando il mondo è tondo, alza lo sguardo dal lavandino.

—Trump imbarazza Meloni… ma figurati. La Meloni lo guarda come quando guardi il suocero che racconta la stessa barzelletta da vent'anni. Sorride, annuisce e dentro di sé pensa: «Mo' basta, passami il telecomando che cambio canale».

Tonino «il Termosifone» si appoggia al bancone con l'aria di chi ha appena risolto il mistero dell'universo.

—Sapete qual è il vero problema? Che Trump tratta l'Italia come il garzone del bar: «Fammi un caffè, Giorgia, e mettici lo zucchero, ma non troppo che poi ingrasso». E lei: «Sì signore, ma il dazio sul caffè lo mettiamo noi o lo metti tu?».

El Poeta ride e butta lì una rima improvvisata.

—Trump con i dazi fa il matto,
la Meloni risponde col fatto,
la Groenlandia resta al freddo,
e noi paghiamo il conto al bar, al solito, in contanti e col cuore in saldo.

Mirella alza il bicchiere di vino bianco.

—Alla salute della mediatrice europea. Che medii pure tra il mio mutuo e il mutuo del vicino, magari ci rimettiamo qualcosa.

E il televisore continua a trasmettere la faccia seria di Trump, ma nel Bar Sport di Briga Novarese sembra solo un cliente in più che ha ordinato un caffè americano e poi si è lamentato che non sa di niente.
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