Satira
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18 Gennaio - 4.191 visualizzazioni
### Trump annuncia dazi del 10% (poi 25%) agli europei per la Groenlandia: "Finché non sarà nostra" - Bar Sport di Briga Novarese - Domenica, 18 gennaio 2026

Nel Bar Sport di Briga Novarese, dove il termosifone ronza come un'orchestra di pensionati che provano l'inno nazionale, Tonino «il Termosifone» entra sbattendo la porta con la Gazzetta sottobraccio e il cappello di traverso.

—Sentito? Trump vuole la Groenlandia e per punirci ci mette i dazi al 10%, poi al 25%. Dice: «Finché non sarà nostra». Come se fosse un parcheggio con disco orario scaduto.

El Poeta, dietro il bancone, mescola il caffè con la stessa solennità con cui Dante mescola i gironi infernali.

—Groenlandia nostra? Ma se manco sappiamo dov'è! Io credevo fosse un formaggio danese. Tipo il gorgonzola, ma freddo.

Il ragionier Gualtieri alza gli occhi dal cruciverba, la penna sospesa come una sentenza.

—Ragazzi, ragioniamo. Se Trump prende la Groenlandia, poi vuole il Monte Rosa? E dopo il Monte Rosa, Briga Novarese? Io ho il mutuo ancora vent'anni, mica posso cambiare bandiera così.

Mirella, seduta al tavolino d'angolo con il cappotto ancora addosso, dà una sorsata al cappuccino e scuote la testa.

—Io dico che è colpa dei pinguini. Quelli lì a forza di stare sul ghiaccio hanno rotto le scatole a Trump. Lui vede il ghiaccio, pensa al suo parrucchino, e si incazza.

Peppone, il meccanico con la barba che sembra un nido di rondini in sciopero, entra pulendosi le mani con uno straccio che ha visto più olio di tutti i motori della Valsesia messi insieme.

—Io ve lo dico: se Trump vuole la Groenlandia, gliela regaliamo. Però a patto che ci manda i suoi cheeseburger gratis per sempre. E il ketchup. Senza ketchup non se ne parla.

Calorifero, che sta lucidando il bancone come se fosse la Coppa del Mondo, alza lo sguardo e sbuffa.

—Ma figurati. Trump vede la Groenlandia, pensa: “Bella, grande, ghiacciata… perfetta per un campo da golf”. Poi guarda l'Italia e dice: “Questi qua hanno solo spaghetti e debiti, dazi al 25% e via”.

Tonino «il Termosifone» si appoggia al bancone, ormai bollente come lui.

—E noi che facciamo? Ci mettiamo la felpa con scritto “Io non c'entro niente con la Groenlandia”? O mandiamo una delegazione di alpini con le pelli di camoscio a negoziare?

El Poeta, con aria ispirata, comincia a recitare:

—Trump vuole il ghiaccio, Trump vuole il freddo,
Trump vuole tutto, anche il mio caffè col pizzo.
Ma se arriva a Briga, gli dico chiaro e tondo:
qui il massimo che puoi prendere è il mio raffreddore.

Il ragionier Gualtieri batte la mano sul tavolo.

—Aspettate! Io ho calcolato: con i dazi al 25% il parmigiano ci costa come l'oro zecchino. Facciamo così: vendiamo la pianura padana a Trump e ci teniamo solo le montagne. Tanto a lui piace sciare.

Mirella ride fino alle lacrime.

—E gli diciamo che il Monte Bianco è condominio? Che se vuole sciare deve pagare le spese condominiali?

Peppone si gratta la barba.

—Io propongo un'alternativa: gli mandiamo Otello travestito da pinguino. Così quando Trump arriva in Groenlandia trova Otello che gli fa “Buongiorno signore, vuole un caffè?”. E magari gli prende pure la mancia.

Calorifero alza il dito.

—Siete matti. Trump non vuole la Groenlandia per il ghiaccio. Vuole la Groenlandia perché lì non c'è nessuno che gli rompe le scatole con le tasse. Se la prende, poi dice: “Adesso tocca all'Islanda. Poi alla Corsica. Poi a Rimini”.

Tonino «il Termosifone» conclude, ormai rosso in faccia come il termosifone dopo tre ore di riscaldamento.

—Insomma, signori: o ci inventiamo una Groenlandia di cartapesta da regalare a Trump, o ci prepariamo a pagare il caffè al 25% in più. Io dico: meglio regalare la Groenlandia. Tanto a noi chi ce la fa fare una vacanza al Polo Nord? Al massimo andiamo a Macugnaga e fingiamo che sia l'Artico.

Il bar esplode in risate, mentre El Poeta serve un altro giro di caffè, stavolta con lo sconto “anti-dazi Trump”, che in realtà è lo stesso prezzo di sempre, ma suona più patriottico.
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