Chiacchiera
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18 Gennaio - 4.112 visualizzazioni
Buona domenica.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno

Quella barella che non c'è.

Il signor Franco, 60 anni, è malato di tumore, va al pronto soccorso. Sono le 8,20 . C'è da attendere, ormai è una regola. Gli dicono: “Si accomodi su una sedia. Appena è disponibile, le diamo una barella e poi un letto".
Passa il tempo. La barella non è ancora disponibile. Franco sente sempre più male anche perché il tumore gli impedisce di stare a lungo seduto. .Alle 11,30 - sono già passate tre ore- gli applicano un catetere . Ma sta sempre sulla sedia. Altre ore. Il paziente è sottoposto a un'ecografia e a una visita. Franco, rimettendosi a sedere sulla sedia, dice alla moglie: “Vedrai, ora mi metteranno su una barella e mi porteranno in corsia".
Ma la barella non arriva. Franco non resiste al dolore, si distende sul pavimento. Per materasso una leggera coperta procurata dalla moglie.
Alle 16- otto ore dall'ingresso nel Pronto Soccorso- un'infermiera porta la barella.
Questo è quanto è accaduto.
L'immagine del paziente disteso a terra rappresenta il Servizio Sanitario Italiano . Un tempo fiore all'occhiello nel mondo. Ora il SS è finito a terra perché inadeguato o perché qualcuno gli sta dando una spinta? Ah saperlo!
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E' accaduto l'altro giorno all'ospedale di Senigallia. La vicenda è sui giornali perché la moglie del signor Franco ha scattato la foto del marito a terra (è l'immagine che accompagna la riflessione) e l' ha inviata a un politico del Movimento 5 Stelle.

Sia chiaro: nessuna responsabilità della direzione, dei medici, del personale. Fanno oltre l'impossibile. Si prodigano al massimo. Anche loro vittime di un sistema che dovrebbe dare la precedenza assoluta alla Salute e rispettare la dignità della persona. Dovrebbe…
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Vaccata