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14 Gennaio - 3.691 visualizzazioni
IL CASO PALAMARA

Il "caso Palamara" nasce perché Palamara, indagato per rapporti poco ortodossi, tant'è che poi ha patteggiato, si incontrava e fu beccato da un trojan horse nottetempo all'hotel Champagne con due politici, Ferri e Lotti, renziani all'epoca, e con cinque magistrati togati del Csm.
Andiamo a vedere com'è finita quella storia. Palamara, che era un magistrato, è stato espulso dalla magistratura dai suoi colleghi, segno che pagano i magistrati che sbagliano. I cinque togati del Csm, che erano all'hotel Champagne, si sono dovuti dimettere tutti e cinque dal Csm insieme a un sesto che chattava con Palamara. E sono stati tutti puniti.
E oggi dove lavora Ferri, che è tornato in magistratura perché la politica ha vietato di utilizzare le intercettazioni nei suoi riguardi? Lavora al ministero della Giustizia insieme a Nordio, che si è portato al ministero altri che chattavano con Palamara. La categoria che non paga in Italia sono i politici, non i magistrati. I magistrati vengono indagati tutti i giorni. Per esempio il magistrato che c'era prima sul caso Garlasco.
Su 194 sentenze del CSM quante ne ha impugnate il ministro Nordio, che è il titolare del potere disciplinare? Ne ha impugnate sei, a dimostrazione del fatto che le altre le riteneva giuste anche lui.
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