Chiacchiera
ieri alle ore 08:36 - 3.537 visualizzazioni
E' già mercoledì.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno
Sta tornando. E diventa speranza
Cerco in TV un'evasione fra immagini di guerre raccontate ( dimenticandone tante) e di gente che minaccia, promette e non mantiene. E fra dibattiti di una politica che ama solo litigare. E mi imbatto nella premiazione dei “Golden Globes”, una delle serate più glamour di Hollywood.
E ritrovo una vecchia conoscenza.
E l'ho ritrovata in tutte e tre le vincitrici: il caschetto, quel taglio di capelli – il più versatile delle acconciature- che fa da cornice al volto. Curiosità di uomo, da sempre. Non solo vedendo icone di stile dal cinema ( basta citare Sophia Loren) alla musica (Il famoso “casco d'oro” della Caselli) ma anche donne che incontro nella quotidianità.
Il mio giudizio certamente è influenzato dalla notizia che il caschetto quando nacque- era il 1909 ad opera del celebre Antoine- fu una rivoluzione che sfidò le convinzioni dell'epoca. E divenne simbolo di libertà e di trasformazione femminile. E come tale è rimasto negli anni '20 tempi di ribellione nascosta. Da quando l'ho saputo il caschetto mi ha dato l'idea di un gesto di liberazione della donna
Ha avuto alterne fortune. Lo vedevo spesso negli anni '60. Poi ogni tanto il ritorno. Le riapparizioni quasi sempre sono avvenute in coincidenza con momenti di liberazione della donna.
Sta tornando per diventare di moda. Desta curiosità. Ne stanno parlando alcuni giornali e riviste di moda. Il caschetto riappare in un momento in cui c'è bisogno della ribellione della donna , vittima di una Società che non riesce a scrollarsi il peso di una mentalità maschilista. E ne paga pesantemente il prezzo.
E in quel simbolo vedo una speranza .
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno
Sta tornando. E diventa speranza
Cerco in TV un'evasione fra immagini di guerre raccontate ( dimenticandone tante) e di gente che minaccia, promette e non mantiene. E fra dibattiti di una politica che ama solo litigare. E mi imbatto nella premiazione dei “Golden Globes”, una delle serate più glamour di Hollywood.
E ritrovo una vecchia conoscenza.
E l'ho ritrovata in tutte e tre le vincitrici: il caschetto, quel taglio di capelli – il più versatile delle acconciature- che fa da cornice al volto. Curiosità di uomo, da sempre. Non solo vedendo icone di stile dal cinema ( basta citare Sophia Loren) alla musica (Il famoso “casco d'oro” della Caselli) ma anche donne che incontro nella quotidianità.
Il mio giudizio certamente è influenzato dalla notizia che il caschetto quando nacque- era il 1909 ad opera del celebre Antoine- fu una rivoluzione che sfidò le convinzioni dell'epoca. E divenne simbolo di libertà e di trasformazione femminile. E come tale è rimasto negli anni '20 tempi di ribellione nascosta. Da quando l'ho saputo il caschetto mi ha dato l'idea di un gesto di liberazione della donna
Ha avuto alterne fortune. Lo vedevo spesso negli anni '60. Poi ogni tanto il ritorno. Le riapparizioni quasi sempre sono avvenute in coincidenza con momenti di liberazione della donna.
Sta tornando per diventare di moda. Desta curiosità. Ne stanno parlando alcuni giornali e riviste di moda. Il caschetto riappare in un momento in cui c'è bisogno della ribellione della donna , vittima di una Società che non riesce a scrollarsi il peso di una mentalità maschilista. E ne paga pesantemente il prezzo.
E in quel simbolo vedo una speranza .
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Fourgiampindepadell: Con tutte queste guerre in ballo un casco potrebbe sempre tornare utile!
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ieri alle ore 08:46 · Ti stimo · Rispondi



