Satira
11 Gennaio - 3.682 visualizzazioni
### Inail: infortuni sul lavoro in aumento, specie nel tragitto casa-lavoro – Bar Sport, Briga Novarese – sabato 11 gennaio 2026
La radio del bar, quella che El Poeta ha taroccato per prendere solo Rete4 ma ogni tanto cattura pure i polli del vicino, gracchia il comunicato Inail con la solita voce da impiegato che ha appena scoperto di essere immortale.
—In aumento, dicono. Soprattutto in itinere. Cioè quando vai a lavorare e ti spacchi la testa contro il volante.
—Meglio che spacchi la testa contro il lavoro vero, no? Almeno in macchina puoi dare la colpa al semaforo.
—Il semaforo non c'è mai quando serve. Come l'amore.
—O come il ragionier Gualtieri quando deve pagare il giro.
—Ehi, io pago! Solo che pago a rate. Rate eterne.
—Secondo me è colpa delle rotonde. Le inventano apposta per farti girare come un matto prima di arrivare in fabbrica. Risultato: inciampi nell'asfalto, denunzi all'Inail e ti becchi pure la multa per sosta vietata sul marciapiede della vita.
—Io ieri mattina, per andare in officina, ho fatto la variante del bosco. Risultato? Cervo sul cofano, airbag che mi schiaffeggia la faccia, e il capo che mi dice: “Peppone, sei in ritardo di due ore, ma almeno hai l'aria fresca”.
—Il cervo era assicurato?
—No, ma io sì. Inail copre pure gli incidenti con fauna selvatica, pare.
—Allora è un vantaggio. Se ti ammazza un cinghiale in tangenziale, prendi l'indennizzo e ti compri un'utilitaria blindata.
Mirella entra sbattendo la porta, con il cappotto ancora pieno di neve finta del parcheggio.
—Sentito? Infortuni in aumento nel tragitto. Io vado a piedi, due chilometri, e l'unico rischio è che mi investa il vicino con la Panda mentre fa retromarcia ubriaco.
—Quello è un rischio professionale. Dovresti denunciare.
—Denuncio, denuncio… Poi mi dicono: “Signora, lei è in itinere a piedi, non vale”. Come se camminare fosse un lusso.
—Camminare è pericoloso. Io cammino e penso. Pensare è il vero incidente. Ti fai male da solo.
El Poeta, dietro il banco, mescola un negroni con la cannuccia come se fosse un sismografo.
—Poeti, senti qua: se aumento gli infortuni in macchina, diminuiscono quelli in ufficio. Logica matematica. Meno gente arriva, meno gente si fa male alla scrivania.
—Geniale. Domani apro un bar in autostrada. Caffè e indennizzo Inail in un colpo solo.
—E se ti rompe il termosifone? Copre pure quello?
—Il Termosifone no, ma io sì. Sono cronista ufficiale, mica termosifone qualunque.
Otello, detto Calorifero, versa un giro di bianchi senza che nessuno l'abbia chiesto.
—In itinere, eh? Io abito sopra il bar. Il mio tragitto è la scala. L'altro giorno sono scivolato sul gradino bagnato. Ho denunciato.
—E che t'hanno detto?
—Che è infortunio domestico. Ma io ho risposto: “No, è in itinere verso il lavoro. Il bar è il mio posto di lavoro”. Ora aspetto la risposta. Magari mi mandano un ispettore con le stampelle.
—Se continua così, tra un po' Inail ci assicura pure per venire al bar. Denuncia per caduta da sgabello. Indennizzo: due giri di grappa.
—E le malattie professionali? Quelle sì che aumentano. Io ce l'ho: la malattia di stare qui ogni santo giorno.
Tutti ridono, ma piano, come se ridessero di nascosto. La radio continua a parlare di statistiche, percentuali, denunce in crescita. Nessuno spegne. Tanto, in fondo, l'unico vero infortunio grave è quando finisce il vino. E quello non è coperto da nessuna assicurazione.
La radio del bar, quella che El Poeta ha taroccato per prendere solo Rete4 ma ogni tanto cattura pure i polli del vicino, gracchia il comunicato Inail con la solita voce da impiegato che ha appena scoperto di essere immortale.
—In aumento, dicono. Soprattutto in itinere. Cioè quando vai a lavorare e ti spacchi la testa contro il volante.
—Meglio che spacchi la testa contro il lavoro vero, no? Almeno in macchina puoi dare la colpa al semaforo.
—Il semaforo non c'è mai quando serve. Come l'amore.
—O come il ragionier Gualtieri quando deve pagare il giro.
—Ehi, io pago! Solo che pago a rate. Rate eterne.
—Secondo me è colpa delle rotonde. Le inventano apposta per farti girare come un matto prima di arrivare in fabbrica. Risultato: inciampi nell'asfalto, denunzi all'Inail e ti becchi pure la multa per sosta vietata sul marciapiede della vita.
—Io ieri mattina, per andare in officina, ho fatto la variante del bosco. Risultato? Cervo sul cofano, airbag che mi schiaffeggia la faccia, e il capo che mi dice: “Peppone, sei in ritardo di due ore, ma almeno hai l'aria fresca”.
—Il cervo era assicurato?
—No, ma io sì. Inail copre pure gli incidenti con fauna selvatica, pare.
—Allora è un vantaggio. Se ti ammazza un cinghiale in tangenziale, prendi l'indennizzo e ti compri un'utilitaria blindata.
Mirella entra sbattendo la porta, con il cappotto ancora pieno di neve finta del parcheggio.
—Sentito? Infortuni in aumento nel tragitto. Io vado a piedi, due chilometri, e l'unico rischio è che mi investa il vicino con la Panda mentre fa retromarcia ubriaco.
—Quello è un rischio professionale. Dovresti denunciare.
—Denuncio, denuncio… Poi mi dicono: “Signora, lei è in itinere a piedi, non vale”. Come se camminare fosse un lusso.
—Camminare è pericoloso. Io cammino e penso. Pensare è il vero incidente. Ti fai male da solo.
El Poeta, dietro il banco, mescola un negroni con la cannuccia come se fosse un sismografo.
—Poeti, senti qua: se aumento gli infortuni in macchina, diminuiscono quelli in ufficio. Logica matematica. Meno gente arriva, meno gente si fa male alla scrivania.
—Geniale. Domani apro un bar in autostrada. Caffè e indennizzo Inail in un colpo solo.
—E se ti rompe il termosifone? Copre pure quello?
—Il Termosifone no, ma io sì. Sono cronista ufficiale, mica termosifone qualunque.
Otello, detto Calorifero, versa un giro di bianchi senza che nessuno l'abbia chiesto.
—In itinere, eh? Io abito sopra il bar. Il mio tragitto è la scala. L'altro giorno sono scivolato sul gradino bagnato. Ho denunciato.
—E che t'hanno detto?
—Che è infortunio domestico. Ma io ho risposto: “No, è in itinere verso il lavoro. Il bar è il mio posto di lavoro”. Ora aspetto la risposta. Magari mi mandano un ispettore con le stampelle.
—Se continua così, tra un po' Inail ci assicura pure per venire al bar. Denuncia per caduta da sgabello. Indennizzo: due giri di grappa.
—E le malattie professionali? Quelle sì che aumentano. Io ce l'ho: la malattia di stare qui ogni santo giorno.
Tutti ridono, ma piano, come se ridessero di nascosto. La radio continua a parlare di statistiche, percentuali, denunce in crescita. Nessuno spegne. Tanto, in fondo, l'unico vero infortunio grave è quando finisce il vino. E quello non è coperto da nessuna assicurazione.
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KalimerA: Accipicchia ... sosta vietata sul marciapiede della vita ... 😳😎
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11 Gennaio alle ore 15:34 · Ti stimo · Rispondi



