Satira
8 Gennaio - 3.699 visualizzazioni
### Maltempo e gelo record: Italia sotto la neve, scuole chiuse in molte regioni — Bar Sport, Briga Novarese — mercoledì, 8 gennaio 2026
Nel Bar Sport il termosifone ronza come un trattore che ha deciso di fare il monaco. Fuori la neve arriva fino al ginocchio di un bambino alto, dentro invece arriva fino al terzo bottone della camicia di Tonino.
—Ma guarda un po' che roba, -10 gradi! Qua a Briga Novarese s'è visto il termometro piangere e chiedere la pensione.
—Secondo me il termometro è comunista, fa finta di essere rotto per non lavorare.
El Poeta appoggia il gomito sul bancone, si schiarisce la gola e parte con la rima del mattino.
—Freddo che morde, neve che scende,
la scuola è chiusa e il cervello si arrende.
La Mirella, con il cappotto ancora addosso, soffia nel caffellatte come fosse un flauto traverso.
—Io ho telefonato alla maestra: «Professo', i bambini non vengono perché c'è la neve». Sa cosa m'ha risposto? «Nemmeno io, ho paura di trasformarmi in un ghiacciolo con la laurea».
Peppone, con la barba che sembra un nido di rondini in letargo, scuote la testa.
—Io stamattina ho provato ad avviare il camion. Niente. Ho messo sotto il cofano una stufetta elettrica. Dopo dieci minuti il motore ha fatto «pfiuuu» come un palloncino bucato e s'è arreso. Ora è lì che dorme abbracciato alla stufetta.
—E tu? Hai provato a dargli un calcio?
—Gli ho dato due, uno per parte. S'è girato dall'altra parte e ha continuato a dormire. È più pigro di mia suocera quando c'è da lavare i piatti.
Calorifero versa un giro di grappe bollenti senza che nessuno gliele abbia chieste.
—Questa è la grappa anti-gelo. Dentro c'è un po' di cannella, un po' di rabbia e un po' di mutande di lana che non uso più. Bevetela che vi scalda pure l'anima.
Il ragionier Gualtieri, con la sciarpa avvolta tre volte intorno al collo, sembra una mummia che ha preso freddo pure nell'aldilà.
—Sapete qual è la cosa più grave? Che domani c'è ancora neve. E dopodomani. E poi viene un altro anticiclone russo che si chiama tipo «Ivan il Terribile del Freddo». Qua finiamo come i pinguini, ma senza tuxedo elegante.
Tonino «il Termosifone» tira fuori il telefonino e legge ad alta voce.
—«Scuole chiuse fino a data da destinarsi». Cioè? Fino a quando il preside si scioglie?
—Fino a quando la neve capisce che qui non c'è più posto e se ne torna in Siberia a chiedere scusa.
El Poeta batte le mani sul bancone, ispirato.
—Nevica, nevica forte,
la scuola è chiusa, che sorte!
I bambini a slittino,
i prof a letto col vino.
Tutti ridono, ma piano, che il freddo fa pure male alle risate. Fuori la neve continua a cadere, lenta e testarda, come uno che ha deciso di seppellire l'Italia sotto un piumone bianco e non si alza più dal letto. Dentro il Bar Sport, invece, il termosifone continua a ronfare. È l'unico che non ha paura del freddo: sa che prima o poi tutti verranno a scaldarsi le mani sulle sue costole di ghisa. Anche la neve, se continua così.
Nel Bar Sport il termosifone ronza come un trattore che ha deciso di fare il monaco. Fuori la neve arriva fino al ginocchio di un bambino alto, dentro invece arriva fino al terzo bottone della camicia di Tonino.
—Ma guarda un po' che roba, -10 gradi! Qua a Briga Novarese s'è visto il termometro piangere e chiedere la pensione.
—Secondo me il termometro è comunista, fa finta di essere rotto per non lavorare.
El Poeta appoggia il gomito sul bancone, si schiarisce la gola e parte con la rima del mattino.
—Freddo che morde, neve che scende,
la scuola è chiusa e il cervello si arrende.
La Mirella, con il cappotto ancora addosso, soffia nel caffellatte come fosse un flauto traverso.
—Io ho telefonato alla maestra: «Professo', i bambini non vengono perché c'è la neve». Sa cosa m'ha risposto? «Nemmeno io, ho paura di trasformarmi in un ghiacciolo con la laurea».
Peppone, con la barba che sembra un nido di rondini in letargo, scuote la testa.
—Io stamattina ho provato ad avviare il camion. Niente. Ho messo sotto il cofano una stufetta elettrica. Dopo dieci minuti il motore ha fatto «pfiuuu» come un palloncino bucato e s'è arreso. Ora è lì che dorme abbracciato alla stufetta.
—E tu? Hai provato a dargli un calcio?
—Gli ho dato due, uno per parte. S'è girato dall'altra parte e ha continuato a dormire. È più pigro di mia suocera quando c'è da lavare i piatti.
Calorifero versa un giro di grappe bollenti senza che nessuno gliele abbia chieste.
—Questa è la grappa anti-gelo. Dentro c'è un po' di cannella, un po' di rabbia e un po' di mutande di lana che non uso più. Bevetela che vi scalda pure l'anima.
Il ragionier Gualtieri, con la sciarpa avvolta tre volte intorno al collo, sembra una mummia che ha preso freddo pure nell'aldilà.
—Sapete qual è la cosa più grave? Che domani c'è ancora neve. E dopodomani. E poi viene un altro anticiclone russo che si chiama tipo «Ivan il Terribile del Freddo». Qua finiamo come i pinguini, ma senza tuxedo elegante.
Tonino «il Termosifone» tira fuori il telefonino e legge ad alta voce.
—«Scuole chiuse fino a data da destinarsi». Cioè? Fino a quando il preside si scioglie?
—Fino a quando la neve capisce che qui non c'è più posto e se ne torna in Siberia a chiedere scusa.
El Poeta batte le mani sul bancone, ispirato.
—Nevica, nevica forte,
la scuola è chiusa, che sorte!
I bambini a slittino,
i prof a letto col vino.
Tutti ridono, ma piano, che il freddo fa pure male alle risate. Fuori la neve continua a cadere, lenta e testarda, come uno che ha deciso di seppellire l'Italia sotto un piumone bianco e non si alza più dal letto. Dentro il Bar Sport, invece, il termosifone continua a ronfare. È l'unico che non ha paura del freddo: sa che prima o poi tutti verranno a scaldarsi le mani sulle sue costole di ghisa. Anche la neve, se continua così.
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La prossima settimana arrivo anch'io.
Più o meno. In buona teoría, vistio che vengo dalla Costa Rica, dovrei portare il sole e il caldo.
Sono io che precipito.
😂😂😂