Satira
18 Dicembre 2025 - 13.156 visualizzazioni
### Supercoppa Italiana in Arabia Saudita - Al Bar Sport: La Supercoppa che Si Gioca nel Deserto (e Noi Qui con la Grappa)
Ah, il Bar Sport al centro di Briga Novarese, quel tempio dove il caffè è sempre troppo lungo e le discussioni troppo corte, tranne quando si parla di calcio. È un posto dove il tempo passa come un arbitraggio di Orsato: lento, contestato e pieno di sorprese. Oggi, il sole di dicembre filtra dalla finestra appannata – quella che El Poeta giura di pulire da quando l'Inter vinse la stella – e illumina il bancone eterno, dove i clienti fissi si riuniscono come apostoli intorno a un presepe calcistico. Tonino «il Termosifone», cronista ufficiale con il suo taccuino unto di salame, annota tutto come se fosse il Vangelo secondo Biscardi. El Poeta, il titolare, versa grappa con la mano che trema solo quando deve fare rima. Il ragionier Gualtieri, cliente fisso, conta i bicchieri come bilanci di fine anno. La Mirella, presenza fissa da trent'anni, ordina sempre un bianchino e commenta con l'autorità di chi ha visto passare tre generazioni di allenatori. Il Peppone, meccanico con la barba da vichingo e le mani nere di olio, sistema una sedia come fosse un motore truccato. E dietro il bancone, Otello, che tutti chiamano «Calorifero» perché scalda l'anima con i suoi caffè bollenti.
Ma oggi non si parla di neve sul Mottarone o del prezzo del pane. Oggi il tema è la Supercoppa Italiana, quella che stasera parte con Napoli-Milan laggiù in Arabia Saudita, nel deserto, con la sabbia al posto dell'erba e i petrodollari al posto della passione. Domani Bologna-Inter, e poi la finale. Quattro squadre, un trofeo, e un sacco di milioni che piovono dal cielo come manna per sceicchi.
– Calorifero, accendi la tele che stasera c'è Napoli-Milan! – urla il Peppone, battendo il pugno sul tavolo come un pistone difettoso –. Ma perché la giocano nel deserto? I giocatori sudano già di loro, figurati con quaranta gradi!
Otello «Calorifero», asciugando un bicchiere con uno straccio che ha più storia della Juventus, sbuffa come una caldaia vecchia.
– Deserto? Mah! È come mandare un presepe in spiaggia. La Supercoppa italiana in Arabia... roba da matti! Una volta si giocava a San Siro con la nebbia, ora a Riad con i cammelli in tribuna. E i soldi? Milioni per tutti, tranne che per noi che paghiamo l'abbonamento. Io dico: portiamola qui a Briga, sul campo ghiacciato dietro la chiesa, almeno si scivola gratis!
El Poeta, versando un giro di grappa, butta lì una rima come fosse un assist:
– Nel deserto la palla rotola via, / tra sceicchi e petrolio, che malinconia! / Napoli e Milan, Bologna e Inter, / ma il vero trofeo è una grappa per vinter!
Tonino «il Termosifone» annota febbrilmente sul taccuino, borbottando come un radiatore che gorgoglia.
– Cronaca ufficiale: “Supercoppa esiliata tra le dune, come un esule con valigia di dollari”. È un circo ambulante! Napoli campione, Milan finalista perdente, Inter seconda, Bologna sorpresa... e tutti a giocare sotto le palme. Ma chi vince? Il caldo, sicuro. Immaginate Leao che corre con la sabbia nelle scarpe: sembra un fenicottero ubriaco! Nella mia cronaca del Bar Sport, dichiaro la Supercoppa colpevole di tradimento geografico. Punto e basta!
Il ragionier Gualtieri, aggiustandosi gli occhiali spessi come fondi di bottiglia, interviene con aria da commercialista.
– Tutti pazzi! I bilanci quadrano solo laggiù. Milioni su milioni, montepremi da capogiro. Ma il calcio italiano? Esiliato per soldi. È come vendere la nonna per un Rolex. Stasera Napoli-Milan: Conte contro Allegri, duello di teste calde. Ma nel deserto, chi vince beve acqua minerale, non champagne!
La Mirella, sorseggiando il bianchino con eleganza da regina del bar, scuote la testa.
– Mah, che assurdità! Giocare a dicembre nel deserto... i giocatori sembrano beduini con le scarpette. E le donne in tribuna? Almeno lì possono entrare, qui da noi ancora discutiamo se farle pagare il caffè. La Supercoppa dovrebbe stare in Italia, con la pioggia e il fango, non con i tappeti volanti!
Arriva un personaggio secondario, il Gigi «il Cammello», venditore ambulante di castagne che sostiene di aver portato Maradona in macchina una volta.
– Ohi, gente! Io ho visto i cammelli veri a Riad, in foto eh! La Supercoppa lì è come mettere il risotto in un kebab. Napoli-Milan stasera: gol di sabbia, rigori al tramonto. E domani Bologna-Inter: i felsinei contro i nerazzurri, come David contro Golia, ma Golia ha il condizionatore!
La discussione gira in tondo come un pallone nel deserto: il Peppone propone di boicottare la partita guardando solo il MotoGP, Tonino scrive un'epica intitolata “La Coppa delle Dune Perdute”, El Poeta rima che “il trofeo è d'oro, ma l'anima è di cartone”. Calorifero serve altri caffè, ridendo sottovoce, perché al Bar Sport le Supercoppe vanno e vengono, ma la grappa resta, il calcio resta, e le chiacchiere nonsense pure.
E così, a Briga Novarese, la vita continua: con la tele accesa su Italia 1 stasera alle venti, un occhio al deserto e l'altro al nostro bar eterno. Salute alla Supercoppa... ovunque sia!
Ah, il Bar Sport al centro di Briga Novarese, quel tempio dove il caffè è sempre troppo lungo e le discussioni troppo corte, tranne quando si parla di calcio. È un posto dove il tempo passa come un arbitraggio di Orsato: lento, contestato e pieno di sorprese. Oggi, il sole di dicembre filtra dalla finestra appannata – quella che El Poeta giura di pulire da quando l'Inter vinse la stella – e illumina il bancone eterno, dove i clienti fissi si riuniscono come apostoli intorno a un presepe calcistico. Tonino «il Termosifone», cronista ufficiale con il suo taccuino unto di salame, annota tutto come se fosse il Vangelo secondo Biscardi. El Poeta, il titolare, versa grappa con la mano che trema solo quando deve fare rima. Il ragionier Gualtieri, cliente fisso, conta i bicchieri come bilanci di fine anno. La Mirella, presenza fissa da trent'anni, ordina sempre un bianchino e commenta con l'autorità di chi ha visto passare tre generazioni di allenatori. Il Peppone, meccanico con la barba da vichingo e le mani nere di olio, sistema una sedia come fosse un motore truccato. E dietro il bancone, Otello, che tutti chiamano «Calorifero» perché scalda l'anima con i suoi caffè bollenti.
Ma oggi non si parla di neve sul Mottarone o del prezzo del pane. Oggi il tema è la Supercoppa Italiana, quella che stasera parte con Napoli-Milan laggiù in Arabia Saudita, nel deserto, con la sabbia al posto dell'erba e i petrodollari al posto della passione. Domani Bologna-Inter, e poi la finale. Quattro squadre, un trofeo, e un sacco di milioni che piovono dal cielo come manna per sceicchi.
– Calorifero, accendi la tele che stasera c'è Napoli-Milan! – urla il Peppone, battendo il pugno sul tavolo come un pistone difettoso –. Ma perché la giocano nel deserto? I giocatori sudano già di loro, figurati con quaranta gradi!
Otello «Calorifero», asciugando un bicchiere con uno straccio che ha più storia della Juventus, sbuffa come una caldaia vecchia.
– Deserto? Mah! È come mandare un presepe in spiaggia. La Supercoppa italiana in Arabia... roba da matti! Una volta si giocava a San Siro con la nebbia, ora a Riad con i cammelli in tribuna. E i soldi? Milioni per tutti, tranne che per noi che paghiamo l'abbonamento. Io dico: portiamola qui a Briga, sul campo ghiacciato dietro la chiesa, almeno si scivola gratis!
El Poeta, versando un giro di grappa, butta lì una rima come fosse un assist:
– Nel deserto la palla rotola via, / tra sceicchi e petrolio, che malinconia! / Napoli e Milan, Bologna e Inter, / ma il vero trofeo è una grappa per vinter!
Tonino «il Termosifone» annota febbrilmente sul taccuino, borbottando come un radiatore che gorgoglia.
– Cronaca ufficiale: “Supercoppa esiliata tra le dune, come un esule con valigia di dollari”. È un circo ambulante! Napoli campione, Milan finalista perdente, Inter seconda, Bologna sorpresa... e tutti a giocare sotto le palme. Ma chi vince? Il caldo, sicuro. Immaginate Leao che corre con la sabbia nelle scarpe: sembra un fenicottero ubriaco! Nella mia cronaca del Bar Sport, dichiaro la Supercoppa colpevole di tradimento geografico. Punto e basta!
Il ragionier Gualtieri, aggiustandosi gli occhiali spessi come fondi di bottiglia, interviene con aria da commercialista.
– Tutti pazzi! I bilanci quadrano solo laggiù. Milioni su milioni, montepremi da capogiro. Ma il calcio italiano? Esiliato per soldi. È come vendere la nonna per un Rolex. Stasera Napoli-Milan: Conte contro Allegri, duello di teste calde. Ma nel deserto, chi vince beve acqua minerale, non champagne!
La Mirella, sorseggiando il bianchino con eleganza da regina del bar, scuote la testa.
– Mah, che assurdità! Giocare a dicembre nel deserto... i giocatori sembrano beduini con le scarpette. E le donne in tribuna? Almeno lì possono entrare, qui da noi ancora discutiamo se farle pagare il caffè. La Supercoppa dovrebbe stare in Italia, con la pioggia e il fango, non con i tappeti volanti!
Arriva un personaggio secondario, il Gigi «il Cammello», venditore ambulante di castagne che sostiene di aver portato Maradona in macchina una volta.
– Ohi, gente! Io ho visto i cammelli veri a Riad, in foto eh! La Supercoppa lì è come mettere il risotto in un kebab. Napoli-Milan stasera: gol di sabbia, rigori al tramonto. E domani Bologna-Inter: i felsinei contro i nerazzurri, come David contro Golia, ma Golia ha il condizionatore!
La discussione gira in tondo come un pallone nel deserto: il Peppone propone di boicottare la partita guardando solo il MotoGP, Tonino scrive un'epica intitolata “La Coppa delle Dune Perdute”, El Poeta rima che “il trofeo è d'oro, ma l'anima è di cartone”. Calorifero serve altri caffè, ridendo sottovoce, perché al Bar Sport le Supercoppe vanno e vengono, ma la grappa resta, il calcio resta, e le chiacchiere nonsense pure.
E così, a Briga Novarese, la vita continua: con la tele accesa su Italia 1 stasera alle venti, un occhio al deserto e l'altro al nostro bar eterno. Salute alla Supercoppa... ovunque sia!
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