Chiacchiera
Avatar Ombromanto
Ombromantolivello 9
31 Agosto 2025 - 4.438 visualizzazioni
« Mia moglie Manuela è morta all'ora di pranzo del 26 novembre del 2007. Aveva 45 anni.
Quel giorno era un lunedì, fino alle dieci della domenica era lucidissima. Io e i miei figli durante le ultime ore siamo stati nel letto con lei. L'abbracciavamo, l'accarezzavamo, le parlavamo di continuo. Porto dentro di me le sue ultime parole. Ma non riesco a dirle, a farle uscire. È troppo dura» .
«Si era ammalata sette anni prima. Allenavo il Venezia. Un nodulo a un seno. Sembrava routine. Operazione a Brescia. Meno di due anni dopo un problema a un linfonodo. Nuova operazione, parecchie metastasi, chemioterapia. Un disastro.
Durante l'ultima ricaduta che ha avuto, allenavo la Roma, Manuela voleva tornare a casa, così abbiamo fatto un patto, le ho detto che se le cure fossero state invasive sarei stato ogni minuto al suo fianco. Era lei la mia priorità. La sua vita era la mia vita. Così ho dato le mie dimissioni e sono tornato a Orzinuovi.
Molti si sono sorpresi, per me invece è stata una scelta naturale. Il calcio a volte ha paura della normalità» .
«Sono originario di Orzinuovi in provincia di Brescia, lì c'è la piazza Vittorio Emanuele, una bella piazza con i portici. Manuela l'ho conosciuta là, al bar, una domenica pomeriggio. Giocavo in B con la Cremonese, tornavo dalla partita
, avevo voglia di una cioccolata calda. Lei era con una sua amica, ci siamo soltanto guardati, ci siamo piaciuti subito. Il giorno dopo con una scusa sono andato a prenderla a scuola.
«Del calcio non mi piace l'esasperazione, le polemiche, i processi, l'arroganza, la stupidità, l'oblio. Quando giocavo io ci divertivamo di più, tra compagni di squadra ci si frequentava dopo le partite, gli allenamenti. Mischiavamo le nostre solitudini. Oggi i calciatori lo fanno molto di meno. Questo mondo ha dato lavoro a tanti, ma tanti si prendono troppo sul serio. Eppure fai un mestiere che ti piace, ti danno un sacco di soldi, sei un privilegiato. Vivi una vita che non è normale. Se ho una qualità è quella di saper scegliere i miei abiti mentali. Non posso assumere un modo di essere che non è il mio. Non riesco a fingere» .
"Da quando non alleno più sono tornato ad
Orzinuovi. Nella casa dei miei genitori che non ci sono più.
Da mio padre, che ho perso a 16 anni, ho imparato il rispetto per chi lavora, spero di averlo fatto mio. Da mia madre la fisicità dell'amore, il non vergognarsi di volere bene. Dimostrarlo con il cuore, la testa, le mani".
"Credo ci siano diversi tipi di amore. Quello per una donna, quello per i figli, quello per gli amici. Ho scoperto che molte persone hanno paura di amare, hanno paura di vivere l'amore. Perché in amore devi dare, devi essere altruista. Forse è più facile non amare. Siamo spesso prigionieri del nostro egoismo".
Cesare Prandelli.
Leggi tutto...
Vaccata