Chiacchiera
2 Agosto - 3.590 visualizzazioni
(Peppino De Filippo da "Una famiglia difficile", Marotta, Napoli 1976)
"Una delle volte che mi recai a casa sua, alcuni anni fa, mi espresse il desiderio di venire a visitare la mia villetta sulla Nomentana, e dopo pochi giorni ci riunimmo nella mia casa. Dopo colazione andammo a sorbire una tazzina di caffè in giardino. Ad un certo punto, passeggiando, portò la mano destra sugli occhi e tenendola curva a schermo contro il sole il cui riverbero troppo forte non gli faceva ben distinguere qualcosa che aveva attirato la sua attenzione, fissò un punto e disse: «Che c'è là? ». « È il cimitero dei miei cani », risposi. Si fermò all'istante. Guardò meglio, chiuse ancora meglio la mano sull'occhio destro a guisa di cannocchiale per meglio diaframmare la vista (quel poco di vista che gli era rimasta) e lesse, lentamente decifrando ogni parola, una scritta, composta da me, scolpita su una delle dodici lapidette: « Tanto ti fui fedele o mio padrone / tanto t'ho amato e t'ho voluto bene / che son felice in questa eterna cuccia / come a dormir tra le tue care braccia ». Finito di leggere si girò verso di me e tendendomi le braccia disse: « Damme nu bacio... m'è fatto chiagnere! ». Mi baciò. Ricambiai il gesto senza immaginare che quell'abbraccio caro ed affettuoso tra noi due sarebbe stato l'ultimo. "
"Una delle volte che mi recai a casa sua, alcuni anni fa, mi espresse il desiderio di venire a visitare la mia villetta sulla Nomentana, e dopo pochi giorni ci riunimmo nella mia casa. Dopo colazione andammo a sorbire una tazzina di caffè in giardino. Ad un certo punto, passeggiando, portò la mano destra sugli occhi e tenendola curva a schermo contro il sole il cui riverbero troppo forte non gli faceva ben distinguere qualcosa che aveva attirato la sua attenzione, fissò un punto e disse: «Che c'è là? ». « È il cimitero dei miei cani », risposi. Si fermò all'istante. Guardò meglio, chiuse ancora meglio la mano sull'occhio destro a guisa di cannocchiale per meglio diaframmare la vista (quel poco di vista che gli era rimasta) e lesse, lentamente decifrando ogni parola, una scritta, composta da me, scolpita su una delle dodici lapidette: « Tanto ti fui fedele o mio padrone / tanto t'ho amato e t'ho voluto bene / che son felice in questa eterna cuccia / come a dormir tra le tue care braccia ». Finito di leggere si girò verso di me e tendendomi le braccia disse: « Damme nu bacio... m'è fatto chiagnere! ». Mi baciò. Ricambiai il gesto senza immaginare che quell'abbraccio caro ed affettuoso tra noi due sarebbe stato l'ultimo. "
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mitocondrio: Aggiungungereii anche Eduardo nella triade...immensi...
1
2 Agosto alle ore 11:37 · Ti stimo · Rispondi

Barbyturiko: Non c'è ne sono più di così, galantuomini e sinceri...
3
2 Agosto alle ore 11:38 · Ti stimo · Rispondi

Mandy: Stavo parlando poco fa con mia figlia che mi ha detto -delle persone che non amano gli animali non mi fido, ogni volta che so di qualcuno che non li sopporta poi si rivelano persone cattive e poco empatiche .
3
2 Agosto alle ore 11:45 · Ti stimo · Rispondi