Chiacchiera
26 Luglio - 2.522 visualizzazioni
La mattina dell'11 settembre 2001, Michael Hingson era al lavoro al 78° piano della Torre Nord del World Trade Center. Cieco dalla nascita, non poteva vedere le fiamme, né i detriti che cadevano intorno all'edificio, ma percepì chiaramente le vibrazioni sotto i suoi piedi e il caos crescente che lo circondava.
Accanto a lui c'era Roselle, la sua cagna guida, che in quel momento si stava svegliando da un pisolino. Nonostante la confusione, il rumore, l'odore acre del fumo e del carburante, Roselle rimase calma, senza alcun segno di paura. E fu proprio quella calma che diede a Michael la certezza: avevano ancora una possibilità di salvarsi.
Così, con Roselle in testa, iniziarono la discesa. 1.463 gradini, percorsi nel buio, tra fumo denso, odore di cherosene, grida, panico e persone ferite. A un certo punto, un collega si fermò, sconvolto, e disse: “Non ce la faremo.”
Michael, con voce pacata, rispose: “Se io e Roselle possiamo farcela, allora puoi farcela anche tu. Roselle non si è mai fermata.”
Continuarono a scendere, passo dopo passo, incrociando i vigili del fuoco che salivano, coraggiosi, verso i piani superiori. Molti di loro non sarebbero mai tornati. Michael e Roselle, invece, riuscirono a raggiungere l'atrio pochi minuti prima del crollo della torre.
All'esterno, il mondo era irriconoscibile: una nuvola di polvere avvolgeva tutto, rendendo quasi impossibile vedere. Per la prima volta, tutti erano ciechi. Ma Michael, che aveva vissuto tutta la vita senza la vista, sapeva come muoversi in un mondo senza immagini.
Guidato da Roselle, si fece strada tra le macerie, i detriti e il fumo, finché lei si fermò di colpo, segnalando la presenza di una scalinata che portava all'aria aperta e, finalmente, alla salvezza.
Quel giorno, Roselle salvò la vita del suo padrone cieco.
Eppure, ancora oggi, poche persone comprendono davvero il valore profondo e silenzioso di un cane.
Accanto a lui c'era Roselle, la sua cagna guida, che in quel momento si stava svegliando da un pisolino. Nonostante la confusione, il rumore, l'odore acre del fumo e del carburante, Roselle rimase calma, senza alcun segno di paura. E fu proprio quella calma che diede a Michael la certezza: avevano ancora una possibilità di salvarsi.
Così, con Roselle in testa, iniziarono la discesa. 1.463 gradini, percorsi nel buio, tra fumo denso, odore di cherosene, grida, panico e persone ferite. A un certo punto, un collega si fermò, sconvolto, e disse: “Non ce la faremo.”
Michael, con voce pacata, rispose: “Se io e Roselle possiamo farcela, allora puoi farcela anche tu. Roselle non si è mai fermata.”
Continuarono a scendere, passo dopo passo, incrociando i vigili del fuoco che salivano, coraggiosi, verso i piani superiori. Molti di loro non sarebbero mai tornati. Michael e Roselle, invece, riuscirono a raggiungere l'atrio pochi minuti prima del crollo della torre.
All'esterno, il mondo era irriconoscibile: una nuvola di polvere avvolgeva tutto, rendendo quasi impossibile vedere. Per la prima volta, tutti erano ciechi. Ma Michael, che aveva vissuto tutta la vita senza la vista, sapeva come muoversi in un mondo senza immagini.
Guidato da Roselle, si fece strada tra le macerie, i detriti e il fumo, finché lei si fermò di colpo, segnalando la presenza di una scalinata che portava all'aria aperta e, finalmente, alla salvezza.
Quel giorno, Roselle salvò la vita del suo padrone cieco.
Eppure, ancora oggi, poche persone comprendono davvero il valore profondo e silenzioso di un cane.
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