Post commentati da Ombromanto
Bestiaccia
16 Febbraio - 2.706 visualizzazioni Alle 2:28 del mattino, su una strada ghiacciata del Manitoba, una telecamera ha ripreso una scena che ha fatto il giro del mondo: un cane fermo nello stesso punto da ore, sotto una neve che non cadeva — colpiva.
Le auto passavano.
Clacson.
I fari tagliavano la notte.
Il freddo stringeva tutto.
Ma lui non si muoveva.
Quando gli agenti si sono avvicinati, hanno capito perché.
Sotto il suo corpo, protetto dal suo calore, c'era un cucciolo minuscolo che stava lottando contro il gelo.
Il cane adulto non ha abbaiato.
Non ha reagito.
Non è scappato.
Ha fatto la cosa più difficile che esista quando tutto diventa ostile:
è rimasto.
È rimasto finché qualcuno non è arrivato.
Finché il piccolo non è stato al sicuro.
Solo allora ha accettato di muoversi anche lui.
Non sappiamo se gli animali chiamino questo “amore”.
Ma sappiamo che noi, esseri umani, lo chiamiamo così quando qualcuno sceglie di non andarsene nel momento più duro.
E questo riguarda anche noi.
Nelle aziende.
Nelle famiglie.
Nelle comunità.
Le persone non ricordano chi era più brillante.
Ricordano chi è rimasto quando tutto stava crollando.
La vera affidabilità non è rumore.
È presenza.
La vera lealtà non è dichiarata.
È dimostrata.
La vera leadership, spesso, è semplicemente questo:
restare quando sarebbe più facile andare via.
Oggi fermiamoci un attimo.
Chi è rimasto per te quando ne avevi bisogno?
E per chi stai restando tu, adesso?
Il mondo — e il lavoro — hanno bisogno di più persone così.Leggi tutto...
Meme Disegnato
17 Febbraio - 2.885 visualizzazioni
Chiacchiera
8 Febbraio - 3.143 visualizzazioni Non metterti contro qualcuno che ha più di 50 anni. Sul serio! Non sono solo un'altra generazione sono veri sopravvissuti. Duri come il pane raffermo, rapidi come la ciabatta della nonna quella che volava con precisione chirurgica.
A 5 anni capivano l'umore della madre dal rumore del coperchio della pentola.
A 7 avevano già le chiavi di casa e istruzioni chiare «C'è da mangiare in frigo scalda e non sporcare».
A 9 cucinavano la pasta ai fratelli più piccoli.
A 10 sapevano chiudere il contatore dell'acqua e del gas.
Passavano intere giornate fuori senza telefono, con un programma preciso: altalene, campetto, bici, rientro quando faceva buio.
Le ginocchia, piene di croste e cicatrici, erano mappe viventi di avventure.
E sono sopravvissuti.
Le ferite si curavano con la saliva o una foglia di fico. E se ti lamentavi, la risposta era: "Se non sanguina, non è niente"
Mangiavano pane e zucchero, o pane e olio.
Bevevano dall'acqua del tubo in giardino, con un sistema immunitario che oggi potrebbe tenere una lezione a chiunque.
Se avevano allergie, nessuno se ne accorgeva.
Sanno togliere macchie d'erba, sugo, inchiostro o ruggine, perché da casa non si usciva vestiti male, neanche per giocare.
E poi… hanno visto e vissuto cose che oggi sembrano preistoria: radio con manopole enormi, TV in bianco e nero, giradischi e vinili, mangianastri e cassette, il Walkman e i CD…
e ora ascoltano migliaia di brani dallo smartphone, ma rimpiangono ancora il rumore della cassetta riavvolta con la penna.
Con la patente appena presa attraversavano l'Italia in una Fiat 127,
senza aria condizionata, senza hotel, senza GPS.
Solo una cartina dell'ACI e un panino avvolto nella carta stagnola.
E arrivavano sempre a destinazione.
Niente Google Translate, bastava un sorriso e due parole in dialetto.
Sono l'ultima generazione cresciuta senza internet,
senza power bank,
senza l'ansia del 2% di batteria.
Ricordano il telefono a disco nel corridoio,
i quaderni delle ricette scritti a mano,
i compleanni segnati sul calendario in cucina.
Loro:
– aggiustano tutto con nastro adesivo, una graffetta o una molletta,
– avevano un solo canale TV (poi due) e non si annoiavano mai,
– “sfogliavano” l'elenco telefonico, non le notifiche,
– e una chiamata persa voleva dire solo: «Ti stavo pensando».
Sono diversi.
Hanno una sorta di amianto emotivo,
un sistema immunitario temprato dal freddo, dalla strada e da poco zucchero, e riflessi da ninja urbani.
Non metterti contro un cinquantenne o un sessantenne.
Ha visto più cose di te, ha vissuto più a fondo.
E ha ancora una caramella alla menta in tasca, tenuta lì «per ogni evenienza».
Sono sopravvissuti a infanzie senza seggiolini, senza caschi, senza crema solare.
A scuole senza LIM, senza computer, con solo un libro nello zaino.
Ad adolescenze senza social, senza filtri, senza selfie.
Non hanno bisogno di cercare risposte online: si fidano dell'istinto.
E hanno più ricordi di quanti file tu abbia nel cloud.Leggi tutto...
Chiacchiera
8 Febbraio - 3.657 visualizzazioni Ammvedi!?
Satira
8 Febbraio - 3.706 visualizzazioni AJEJE di nome....BRAZORF di cognome....😜😜😜😜
Satira
5 Febbraio - 3.527 visualizzazioni
Vaccata
5 Febbraio - 3.634 visualizzazioni
Vaccata
4 Febbraio - 4.176 visualizzazioni
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