Post commentati da Bugodelsugo
Chiacchiera
ieri alle ore 16:17 - 5.204 visualizzazioni Per come la vedo
io (sunto dei quotidiani odierni rielaborati da me)
L'illusione ottica della democrazia rappresentativa ha un nome preciso: si chiama cortocircuito della sovranità teorica, quel bizzarro meccanismo per cui si va alle urne per eleggere chi, il giorno dopo, ti spiegherà gentilmente che hai torto marcio.
A ricordarcelo con la grazia istituzionale di un carro armato ci ha pensato Guido Crosetto, che il 18 novembre 2026 ha spiegato alla BBC una verità lapalissiana per i palazzi del potere ma indigesta per il volgo: «Non si può cedere all'opinione pubblica quando si è convinti che l'opinione pubblica si sbagli». Ecco scolpito il manifesto del perfetto tecnocrate in doppiopetto: il popolo è sovrano finché vota la scheda giusta, ignorante e fuorviato non appena si azzarda a dissentire sulla bollettistica di guerra.
I numeri del disastro, del resto, non lasciano spazio a interpretazioni poetiche. A fronte del 18% di irriducibili del carosello armato rilevato dall'Istituto Ixè nel settembre 2026, il restante 82% del Paese si distribuisce tra chi vuole fermare le armi, chi invoca trattative a ogni costo e chi semplicemente vorrebbe occuparsi dei propri guai interni. Ma per i nostri illuminati governanti la diagnosi è semplice: gli italiani non soffrono di un legittimo scetticismo strategico, no; sono soltanto vittime ingenue della propaganda russa. Un capolavoro di superbia analitica che trasforma il muratore, il pensionato o l'impiegato preoccupato per le bollette in una quinta colonna del Cremlino.
La cosa più divertente di questa piccola commedia degli equivoci è che la fronda anti-armi attraversa persino i salotti della maggioranza. Tra gli elettori di Fratelli d'Italia, appena il 21% benediceva le forniture militari, mentre tra i leghisti la percentuale sprofondava al ridicolo 7%. In pratica, il governo che decide di tirare dritto incurante del mondo intero sta portando avanti una linea che persino la sua base elettorale guarda con il sospetto riservato ai venditori di pentole. Ma che importa? C'è una cornice legislativa, la provvidenziale legge del febbraio 2026 che blinda i pacchetti di aiuti in un regime di rigoroso segreto interministeriale, così nessuno si disturba a fare domande scomode in Parlamento prima del voto del 2027.
E poi c'è il capolavoro della realpolitik strategica confessata dal ministro a microfoni accesi: l'Ucraina non potrà mai vincere la guerra, l'obiettivo è solo farla sopravvivere per arrivare a un tavolo. Tradotto in italiano corrente: si continua a sparare a oltranza in nome di uno stallo perenne, senza uno straccio di indicatore di successo, senza una scadenza e con la ferma convinzione che chiunque osi chiedere il conto stia facendo il gioco del nemico.
Alla fine, la pantomima della democrazia si riduce a questo: i cittadini hanno il sacrosanto diritto di votare, dovere di pagare le tasse e di starsene buoni a guardare mentre chi governa decide per il loro bene, spiegando loro che la democrazia è magnifica finché non interferisce con le decisioni già prese.Leggi tutto...
Satira
ieri alle ore 18:39 - 3.714 visualizzazioni Ancora un po' di Satira politica a bocce ferme, essendo finita la querelle dell'inaugurazione del Salone Nautico genovese... ecco il retroscena che spiega tutto 😁
Vaccata
21 Ottobre - 3.519 visualizzazioni Mi scuserà Barbyturico se anch'io cito Totò.
IN TEMPI DI CRISI LE PERSONE INTELLIGENTI CERCANO SOLUZIONI.
GLI IMBECILLI CERCANO COLPEVOLI.
Vaccata
21 Ottobre - 3.693 visualizzazioni Stamattina ho guardato un video di Travaglio dove sostiene che il malessere giovanile, sfociato nelle manifestazioni violente, è figlio del comportamento del Governo che destina fondi alla Difesa e non alle scuole.
Nelle manifestazioni c'erano molti ragazzini, anche 12enni.
Adesso, secondo Voi, questi ragazzini di12/13/14 anni hanno studiato la finanziaria e non sono d'accordo con la politica estera ed economica del Governo, o sono solamente delle teste di merda che andrebbero punite severamente senza "se" e senza "ma"?!?!
Vaccata
21 Ottobre - 4.048 visualizzazioni Quale fantasia?
Nel ‘68 andava di moda uno slogan: “La fantasia al potere” o forse era: “Potere alla fantasia”. Le due frasi nascondono due significati diversi e usare l'una al posto dell'altra nasconde un diverso pensiero.
Oggi abbiamo veramente la fantasia al potere e, da quel che vediamo, è evidente che non avevamo molta fantasia.
Il governo che, bendato di fronte ai problemi reali, si occupa della campagna elettorale, è la dimostrazione che non solo il potere è cieco ma anche che il gregge dei governati è in palese stato di allucinazione. Questa allucinazione spinge alcuni ad affidarsi scaramanticamente alla fantasia delle suggestioni ideologiche, sganciata dai fatti; altri ad alzare il livello della protesta contro il calo delle aspettative; altri ad invocare un potere corazzato che imponga un ordine del tutto soggettivo; altri a spaccare roba a caso per lenire la frustrazione.
Le crisi economiche non sono più scaturite da catastrofi naturali, sono oggi generate dall'azione dell'uomo sulla natura, dell'uomo sui meccanismi umani, dell'uomo sull'uomo.
Il capitalismo non governato, non ragionato, non guidato dal necessario slancio umanista, causa povertà; una povertà di pensiero prima ancora che una povertà di mezzi.
Il capitalismo ha imposto una visione commerciale del mondo, una visione secondo la quale ciò che non rientra nel flusso del dare e avere è inutile. Riassumo il concetto non con la frase di un filosofo ma con una frase di un poeta negli anni ‘70, Edoardo Bennato: “… Stai attento, ti fanno fuori dal gioco se non hai niente da offrire al mercato”.
Il potere non si è accorto che sta facendo fuori dal gioco moltitudini sempre più grosse le quali, prive di divinità sedative e di sfrenati circenses, stanno per riversarsi sulle strade nei modi indisciplinati che il capitalismo ha creato.
Le grandi manifestazioni degli anni ‘70 erano organizzate e gestite da grossi partiti e sindacati molto radicati sul territorio, che avevano organizzazioni potenti e alti livelli di protezione, sistemi di sicurezza che isolavano i violenti e che non permettevano che una manifestazione degenerasse. I servizi segreti del potere e la polizia capitalista, oltre a proteggere i ricchi, provvedeva a far degenerare le manifestazioni, ma ci riusciva a fatica. Oggi le manifestazioni degenerano da sole, perché sono organizzate in chat da minuscoli gruppetti di ragazzi che, come avviene sulla rete, non possono avere nessun controllo su quel che succede.
Il potere si piega solo a chi può inceppare il meccanismo del capitalismo, a chi può interrompere l'arrivo delle merci al supermercato, a chi può rovinare il già disastrato comparto dei trasporti, a chi può sospendere la fabbricazione di elementi cruciali. I ragazzi che spaccano le vetrine possono solo spaccare le vetrine e spesso a farne le spese sono i lavoratori delle attività imprigionati in quelle vetrine. Le vetrine spaccate, per il governo, sono solo coriandoli con cui festeggiare un futuro repressivo benedetto dai codardi.
Di fronte a questa crisi, generata se vogliamo da un pazzo che governa in America e a cui tutti leccavano il culo, le lagne del popolo servono innanzitutto a spostare il fuoco del dibattito dalle ingiustizie del capitalismo sovranazionale all'ingiustizia di non avere soldi per il riscaldamento dell'inverno dopo essersi sputtanati tutto per il raffreddamento dell'estate.
Il popolo vuole continuare a sperperare, è questa la nuova povertà e tutti quelli che ridono in faccia alla teoria secondo la quale il problema è la crescita e la risposta è la decrescita, ora fanno la voce grossa per l'ennesima strage capitalistica.
I governi europei, dal più fascista fino a Sanchez, rispondono alle proteste rumorose con sordi manganelli.
Io sono a fianco della sofferenza di chi protesta, ma non sono a fianco della loro idea del mondo; perché la loro idea del mondo è la stessa di Trump, è l'idea di un mondo in cui bisogna stare bene e consumare di più. Ma stare bene chi? Se è lo stesso impianto capitalistico a stabilire che per stare bene tu bisogna che qualcuno stia male?
I nuovi poteri sperano di tenere a bada i miserabili senza il potente anestetico della religione. Non sarà facile. Non basta più la favoletta di Menenio Agrippa, secondo la quale i ricchi sono lo stomaco e i lavoratori sono le braccia e se si ferma lo stomaco, le braccia muoiono. Non basta più perché le braccia, le quali fino a ieri se ne sono fottute del buco del culo, oggi si sentono sempre più deboli e vedono lo stomaco sempre più grasso. E il buco del culo sta diventando una massa di miserabili senza patria che si riversa sulle strade del mondo.
Non ci sono ricette per questa crisi, passerà e qualcuno ci si sarà pure arricchito, il capitalismo va curato quando è sano.
Possiamo cercare il capro espiatorio di turno e mandarlo a morire nel deserto, ma spesso capita che la colpa è di tutti e il capro è innocente.Leggi tutto...
Chiacchiera
21 Ottobre - 7.011 visualizzazioni Vaccata
21 Ottobre - 3.173 visualizzazioni
Vaccata
21 Ottobre - 3.794 visualizzazioni WW LA FRANCE
altro che stare fuori la Questura preoccupati che i loro figlioletti non hanno mangiato.

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Se gentilmente vorresti enunciare il sunto del post, giusto per far capire all'unico che non ha capito.
In una situazione "democratica" si sarebbe dovuto tornare a votare ma tent'è.
Mai con la Lega, Mai con il PD e poi prima con uno e poi con l'altro .... giusto per coerenza dei 5Stelle
Il caso di Berlusconi fu volutamente provocato,ormai non è mistero da anni. Scelsero il periodo adatto con grande quantità in scadenza di titoli di stato e su questo fatto altri paesi detentori di debito pubblico italiano vendettero i miliardi in loro portafoglio. Sia sottoforma di titoli al portatore che di fondi di investimento.
Quando vendi grandi quantitativi di denaro di conseguenza lo svaluti, in questo caso di conseguenza svaluti il rating dell'emittente cioè l'Italia, è ciò che hanno voluto fare sia per eliminare politicamente Berlusconi sia per riacquistare in seguito a prezzi più bassi del nominale gli stessi titoli. A tal proposito li aiutò Monti che durante il suo mandato il lo spread rimase a valori elevati di conseguenza il valore dei titoli di stato bassi.
Riguardo alla politica estera pensavo di aver espresso succintamente il concetto con la frase di Draghi prima delle sue dimissioni. "L'Italia va avanti con il pilota automatico" detto da un finanziere internazionale non riguarda tanto la politica interna quanto proprio quella estera.
Se ricordi una volta insediata la Meloni si gridò anche al parlamento europeo allarme fascismo, la paura era l'uscita dell'Italia dall'UE. A tal proposito si mosse il solito Draghi a tranqulizzare la Ursula e tutti gli europeidi. La Ursula è solo una portavoce