Chiacchiera
18 Giugno - 2.451 visualizzazioni
Oggi sentiamo spesso il nome Kramatorsk, città ucraina sul fronte del Donbass, ma questa città è tristemente nota per un altro fatto grave ma poco noto, che accadde negli anni '80 in piena era sovietica. Nel 1979 una piccola capsula di Cesio 137 fortemente radioattiva (lo stesso isotopo di Cernobyl per intenderci) usata per un rilevatore industriale venne smarrita in una cava di ghiaia nei dintorni. Nonostante le ricerche non venne ritrovata. Finì impastata con ghiaia e cemento per produrre dei pannelli con i quali si costruivano i grigi palazzoni dell'epoca. E qualche anno dopo finì in un muro dell'appartamento 85 di un palazzone di Kramatorsk. In quell'appartamento 85 nel 1980 morirono di leucemia una ragazza di 18 anni, il fratello di 16 e la madre. L'appartamento, rimasto vuoto, venne assegnato ad un'altra famiglia e in poco tempo il figlio adolescente morì di leucemia. Il padre fece il diavolo a 4 e finalmente le autorità inviarono dei tecnici a investigare, anche perché nel frattempo 17 altre persone furono gravemente contaminate dalle radiazioni prima di scoprire e rimuovere la causa della radioattività. Queste persone assorbirono una quantità di radiazioni gamma folli: il tecnico che entrò in quella stanza misurò 1800 Roentgen / anno, oltre 200 volte il limite di sicurezza. Naturalmente tutto venne insabbiato in puro stile sovietico per riemergere dopo 40 anni.
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