Chiacchiera
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Altro che grande statista. La sinistra italiana ha costruito un mito di cartapesta attorno a Giuseppe Conte, spacciandolo per il leader che contava in Europa, per il professore autorevole che dettava l'agenda a Bruxelles. La realtà, raccontata da Jean-Claude Juncker, è impietosa e umiliante: in Europa non lo prendeva sul serio nessuno.
Si presentava come professore di diritto internazionale e gli altri leader lo deridevano alle spalle. Löfven si presentava come idraulico, Borisov come pompiere, solo per prenderlo in giro. Questa è l'influenza che la sinistra celebrava: diventare lo zimbello dei vertici europei.
È la cifra di tutta la sinistra: venera in Italia chi all'estero viene sbeffeggiato, confonde la posa con la competenza, il titolo accademico con l'autorevolezza. Hanno trasformato l'inadeguatezza in narrazione eroica, l'imbarazzo internazionale in trionfo mediatico. Mentre l'Italia affondava, loro applaudivano un premier che in Europa faceva ridere.
Si presentava come professore di diritto internazionale e gli altri leader lo deridevano alle spalle. Löfven si presentava come idraulico, Borisov come pompiere, solo per prenderlo in giro. Questa è l'influenza che la sinistra celebrava: diventare lo zimbello dei vertici europei.
È la cifra di tutta la sinistra: venera in Italia chi all'estero viene sbeffeggiato, confonde la posa con la competenza, il titolo accademico con l'autorevolezza. Hanno trasformato l'inadeguatezza in narrazione eroica, l'imbarazzo internazionale in trionfo mediatico. Mentre l'Italia affondava, loro applaudivano un premier che in Europa faceva ridere.

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