Chiacchiera
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oliverlivello 13
25 Ottobre - 3.773 visualizzazioni
Come dargli torto ?

"Ho seguito lo scontro tra Bruno Vespa e Sabrina Brizzola, rappresentante dell'Unione degli Universitari, e devo dire che al di là dei toni utilizzati dal giornalista, una domanda mi viene spontanea: ma prima di andare in televisione a denunciare una situazione disastrosa, non sarebbe opportuno conoscere almeno i numeri?
Ammetto che neanche io avessi una conoscenza approfondita in materia ma è stato sufficiente ricercare un pó nei siti giusti per ricostruire le situazioni reali e non le narrazioni.
Si parla di abbandono scolastico come se l'Italia fosse tra i peggiori Paesi europei. Peccato che nel 2025 il nostro tasso sia sceso all'8,2%, contro una media europea del 9,1%.
Si denunciano le carenze delle borse di studio. Bene, nell'anno accademico 2023/2024, su 285.337 studenti idonei, ben 278.810 hanno ottenuto la borsa. Il 97,7%.
Non è il 100%, certamente, e bisogna lavorare affinché nessuno degli aventi diritto rimanga escluso. Ma raccontare questi numeri come il fallimento totale del diritto allo studio mi sembra francamente una forzatura.
E le tasse universitarie? Negli atenei statali esiste una no tax area fino a 22.000 euro di ISEE e nel 2023/2024 il 37,7% degli studenti era totalmente esonerato dai contributi.
Quasi quattro studenti su dieci.
Poi c'è il problema degli
affitti, che esiste eccome. Ma anche qui vorrei fare una riflessione. Il diritto allo studio deve garantire opportunità concrete, soprattutto a chi ha meno possibilità economiche. Non può però significare automaticamente il diritto a vivere in qualsiasi città, a qualsiasi costo e in qualsiasi zona.
Scegliere un'università, valutare le proprie disponibilità economiche, considerare sedi alternative o soluzioni abitative meno costose fa parte delle scelte che tante famiglie italiane affrontano ogni giorno.
Quello che mi infastidisce è vedere problemi reali trasformati troppo spesso in slogan politici, senza riconoscere ciò che già funziona e senza proporre soluzioni realistiche.
E mi domando quanto ci sia di autentica rivendicazione studentesca e quanto invece di una contestazione politica che utilizza gli studenti come megafono.
Manifestare è un diritto sacrosanto. Ma conoscere i fatti dovrebbe essere il punto di partenza.
Perché protestare per migliorare qualcosa è una cosa. Raccontare che non funziona nulla, ignorando deliberatamente i numeri, è tutt'altra."
Adriano Profumo
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Vaccata