Chiacchiera
oggi alle ore 14:53 - 994 visualizzazioni
"9 DOMANDE"
Sceneggiatura di una seduta psicologica in nove domande.
Un uomo di sessant'anni. Una stanza silenziosa. Una finestra socchiusa lascia entrare il rumore lontano della città. Sul tavolino, due bicchieri d'acqua. L'uomo è seduto con le mani intrecciate, lo sguardo rivolto verso il pavimento. Lo psicologo non ha fretta. Sa che certe risposte arrivano soltanto quando si smette di cercarle.
PERSONAGGI
• PSICOLOGO, circa cinquant'anni, voce calma, sguardo attento.
• GIULIO, sessant'anni, un uomo che ha conosciuto l'amore, la felicità, gli errori e le occasioni perdute. Oggi vive una vita che non riconosce più come propria.
SCENA I — IL TEMPO CHE RESTA
Lo psicologo sistema il taccuino sulle ginocchia. Giulio si sfrega lentamente il pollice contro la fede che porta al dito, ormai troppo larga.
PSICOLOGO: Giulio, oggi vorrei farle nove domande. Non ci sono risposte giuste, né risposte sbagliate. Non deve dimostrarmi niente. Vorrei soltanto che provasse a essere sincero, anche quando la sincerità fa male.
GIULIO: A sessant'anni si diventa bravi a raccontare le cose come si sarebbe voluto che fossero. È molto più difficile raccontarle come sono andate davvero.
PSICOLOGO: Allora, per una volta, proviamo a non raccontarci storie.
Giulio annuisce. Per qualche secondo si sente soltanto il ticchettio dell'orologio.
DOMANDA 1
PSICOLOGO: Se ti restasse solo un giorno da vivere, lo diresti a qualcuno? A chi?
GIULIO: Sì. Credo di sì.
Si interrompe, come se avesse risposto troppo in fretta.
GIULIO: Lo direi a mia figlia. Ha trentadue anni. Ci sentiamo la domenica, quando capita. Mi racconta del lavoro, dei suoi viaggi, delle persone che frequenta. Io le chiedo sempre se mangia abbastanza, se dorme, se ha bisogno di soldi. Le faccio domande da padre, quelle che non rischiano di aprire nessuna porta.
PSICOLOGO: E se avessi soltanto quel giorno?
GIULIO: Le direi che ho paura. Che non sono così forte come ho sempre cercato di sembrare. Le direi che quando era piccola e mi correva incontro, io mi sentivo l'uomo più fortunato del mondo. E che, crescendo, ho cominciato a esserci sempre meno, anche quando ero fisicamente accanto a lei.
Si passa una mano sul viso.
GIULIO: Le direi che mi dispiace per tutte le volte in cui mi ha chiesto di giocare e io le ho risposto: «Dopo, amore, adesso papà deve lavorare». Quel dopo è diventato un anno, poi dieci. Poi lei ha smesso di chiedermelo.
PSICOLOGO: C'è qualcun altro?
GIULIO: Mia moglie.
Il silenzio si allunga.
GIULIO: Anche se non so se saprei dirglielo guardandola negli occhi. Viviamo ancora nella stessa casa, ma da qualche tempo ci muoviamo come due persone che condividono un indirizzo, non una vita.
PSICOLOGO: Che cosa vorresti dirle?
GIULIO: Che mi manca. E che mi manca anche la persona che ero quando lei mi guardava come se fossi speciale.
Abbassa gli occhi sulla fede.
GIULIO: Forse, se mi restasse un solo giorno, troverei finalmente il coraggio di dire le cose che ho passato una vita a rimandare.
PSICOLOGO: E perché aspettare di avere un solo giorno?
Giulio non risponde.
..............
Sceneggiatura di una seduta psicologica in nove domande.
Un uomo di sessant'anni. Una stanza silenziosa. Una finestra socchiusa lascia entrare il rumore lontano della città. Sul tavolino, due bicchieri d'acqua. L'uomo è seduto con le mani intrecciate, lo sguardo rivolto verso il pavimento. Lo psicologo non ha fretta. Sa che certe risposte arrivano soltanto quando si smette di cercarle.
PERSONAGGI
• PSICOLOGO, circa cinquant'anni, voce calma, sguardo attento.
• GIULIO, sessant'anni, un uomo che ha conosciuto l'amore, la felicità, gli errori e le occasioni perdute. Oggi vive una vita che non riconosce più come propria.
SCENA I — IL TEMPO CHE RESTA
Lo psicologo sistema il taccuino sulle ginocchia. Giulio si sfrega lentamente il pollice contro la fede che porta al dito, ormai troppo larga.
PSICOLOGO: Giulio, oggi vorrei farle nove domande. Non ci sono risposte giuste, né risposte sbagliate. Non deve dimostrarmi niente. Vorrei soltanto che provasse a essere sincero, anche quando la sincerità fa male.
GIULIO: A sessant'anni si diventa bravi a raccontare le cose come si sarebbe voluto che fossero. È molto più difficile raccontarle come sono andate davvero.
PSICOLOGO: Allora, per una volta, proviamo a non raccontarci storie.
Giulio annuisce. Per qualche secondo si sente soltanto il ticchettio dell'orologio.
DOMANDA 1
PSICOLOGO: Se ti restasse solo un giorno da vivere, lo diresti a qualcuno? A chi?
GIULIO: Sì. Credo di sì.
Si interrompe, come se avesse risposto troppo in fretta.
GIULIO: Lo direi a mia figlia. Ha trentadue anni. Ci sentiamo la domenica, quando capita. Mi racconta del lavoro, dei suoi viaggi, delle persone che frequenta. Io le chiedo sempre se mangia abbastanza, se dorme, se ha bisogno di soldi. Le faccio domande da padre, quelle che non rischiano di aprire nessuna porta.
PSICOLOGO: E se avessi soltanto quel giorno?
GIULIO: Le direi che ho paura. Che non sono così forte come ho sempre cercato di sembrare. Le direi che quando era piccola e mi correva incontro, io mi sentivo l'uomo più fortunato del mondo. E che, crescendo, ho cominciato a esserci sempre meno, anche quando ero fisicamente accanto a lei.
Si passa una mano sul viso.
GIULIO: Le direi che mi dispiace per tutte le volte in cui mi ha chiesto di giocare e io le ho risposto: «Dopo, amore, adesso papà deve lavorare». Quel dopo è diventato un anno, poi dieci. Poi lei ha smesso di chiedermelo.
PSICOLOGO: C'è qualcun altro?
GIULIO: Mia moglie.
Il silenzio si allunga.
GIULIO: Anche se non so se saprei dirglielo guardandola negli occhi. Viviamo ancora nella stessa casa, ma da qualche tempo ci muoviamo come due persone che condividono un indirizzo, non una vita.
PSICOLOGO: Che cosa vorresti dirle?
GIULIO: Che mi manca. E che mi manca anche la persona che ero quando lei mi guardava come se fossi speciale.
Abbassa gli occhi sulla fede.
GIULIO: Forse, se mi restasse un solo giorno, troverei finalmente il coraggio di dire le cose che ho passato una vita a rimandare.
PSICOLOGO: E perché aspettare di avere un solo giorno?
Giulio non risponde.
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