Chiacchiera
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oliverlivello 13
oggi alle ore 14:46 - 2.860 visualizzazioni
Meditate gente, meditate!

Nelle ultime settimane Bologna è finita nell'occhio del ciclone per un'inchiesta di "Quarta Repubblica" che mette in imbarazzo il sindaco Matteo Lepore e, ancora di più, il vicesindaco Emily Clancy, per i rapporti ambigui tra Comune e centro sociale Làbas.
I fatti, secondo la ricostruzione circolata sui media locali, sono questi: per l'assegnazione dell'ex sede di quartiere in vicolo Bolognetti è stato indetto un bando, a cui hanno partecipato diverse associazioni. Ha vinto la cordata "Nata per sciogliersi", dietro cui si riconosce Làbas, che ha ottenuto più punti anche alla voce "precedenti esperienze di gestione continuativa e virtuosa di immobili comunali per finalità sociali e culturali".
Un centro sociale che ha occupato spazi senza titolo ha così vinto un bando che premiava proprio l'esperienza virtuosa nella gestione di immobili pubblici.
Come può un bando premiare un soggetto che, ogni tre per due, scende in piazza in conflitto con le forze dell'ordine e occupa edifici pubblici? Come può il Comune continuare a sostenere realtà che, secondo le accuse riportate, avrebbero accumulato arretrati fino a 36 mila euro per bollette e utenze?
A creare ulteriore imbarazzo è la presenza, all'interno del gruppo Làbas, di esponenti di Coalizione Civica
, la lista che sostiene la maggioranza di Lepore. In un momento di grande austerità, è legittimo chiedersi se sia sostenibile usare denaro pubblico per realtà che, per alcuni, tengono in ostaggio la macchina amministrativa grazie a un doppio legame in Consiglio comunale.
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Vaccata