Chiacchiera
9 Ottobre - 3.079 visualizzazioni
Cara, dolce, sconfinato amore mio,
spero con tutto il cuore che almeno questa mia lettera riesca a raggiungerti.
Domani ci sarà l'ultimo attacco a baionetta, con il fucile in punta, sul fronte orientale. Gli austro-ungarici sono il doppio di noi, ma noi non abbiamo paura. Nel mio plotone siamo tutti del '99: veneti, siciliani, liguri e napoletani. Ognuno parla la propria lingua e, a malapena, riusciamo a capirci. Soltanto il tenente parla italiano, ma lui viene da una famiglia ricca e ha avuto la fortuna di studiare.
Il rosso che vedi su questa lettera, amore mio, non è un inchiostro insolito: è il sangue che mi cola dalla mano.
Ti prego, conserva questo mio ultimo dispaccio e custodiscilo per il figlio nostro, che sta per arrivare e che io, purtroppo, forse non avrò la fortuna di conoscere. Bacialo di notte, piano piano, e raccontagli di me. Quando sarà cresciuto, insegnagli a essere un uomo, ma soprattutto a restare umano. Insegnagli a servire la patria senza inginocchiarsi davanti al sovrano, a rispettare la vita e a non dimenticare mai il valore della libertà.
Se domani non dovessi tornare, sappi che il mio amore resterà con te, in ogni tuo respiro e in ogni carezza che darai al nostro bambino.
Tuo per sempre.
Addio, amore mio.
Severino dal fronte
Italia 1917
spero con tutto il cuore che almeno questa mia lettera riesca a raggiungerti.
Domani ci sarà l'ultimo attacco a baionetta, con il fucile in punta, sul fronte orientale. Gli austro-ungarici sono il doppio di noi, ma noi non abbiamo paura. Nel mio plotone siamo tutti del '99: veneti, siciliani, liguri e napoletani. Ognuno parla la propria lingua e, a malapena, riusciamo a capirci. Soltanto il tenente parla italiano, ma lui viene da una famiglia ricca e ha avuto la fortuna di studiare.
Il rosso che vedi su questa lettera, amore mio, non è un inchiostro insolito: è il sangue che mi cola dalla mano.
Ti prego, conserva questo mio ultimo dispaccio e custodiscilo per il figlio nostro, che sta per arrivare e che io, purtroppo, forse non avrò la fortuna di conoscere. Bacialo di notte, piano piano, e raccontagli di me. Quando sarà cresciuto, insegnagli a essere un uomo, ma soprattutto a restare umano. Insegnagli a servire la patria senza inginocchiarsi davanti al sovrano, a rispettare la vita e a non dimenticare mai il valore della libertà.
Se domani non dovessi tornare, sappi che il mio amore resterà con te, in ogni tuo respiro e in ogni carezza che darai al nostro bambino.
Tuo per sempre.
Addio, amore mio.
Severino dal fronte
Italia 1917
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