GinoPaolini: stiamo parlando di un processo che ha radici profonde; già dai primi anni 80, quando si sono ridotte le imprese a partecipazione statale, poi sono arrivate le privatizzazioni negli anni 90 e dal 1995 ad oggi abbiamo quasi dimezzato la produzione. dopo la crisi del 2008 abbiamo perso in 5 anni un quarto della produzione. ora con la crisi energetica (che parte in realtà dalla ripresa post pandemia e poi con l'Ucraina e poi con lo stretto ecc) ecco un altro shock da cui non ci riprenderemo. la produzione (che è comunque in debole crescita a livello globale) va all'estero rendendoci dipendenti... E' un processo di lunga durata che ha delle accelerazioni improvvise con shock per lo più voluti (pandemia, guerre e guerrette, crisi finanziarie, privatizzazioni, schock petroliferi, ecc), e mettendo insieme il quadretto o sono scelte politiche volute (il terziario rende di più del secondario, ecc) o sono effetti secondari "tollerabili" di altre scelte geopolitiche.
okkaz20: Avevamo la più grossa acciaieria del mondo,inquinantisssimissima per l "ambiente di Taranto. Che abbiamo fatto? L' abbiamo venduta all' India (che poi fornisce l' acciaio ad israele per le armi ),che anziché riconvertirla per sanare Taranto l'ha sfruttata e poi restituita al mittente Italia. Ora cerchiamo di svenderla a qualche magnate a due soldi e Taranto rimane una fogna
la produzione (che è comunque in debole crescita a livello globale) va all'estero rendendoci dipendenti...
E' un processo di lunga durata che ha delle accelerazioni improvvise con shock per lo più voluti (pandemia, guerre e guerrette, crisi finanziarie, privatizzazioni, schock petroliferi, ecc), e mettendo insieme il quadretto o sono scelte politiche volute (il terziario rende di più del secondario, ecc) o sono effetti secondari "tollerabili" di altre scelte geopolitiche.