Chiacchiera
ieri alle ore 17:53 - 3.146 visualizzazioni
Un altro tassello sul giornalismo di Ranucci
Il segreto d'ufficio è caduto. Il disagio di un uomo: Renzi massacrato da una storia che oggi non sta più in piedi
Il 31 agosto 2026 il segreto d'ufficio sul caso Autogrill è stato finalmente rimosso. La decisione è attribuita alla premier Giorgia Meloni, che ha tolto il vincolo permettendo alla Procura di Ravenna di riesaminare i rapporti tra Report, Sigfrido Ranucci e vari apparati dell'intelligence. Una decisione che ha aperto una crepa profonda nella narrazione che per anni aveva alimentato sospetti, insinuazioni e un clima di fango politico. Lo scoop che fece tanto scalpore — l'incontro tra Marco Mancini e Matteo Renzi in un Autogrill — era stato presentato come una scena da spy story: un politico, un uomo dei servizi, una testimone casuale, la famosa “professoressa”. Oggi sappiamo che quella professoressa non esisteva , esistevano invece le “barbe finte “, figure che orbitavano attorno ai servizi segreti, come Parolisi e Bernardini, fonti di Report che non erano neutrali, non erano casuali, non erano semplici cittadini, ma erano uomini legati all'intelligence, con ruoli opachi e identità non ufficiali. La rimozione del segreto ha mostrato che la ricostruzione che per settimane ha travolto Renzi era fragile, costruita su testimonianze non verificabili e su fonti che appartenevano a un mondo grigio, quello delle lotte interne ai servizi. In quel periodo Renzi è stato massacrato mediaticamente: sospetti, dubbi, insinuazioni, un'ombra costante sulla sua persona e sul suo partito. Un disagio profondo, umano, prima ancora che politico. È stato dipinto come colluso, come uomo che “tratta con i servizi”, come protagonista di una trama che oggi appare priva di fondamenta. Il danno alla sua credibilità è stato enorme, e tutto questo senza un fatto provato, senza una testimone reale, senza una ricostruzione solida.
La caduta del segreto d'ufficio ha aperto anche un interrogativo su Report e sul suo conduttore: Ranucci si è servito di fonti illegali o borderline per fare il bello e il cattivo tempo in politica? Le carte mostrano rapporti con ex agenti, informatori, figure coinvolte in dinamiche interne ai servizi. Non è questione di colpe penali, ma di metodo. Un giornalista che usa fonti opache può diventare, consapevolmente o meno, strumento di lotte interne all'intelligence e quando questo accade, la politica diventa un campo di battaglia dove la verità non è più un obiettivo, ma un effetto collaterale.
ll31 agosto 2026 non è solo una data. È il momento in cui la narrazione dell'Autogrill si è rovesciata. La storia che aveva messo Renzi sotto una tempesta di sospetti si è rivelata fragile. La professoressa non c'era, gli agenti segreti sì. E il fango non era un incidente: era il prodotto di un sistema di fonti che orbitava attorno ai servizi. La verità, quando arriva, non chiede scusa. Taglia. E qui ha tagliato una narrazione che per anni ha fatto male a una persona e alla sua credibilità politica. (ml)
Manuela Lorenzetti
Il segreto d'ufficio è caduto. Il disagio di un uomo: Renzi massacrato da una storia che oggi non sta più in piedi
Il 31 agosto 2026 il segreto d'ufficio sul caso Autogrill è stato finalmente rimosso. La decisione è attribuita alla premier Giorgia Meloni, che ha tolto il vincolo permettendo alla Procura di Ravenna di riesaminare i rapporti tra Report, Sigfrido Ranucci e vari apparati dell'intelligence. Una decisione che ha aperto una crepa profonda nella narrazione che per anni aveva alimentato sospetti, insinuazioni e un clima di fango politico. Lo scoop che fece tanto scalpore — l'incontro tra Marco Mancini e Matteo Renzi in un Autogrill — era stato presentato come una scena da spy story: un politico, un uomo dei servizi, una testimone casuale, la famosa “professoressa”. Oggi sappiamo che quella professoressa non esisteva , esistevano invece le “barbe finte “, figure che orbitavano attorno ai servizi segreti, come Parolisi e Bernardini, fonti di Report che non erano neutrali, non erano casuali, non erano semplici cittadini, ma erano uomini legati all'intelligence, con ruoli opachi e identità non ufficiali. La rimozione del segreto ha mostrato che la ricostruzione che per settimane ha travolto Renzi era fragile, costruita su testimonianze non verificabili e su fonti che appartenevano a un mondo grigio, quello delle lotte interne ai servizi. In quel periodo Renzi è stato massacrato mediaticamente: sospetti, dubbi, insinuazioni, un'ombra costante sulla sua persona e sul suo partito. Un disagio profondo, umano, prima ancora che politico. È stato dipinto come colluso, come uomo che “tratta con i servizi”, come protagonista di una trama che oggi appare priva di fondamenta. Il danno alla sua credibilità è stato enorme, e tutto questo senza un fatto provato, senza una testimone reale, senza una ricostruzione solida.
La caduta del segreto d'ufficio ha aperto anche un interrogativo su Report e sul suo conduttore: Ranucci si è servito di fonti illegali o borderline per fare il bello e il cattivo tempo in politica? Le carte mostrano rapporti con ex agenti, informatori, figure coinvolte in dinamiche interne ai servizi. Non è questione di colpe penali, ma di metodo. Un giornalista che usa fonti opache può diventare, consapevolmente o meno, strumento di lotte interne all'intelligence e quando questo accade, la politica diventa un campo di battaglia dove la verità non è più un obiettivo, ma un effetto collaterale.
ll31 agosto 2026 non è solo una data. È il momento in cui la narrazione dell'Autogrill si è rovesciata. La storia che aveva messo Renzi sotto una tempesta di sospetti si è rivelata fragile. La professoressa non c'era, gli agenti segreti sì. E il fango non era un incidente: era il prodotto di un sistema di fonti che orbitava attorno ai servizi. La verità, quando arriva, non chiede scusa. Taglia. E qui ha tagliato una narrazione che per anni ha fatto male a una persona e alla sua credibilità politica. (ml)
Manuela Lorenzetti
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Già così fa scompisciare dalle risate
Hai visto che questa tizia fa solo post per dire quanto è bravo, onesto e giusto il povero Matteo?
Forse si sono incontrati lì perché c'era il covid e così all'aria aperta era più sicuro?
O forse perché Renzi tramava per far cadere il governo e un uomo dei servizi con ambizioni di diventare capo del DIS poteva essere utile...
Non mi fiderei di Renzi nemmeno se lo vedessi fare beneficenza, se la fa é perché avrà un suo tornaconto 🤔😏