Chiacchiera
2 Settembre - 3.279 visualizzazioni
Il vero segreto di quegli anni non era la povertà di cose, era la ricchezza di sguardi.
Una bacinella non diventava un mare perché mancasse altro, ma perché intorno c'era qualcuno che ti guardava mentre lo inventavi.
La nonna con il ventaglio non era un dettaglio pittoresco, era un sistema di sorveglianza affettiva perfetto, capace di controllare, rinfrescarsi e amare nello stesso identico gesto, senza mai staccare gli occhi da te per più di un istante. Ecco cosa avevamo che oggi manca davvero: non l'assenza di comodità, ma la presenza costante di un adulto che non aveva altro da fare se non esserci. Oggi i bambini hanno piscine vere, gonfiabili giganti, schermi che intrattengono meglio di qualsiasi fantasia, eppure spesso giocano soli, sorvegliati da lontano, distratti da chi dovrebbe distrarli con loro. Il punto non è che allora si stava meglio con meno, il punto è che quel poco veniva abitato insieme, in una prossimità fisica che oggi si è dissolta anche quando i corpi restano vicini. La felicità di quei pomeriggi non nasceva dalla scarsità, nasceva dalla dedizione totale di chi ti stava accanto, indivisa, non interrotta da una notifica o da un pensiero altrove. Rimpiangere quel tempo non serve, ma capirlo sì: la vera differenza tra allora e adesso non è nei giocattoli, è nel tempo pieno che qualcuno ci regalava senza calcolarlo. Chi ha vissuto quell'infanzia non conosce la nostalgia degli oggetti, conosce il ricordo preciso di uno sguardo che non si staccava mai.
Una bacinella non diventava un mare perché mancasse altro, ma perché intorno c'era qualcuno che ti guardava mentre lo inventavi.
La nonna con il ventaglio non era un dettaglio pittoresco, era un sistema di sorveglianza affettiva perfetto, capace di controllare, rinfrescarsi e amare nello stesso identico gesto, senza mai staccare gli occhi da te per più di un istante. Ecco cosa avevamo che oggi manca davvero: non l'assenza di comodità, ma la presenza costante di un adulto che non aveva altro da fare se non esserci. Oggi i bambini hanno piscine vere, gonfiabili giganti, schermi che intrattengono meglio di qualsiasi fantasia, eppure spesso giocano soli, sorvegliati da lontano, distratti da chi dovrebbe distrarli con loro. Il punto non è che allora si stava meglio con meno, il punto è che quel poco veniva abitato insieme, in una prossimità fisica che oggi si è dissolta anche quando i corpi restano vicini. La felicità di quei pomeriggi non nasceva dalla scarsità, nasceva dalla dedizione totale di chi ti stava accanto, indivisa, non interrotta da una notifica o da un pensiero altrove. Rimpiangere quel tempo non serve, ma capirlo sì: la vera differenza tra allora e adesso non è nei giocattoli, è nel tempo pieno che qualcuno ci regalava senza calcolarlo. Chi ha vissuto quell'infanzia non conosce la nostalgia degli oggetti, conosce il ricordo preciso di uno sguardo che non si staccava mai.
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Calypso: 👏👏👏👏👏👏 verità assoluta
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2 Settembre alle ore 16:35 · Ti stimo · Rispondi



