Chiacchiera
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carlettonelivello 14
ieri alle ore 08:41 - 2.651 visualizzazioni
E' già martedì.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno

Da “Aiutiamoli a casa loro”
a “Rimandiamoli a casa loro
e lì li richiudiamo".

Ancora l'invasione di migranti senza migranti sulle tv e sulle prime pagine. Con tanto di scambio di accuse fra governanti.
Ma non vedo una parola di commozione su quei ragazzi, tanti, che hanno creduto alla bugia delle porte aperte in Spagna, si sono gettati in acqua, hanno nuotato per ore ma non ce l'hanno fatta a toccare terra. Una bugia creata a tavolino per delegittimare il governo spagnolo che proprio con un'intelligente politica di inserimento dei migranti ha dato notevole impulso all'economia.
Ragazzi illusi e dimenticati. La politica, soprattutto quella ad alto livello, non ha tempo per commuoversi.
E non ha tempo nemmeno per un frammento di solidarietà. Si riuniscono oggi da tutta Europa per parlare di emigrazione. Ma alla vigilia non leggo di programmi di solidarietà, di come aiutare quei popoli africani dilaniati da guerre, sete di potere e fame.
“Aiutiamoli a casa loro”, si disse un tempo. Dimenticato.
Invece “Centri di rimpatrio “ a casa loro. Centri che non sono altro che prigioni. E poi piccoli vantaggi economici e modesti sconti sui dazi.Tutto qui.
Un film già visto. Tutti i tentativi sono miseramente falliti. Ci provò la Gran Bretagna con il Ruanda , 20 milioni di sterline a vuoto. Non è andata meglio alla Danimarca con i progetti in Kossovo. In Albania la situazione è ben nota.
“Rimandiamoli in Africa”, è lo slogan. Quell'Africa che l'Europa ha saccheggiato di ogni bene, seminando terrore e spargendo sangue. E quando aveva ben preso tutto , quell'Europa è tornata a casa. Dell'Africa depredata è piena la Storia. Ma la ferita è ancora aperta. L'ho vista nei miei viaggi laggiù , come in Mali, dove i francesi hanno preso tutto quello che c'era da prendere, cancellando anche la lingua. Poi è toccato ai russi.
Ora l'Africa non chiede nemmeno un frammento di quello che le è stato rubato ma solo una mano per non soffrire. Un aiuto a chi cerca il domani. E l'Europa risponde con i “Centri di rimpatrio”. Ma sono carceri per africani a casa loro .
L'Europa non perde le cattive abitudini.
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