Chiacchiera
26 Luglio - 3.189 visualizzazioni
Doveva essere una serata come tante.
Ero seduto a un tavolo all'aperto di un pub, una birra davanti a me e il brusio della gente che riempiva l'aria. Ogni tanto alzavo lo sguardo, osservando distrattamente ciò che mi circondava.
A pochi metri da me c'era una coppia. All'inizio sembravano semplicemente discutere, ma qualcosa non mi convinceva. Lui parlava con un tono autoritario, quasi di comando. Lei, invece, teneva lo sguardo basso, rispondeva appena e sembrava sempre più intimorita.
Continuavo a osservarli con la coda dell'occhio. Non volevo essere invadente, ma sentivo che c'era qualcosa di profondamente sbagliato.
Poi è successo.
L'uomo ha afferrato la donna per i capelli con una violenza che ancora adesso faccio fatica a dimenticare. Li ha tirati con forza, come se stesse trascinando una corda in un tiro alla fune, costringendola ad alzarsi dalla sedia. Nel frattempo pronunciava frasi che, pur senza essere esplicite, lasciavano intendere minacce gravissime.
Non ho esitato.
Ho preso il telefono e ho chiamato il 113. Ho comunicato con calma le mie generalità, il luogo in cui mi trovavo e ho riferito che era in corso una violenta aggressione ai danni di una donna, aggiungendo che avevo sentito anche minacce velate che facevano temere per la sua incolumità.
Terminata la chiamata, mi sono avvicinato.
Non ho urlato.
Non ho insultato nessuno.
L'ho guardato negli occhi e, con voce ferma, gli ho detto:
" La forza non ti rende un uomo. Ti rende solo qualcuno che se la prende con chi non si può difendere. Fermati adesso e pensa a quello che stai facendo. Ogni secondo che continui peggiora soltanto la tua situazione, di questi tempi chi maltratta una donna se lo bevono "
Per un istante il tempo sembrò fermarsi.
Lui lasciò la presa. La donna riuscì a fare un passo indietro.
Poi rivolse tutta la sua rabbia verso di me.
"Fatti i cazzi tuoi!" urlò, avvicinandosi con aria minacciosa.
Sono rimasto immobile, senza abbassare lo sguardo.
"I cazzi miei finiscono nel momento in cui qualcuno usa la violenza contro un'altra persona più debole. Da qui in poi sono cazzi di tutti"
L'atmosfera era tesa. Bastavano pochi secondi perché tutto degenerasse.
Fu proprio in quel momento che arrivò una pattuglia della Polizia. Gli agenti intervennero immediatamente, separarono l'uomo dalla donna e iniziarono gli accertamenti, raccogliendo anche la mia testimonianza.
Ieri sera ho capito una cosa.
La violenza prospera soprattutto quando chi la vede decide di voltarsi dall'altra parte.
Ero seduto a un tavolo all'aperto di un pub, una birra davanti a me e il brusio della gente che riempiva l'aria. Ogni tanto alzavo lo sguardo, osservando distrattamente ciò che mi circondava.
A pochi metri da me c'era una coppia. All'inizio sembravano semplicemente discutere, ma qualcosa non mi convinceva. Lui parlava con un tono autoritario, quasi di comando. Lei, invece, teneva lo sguardo basso, rispondeva appena e sembrava sempre più intimorita.
Continuavo a osservarli con la coda dell'occhio. Non volevo essere invadente, ma sentivo che c'era qualcosa di profondamente sbagliato.
Poi è successo.
L'uomo ha afferrato la donna per i capelli con una violenza che ancora adesso faccio fatica a dimenticare. Li ha tirati con forza, come se stesse trascinando una corda in un tiro alla fune, costringendola ad alzarsi dalla sedia. Nel frattempo pronunciava frasi che, pur senza essere esplicite, lasciavano intendere minacce gravissime.
Non ho esitato.
Ho preso il telefono e ho chiamato il 113. Ho comunicato con calma le mie generalità, il luogo in cui mi trovavo e ho riferito che era in corso una violenta aggressione ai danni di una donna, aggiungendo che avevo sentito anche minacce velate che facevano temere per la sua incolumità.
Terminata la chiamata, mi sono avvicinato.
Non ho urlato.
Non ho insultato nessuno.
L'ho guardato negli occhi e, con voce ferma, gli ho detto:
" La forza non ti rende un uomo. Ti rende solo qualcuno che se la prende con chi non si può difendere. Fermati adesso e pensa a quello che stai facendo. Ogni secondo che continui peggiora soltanto la tua situazione, di questi tempi chi maltratta una donna se lo bevono "
Per un istante il tempo sembrò fermarsi.
Lui lasciò la presa. La donna riuscì a fare un passo indietro.
Poi rivolse tutta la sua rabbia verso di me.
"Fatti i cazzi tuoi!" urlò, avvicinandosi con aria minacciosa.
Sono rimasto immobile, senza abbassare lo sguardo.
"I cazzi miei finiscono nel momento in cui qualcuno usa la violenza contro un'altra persona più debole. Da qui in poi sono cazzi di tutti"
L'atmosfera era tesa. Bastavano pochi secondi perché tutto degenerasse.
Fu proprio in quel momento che arrivò una pattuglia della Polizia. Gli agenti intervennero immediatamente, separarono l'uomo dalla donna e iniziarono gli accertamenti, raccogliendo anche la mia testimonianza.
Ieri sera ho capito una cosa.
La violenza prospera soprattutto quando chi la vede decide di voltarsi dall'altra parte.
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oliver: Verissimo.
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26 Luglio alle ore 19:06 · Ti stimo · Rispondi
PAOLA63: Solo.un racconto o una esperienza vera?
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26 Luglio alle ore 20:46 · Ti stimo · Rispondi
FantoniManuel: PAOLA63 è una cronaca, rara, perché queste cose generalmente succedono in privato purtroppo
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26 Luglio alle ore 23:11 · Ti stimo · Rispondi
Grulla75: A sta merda gli hanno fatto qualcosa🤔🤔🤔🤔
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ieri alle ore 10:30 · Ti stimo · Rispondi
FantoniManuel: Grulla75 non credo, forse un richiamo, una diffida, fatti di cronaca non ne ho ascoltati
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ieri alle ore 10:40 · Ti stimo · Rispondi



