Chiacchiera
4 Luglio - 3.148 visualizzazioni
Sono loro, la casta, a essere funzionali alla sinistra.
Due mesi fa, durante l'esame del Decreto Sicurezza, Futuro Nazionale – il partito fondato dal Generale Roberto Vannacci – ha presentato un emendamento (poi trasformato in ordine del giorno) chiaro e coraggioso: potenziare davvero la legittima difesa e, soprattutto, cancellare qualsiasi possibilità che un ladro, un rapinatore o un aggressore ferito mentre commetteva il reato potesse chiedere e ottenere un risarcimento dalle sue vittime o dallo Stato.
Un principio di elementare buonsenso: chi sceglie volontariamente di violare la legge e di esporsi ai rischi del proprio mestiere criminale non può poi pretendere di essere risarcito per le conseguenze delle sue azioni.
Quell'ordine del giorno è stato bocciato. Il centrodestra di governo ha votato insieme alla sinistra per affossarlo.
Oggi la Lega annuncia un disegno di legge che dice esattamente la stessa cosa: stop ai risarcimenti per ladri, borseggiatori e aggressori che subiscono danni nel corso del reato. Un principio che, nelle parole della Lega stessa, si pone “in continuità con un ordine del giorno già approvato dal Senato” e con la riforma della legittima difesa del 2019, ma che vuole spingersi oltre per chiudere le falle ancora esistenti.
Allora mi sono chiesto, come tanti altri: perché hanno bocciato la proposta di Futuro Nazionale per poi copiarla?
La risposta che dà il Generale Vannacci è netta e, a mio parere, inconfutabile: “perché non vogliono allearsi con Futuro Nazionale per sconfiggere davvero la sinistra”.
Non è una questione di tattica da salotto. È una questione di sistema. La casta – anche quella che si definisce di centrodestra – ha paura di un'alleanza vera con chi non è disposto a diluire le idee, a fare compromessi al ribasso o a mantenere in vita certe assurdità giuridiche solo per non disturbare equilibri consolidati. Preferisce copiare l'idea quando fa comodo (per non perdere consensi su un tema che gli italiani sentono fortissimo) piuttosto che riconoscere il merito a chi l'ha portata per primo con chiarezza e senza giri di parole.
Io non sono un politico. Sono un cittadino che osserva, che si informa e che ogni tanto si indigna. E mi indigna l'idea che un delinquente possa entrare in casa mia, io mi difenda, e poi debba risarcirlo. Mi indigna che questa follia sia ancora possibile in un Paese civile. E mi indigna ancora di più che chi aveva la possibilità di chiuderla due mesi fa abbia preferito votare con la sinistra piuttosto che dare credito a una forza nuova e scomoda come Futuro Nazionale.
Il Generale Vannacci ha avuto il coraggio di fare una cosa rarissima nella politica italiana: lasciare una posizione di potere (era vicesegretario della Lega) per fondare un partito nuovo, senza rete di sicurezza, proprio perché non voleva essere complice di questo gioco. Non voleva più far parte di una destra che, su certi temi fondamentali come la sicurezza, la sovranità e il buonsenso, finisce per essere funzionale alla sinistra – non perché condivida le sue idee, ma perché non ha il coraggio di combatterle fino in fondo.
I cittadini lo capiscono. Lo capiscono quando vedono che le proposte più nette e coraggiose vengono prima bocciate e poi copiate. Lo capiscono quando vedono che il vero cambiamento non arriva mai dai soliti giochi di palazzo, ma solo da chi è disposto a pagare un prezzo personale per dirle le cose come stanno.
Io sto dalla parte di chi vuole cambiare davvero in meglio l'Italia. Non di chi vuole solo gestire il potere con qualche ritocco cosmetico. E credo che sempre più italiani stiano arrivando alla stessa conclusione: la differenza non è tra destra e sinistra. È tra chi ha il coraggio di fare sul serio e chi, invece, preferisce continuare a recitare la parte dell'opposizione… mentre è al governo.
Il Generale Vannacci lo ha detto chiaro. E io, da cittadino, gli do ragione.
Due mesi fa, durante l'esame del Decreto Sicurezza, Futuro Nazionale – il partito fondato dal Generale Roberto Vannacci – ha presentato un emendamento (poi trasformato in ordine del giorno) chiaro e coraggioso: potenziare davvero la legittima difesa e, soprattutto, cancellare qualsiasi possibilità che un ladro, un rapinatore o un aggressore ferito mentre commetteva il reato potesse chiedere e ottenere un risarcimento dalle sue vittime o dallo Stato.
Un principio di elementare buonsenso: chi sceglie volontariamente di violare la legge e di esporsi ai rischi del proprio mestiere criminale non può poi pretendere di essere risarcito per le conseguenze delle sue azioni.
Quell'ordine del giorno è stato bocciato. Il centrodestra di governo ha votato insieme alla sinistra per affossarlo.
Oggi la Lega annuncia un disegno di legge che dice esattamente la stessa cosa: stop ai risarcimenti per ladri, borseggiatori e aggressori che subiscono danni nel corso del reato. Un principio che, nelle parole della Lega stessa, si pone “in continuità con un ordine del giorno già approvato dal Senato” e con la riforma della legittima difesa del 2019, ma che vuole spingersi oltre per chiudere le falle ancora esistenti.
Allora mi sono chiesto, come tanti altri: perché hanno bocciato la proposta di Futuro Nazionale per poi copiarla?
La risposta che dà il Generale Vannacci è netta e, a mio parere, inconfutabile: “perché non vogliono allearsi con Futuro Nazionale per sconfiggere davvero la sinistra”.
Non è una questione di tattica da salotto. È una questione di sistema. La casta – anche quella che si definisce di centrodestra – ha paura di un'alleanza vera con chi non è disposto a diluire le idee, a fare compromessi al ribasso o a mantenere in vita certe assurdità giuridiche solo per non disturbare equilibri consolidati. Preferisce copiare l'idea quando fa comodo (per non perdere consensi su un tema che gli italiani sentono fortissimo) piuttosto che riconoscere il merito a chi l'ha portata per primo con chiarezza e senza giri di parole.
Io non sono un politico. Sono un cittadino che osserva, che si informa e che ogni tanto si indigna. E mi indigna l'idea che un delinquente possa entrare in casa mia, io mi difenda, e poi debba risarcirlo. Mi indigna che questa follia sia ancora possibile in un Paese civile. E mi indigna ancora di più che chi aveva la possibilità di chiuderla due mesi fa abbia preferito votare con la sinistra piuttosto che dare credito a una forza nuova e scomoda come Futuro Nazionale.
Il Generale Vannacci ha avuto il coraggio di fare una cosa rarissima nella politica italiana: lasciare una posizione di potere (era vicesegretario della Lega) per fondare un partito nuovo, senza rete di sicurezza, proprio perché non voleva essere complice di questo gioco. Non voleva più far parte di una destra che, su certi temi fondamentali come la sicurezza, la sovranità e il buonsenso, finisce per essere funzionale alla sinistra – non perché condivida le sue idee, ma perché non ha il coraggio di combatterle fino in fondo.
I cittadini lo capiscono. Lo capiscono quando vedono che le proposte più nette e coraggiose vengono prima bocciate e poi copiate. Lo capiscono quando vedono che il vero cambiamento non arriva mai dai soliti giochi di palazzo, ma solo da chi è disposto a pagare un prezzo personale per dirle le cose come stanno.
Io sto dalla parte di chi vuole cambiare davvero in meglio l'Italia. Non di chi vuole solo gestire il potere con qualche ritocco cosmetico. E credo che sempre più italiani stiano arrivando alla stessa conclusione: la differenza non è tra destra e sinistra. È tra chi ha il coraggio di fare sul serio e chi, invece, preferisce continuare a recitare la parte dell'opposizione… mentre è al governo.
Il Generale Vannacci lo ha detto chiaro. E io, da cittadino, gli do ragione.
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Così ti è più chiaro ???
Mi dispiace che l’articolo ti sia sembrato “tante idiozie tutte assieme”. Ognuno è libero di pensarla come vuole, ma permettimi di difendere con fatti ciò che ho scritto, senza insulti e senza giri di parole.
Due mesi fa, durante l’esame del Decreto Sicurezza, Futuro Nazionale ha presentato un emendamento (poi trasformato in ordine del giorno) che chiedeva esattamente due cose: rafforzare la legittima difesa e cancellare qualsiasi possibilità di risarcimento per ladri, rapinatori o aggressori feriti mentre commettevano il reato.
Quell’ordine del giorno è stato bocciato, anche con il voto del centrodestra di governo.
Oggi la Lega annuncia un disegno di legge che dice esattamente la stessa cosa: stop ai risarcimenti per chi si fa male commettendo un reato. Lo presentano come “in continuità con un ordine del giorno già approvato dal Senato” e con la riforma del 2019, ma l’obiettivo dichiarato è chiudere le stesse falle che Futuro Nazionale aveva indicato due mesi fa.
La domanda che ho posto — e che tanti si pongono — è legittima: perché bocciare prima e copiare dopo?
Il Generale Vannacci ha dato una risposta chiara: perché non si vuole allearsi con chi non accetta di diluire le idee o di mantenere in vita certe assurdità solo per non disturbare gli equilibri di palazzo. Ha lasciato la Lega proprio per questo motivo, non per calcolo, ma perché non voleva più essere complice di un meccanismo che preferisce copiare le proposte quando fanno comodo, piuttosto che riconoscerle quando arrivano da una forza nuova e scomoda.
Non sto difendendo un partito. Sto difendendo un principio di elementare giustizia: chi entra in casa mia per rubare o aggredire non può poi pretendere di essere risarcito. E mi indigna che questa possibilità esista ancora in un Paese civile. Mi indigna ancora di più che chi aveva la possibilità di chiuderla due mesi fa abbia preferito votare contro, per poi riproporre la stessa idea quando ha visto che gli italiani la sostengono.
Se hai argomenti di merito per contestare questi fatti — la bocciatura dell’ordine del giorno di Futuro Nazionale, il contenuto identico della proposta della Lega, le dichiarazioni di Vannacci — sono pronto ad ascoltarli.
Altrimenti resto convinto che la differenza vera non sia tra destra e sinistra, ma tra chi ha il coraggio di fare sul serio e chi preferisce continuare a recitare la parte dell’opposizione… mentre è al governo.
Mi dispiace che tu abbia subito un’aggressione violenta e sono contento che un vicino sia intervenuto in tuo aiuto. Proprio per questo non capisco la tua posizione.
Se sei grata che qualcuno ti abbia difesa, perché non sostieni il principio per cui chi si difende legittimamente non debba poi essere costretto a risarcire l’aggressore? Oppure saresti contenta se, dopo averti aggredita, quel delinquente denunciasse il tuo vicino e gli chiedesse i danni per le ferite riportate mentre ti stava attaccando?
Il punto non è “togliere la vita a qualcuno” né “rincorrere per uccidere”. Il punto è molto più semplice: chi entra in casa tua (o aggredisce te) per commettere un reato non può poi pretendere di essere risarcito da chi si difende. È una questione di elementare giustizia, non di cattiveria.
Rispetto che il Generale Vannacci ti faccia ribrezzo. A me invece fa ribrezzo chi si esprime in modo così contraddittorio: da una parte dice di sapere cosa significa essere aggrediti e di essere grata a chi interviene in aiuto, dall’altra si oppone a norme che tutelerebbero proprio chi, come il tuo vicino, ha il coraggio di difendere una persona in pericolo.
Per il resto, non solo ti auguro una buona serata, ma anche una buona giornata. Qui in Costa Rica sono solo le 10:47 del mattino, quindi per me è ancora presto.
Si parla di risarcimento.
Nessuno ha mai parlato di togliere la vita ... o di rincorrere qualcuno x ucciderlo.
Buona serata a te 😊